nuova resistenza

"il contenitore dell'informazione e della controinformazione"

FNSI a fianco delle colleghe Fusani e Sarzanini

di Franco Siddi

FNSI a fianco delle colleghe Fusani e Sarzanini Una vergogna senza fine. Un’inchiesta su malaffare che coinvolge personalità politiche di spicco, come il coordinatore del Pdl Verdini, che propone inquietanti interrogativi, anche al di là delle responsabilità giudiziarie dei protagonisti della cosiddetta inchiesta sull’eolico o sulla ‘squallida consorteria’ o anche ‘P3’. Una vicenda inquietante che suscita le domande non solo dei magistrati che indagano ma di milioni di cittadini sgomenti e dei giornalisti che informano sull’’affaire’. Ciò non piace a Verdini né al suo collega di partito Stracquadanio e, addirittura, manda in bestia il direttore de il Foglio, Giuliano Ferrara,  che scende in campo contro la giornalista Claudia Fusani che fa domande che non piacciono. E l’onorevole Verdini arriva addirittura a lamentarsi dell’assenza alla conferenza stampa, in cui propone la sua ‘controverità’, della collega del Corriere della Sera Fiorenza Sarzanini, che segue in prima battuta l’inchiesta della Procura di Roma. Nel tentativo chiarissimo di accreditare l’idea che la collega informerebbe sulla base di preconcetti e non invece, com’è, di atti, fatti e documenti, come ogni giorno fa pubblicando sul suo giornale imbarazzanti documenti.
Il senso del duplice,  contemporaneo,  attacco a tre voci a due colleghe della prima linea dell’informazione politico giudiziaria di questa stagione (e non solo di questa) è quello di tentare di creare presunti nemici su cui scaricare la loro incapacità di essere trasparenti fino in fondo o di riconoscere che l’informazione prima di tutto parte dai fatti documentati. E questi fatti non possono cambiare in ragione dell’idea che si coltiva o della fazione di cui si fa parte. Le insinuazioni contro la collega Sarzanini, che peraltro svolge anche una funzione di rilievo nel vertice dell’Ordine professionale che cura il rispetto della deontologia, e contro Claudia Fusani manifestano solo povertà di  argomentazioni o volontà di trascinare il conflitto politico sul campo improprio dell’informazione. Le nostre due colleghe, come la gran parte dei giornalisti, vivono avendo di fronte due ben chiare stelle polari: indipendenza e autonomia professionale. Piaccia o non piaccia a lor signori, i veri giornalisti cercano sempre la verità, tanto più quanto essa appare inquietante, ponendosi continuamente ragionevoli dubbi che alimentano sacrosante domande. Onore, dunque, a chi svolge la propria professione così, a chi fa giornalismo così. Non rinunciando a porre domande ai propri interlocutori, anche le più incalzanti nonostante il rischio di invettive e di minacce. Le tecniche dell’intimidazione le conosciamo bene e per questo rimandiamo al mittente qualsiasi forma di violenza.
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana sta dalla parte delle colleghe Fusani e Sarzanini, solidale con loro, pronta a sostenere significative reazioni collettive ad ogni insulto o assalto intimidatorio come quello, vergognoso, dell’altra sera.
fonte: articolo 21.info

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 7 minutes ago at 16:24. Add a comment

Facebook, pubblicati i dati  di 100 milioni di utenti  – LASTAMPA.it

Facebook, pubblicati i dati  di 100 milioni di utenti  – LASTAMPA.it.

Per il social network i dati messi in Rete erano già pubblici
Se si vuole sfatare il mito della sicurezza di Facebook quale modo migliore che cercare di raccogliere e pubblicare in rete dati di oltre 100 milioni di utenti?

Ron Bowes, consulente di sicurezza, ha voluto evidenziare la questione della privacy sul social network scansionando i profili di Facebook tramite il pezzo di codice apposito, e raccogliendo da qui i dati non nascosti dalle impostazioni di privacy di ogni utente. L’elenco, che è stato condiviso su un file scaricabile, contiene l’URL del profilo di oltre 100 milioni di ”amici”, con il loro nome e l’ID univoco.

La lista è stata pubblicata su Pirate Bay, il più grande sito di file-sharing del mondo, ed è già stata scaricata da più di 1.000 utenti.

In una dichiarazione alla BBC News, Facebook ha risposto che le informazioni contenute nella lista erano già liberamente disponibile online. «Le persone che usano Facebook hanno la facoltà di scegliere quello che vogliono inserire, con chi vogliono “fare amicizia”, e quando vogliono – recita il comunicato – in questo caso sono state raccolte informazioni che gli utenti avevano già accettato fossero pubblicate sul proprio profilo. Nessun dato strettamente personale è stato reso disponibile o è stato compromesso».

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 10 minutes ago at 16:22. Add a comment

«Acclarata l’illegittimità delle liste Il riconteggio è a tutela degli elettori» – Corriere della Sera

«Acclarata l’illegittimità delle liste Il riconteggio è a tutela degli elettori» – Corriere della Sera.

Il leghista Roberto Cota, presidente della giunta regionale del Piemonte (Ansa)
Il leghista Roberto Cota, presidente della giunta regionale del Piemonte (Ansa)

MILANO – Il riconteggio dei voti relativi alle liste «Al centro con Scanderebech» e «Consumatori», che alle ultime Regionali sostenevano il candidato del centrodestra Roberto Cota, stabilito nelle settimane scorse dopo i ricorsi del centrosinistra, è stato deciso dal Tar del Piemonte perchè «l’esame del merito conduce alla acclarata illegittimità dell’ammissione delle due liste controverse con conseguente annullamento, in via diretta ed immediata, dei relativi provvedimenti di ammissione emessi dagli otto uffici centrali circoscrizionali». È quanto si legge nella sentenza del Tribunale amministrativo piemontese depositata oggi.

«TUTELA DEGLI ELETTORI» - «Questa decisione muove nell’ottica della tutela della volontà dell’elettore» ha precisato Alfonso Graziano, giudice estensore della sentenza, consegnando, insieme al presidente del Tar Franco Bianchi, la sentenza agli avvocati alla presenza dei giornalisti.

LE CONSEGUENZE SUI SEGGI – Nelle 113 pagine, il collegio giudicante rileva quindi che «ciò stante restano da acclarare quali ulteriori, eventuali, concreti effetti demolitori possano discendere dal parziale ‘de cisum’ fin qui assunto, avuto riguardo, in particolare alla proclamazione degli eletti alla carica presidenziale, nonchè alla ripartizione dei seggi in seno al consiglio regionale».

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 18 minutes ago at 16:13. Add a comment

Inchiesta P3, si delinea il ruolo di Dell’Utri “Era centrale, anche se non era il vertice”

Secondo gli inquirenti il senatore del Pdl  era un soggetto di riferimento. Novità su “Cesare”: lo pseudonimo era usato anche per indicare altri soggetti e non solo Berlusconi

ROMA – Al centro ci sarebbe lui, Marcello Dell’Utri. Il senatore del Pdl, fedelissimo di Silvio Berlusconi, avrebbe rivestito un “ruolo centrale” nella vicenda degli  “affari” della cosiddetta società segreta P3. 1 Non era “il vertice” ma, da quanto si apprende, ricopriva un ruolo di grande rilievo.  Dell’Utri sia per il suo peso politico attuale e passato sarebbe stato soggetto di riferimento di Denis Verdini e di altri personaggi coinvolti nell’inchiesta.

La procura sta cercando di ricostruire il ruolo di Dell’Utri il quale, secondo quanto si è appreso, non è socio di nessuno, non ha prestanome e non risulta interessato ai progetti dell’eolico in Sardegna. Non a caso Dell’Utri è indagato solo per violazione della legge Anselmi sulle società segrete e non anche per corruzione, quest’ultimo reato contestato agli indagati coinvolti anche negli accertamenti su nomine ed appalti relativi all’energia alternativa in Sardegna.

Chi è Cesare?
Lo pseudonimo “Cesare” 2era usato anche per indicare altri soggetti e non solo, come sembrava da un’informativa dei Carabinieri, Silvio Berlusconi. “Cesare” era utilizzato da alcuni degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P3 in conversazioni telefoniche intercettate. In ogni caso, è stato fatto notare, i riferimenti a “Cesare” non hanno rilevanza penale.

Il premier non sarà convocato. 
I magistrati romani che indagano sulla P3 non intendono convocare come testimone Silvio Berlusconi. La circostanza non era stata esclusa dall’avvocato Franco Coppi, difensore di Denis Verdini, a proposito dei chiarimenti sul presunto dossier confezionato per screditare, in sede di campagna elettorale, l’attuale Governatore della Campania Stefano Caldoro.

29 luglio 2010 – Repubblica.it

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 20 minutes ago at 16:11. Add a comment

Torna Emergency a Lashkar-Gah – Corriere della Sera

Torna Emergency a Lashkar-Gah – Corriere della Sera.

Soldati afghani davanti all'ospedale (Ap)
Soldati afghani davanti all’ospedale (Ap)

MILANO – Riapre i battenti il centro chirurgico di Emergency a Lashkar-Gah, chiuso nello scorso aprile scorso dopo il ritrovamento di armi e dopo l’accusa a tre volontari italiani di essere collaboratori dei talebani. «Oggi è una bella giornata» dice Gino Strada.
Un team composto da un chirurgo, due infermieri e un logista internazionale e da 140 afghani, tra personale medico, amministrativo e ausiliario, ha ripreso possesso della struttura dopo che una delegazione di Emergency guidata da Gino Strada, aveva incontrato lunedì scorso il governatore della regione di Helmand per verificare la possibilitá di riapertura.

LE ASSICURAZIONI DEL GOVERNATORE – Nei giorni scorsi il governatore aveva vincolato la ripresa delle attività ad alcune condizioni, tra le quali la presenza di militari afghani intorno all’ospedale e il passaggio della gestione dell’ospedale al ministero della Sanità locale. Il governatore ha inoltre assicurato che Emergency continuerà a poter condurre in autonomie le attività dell’ospedale sia dal punto di vista clinico sia dal punto di vista gestionale. Sulla decisione hanno influito le continue sollecitazioni della societá civile afghana. Da quando il centro era stato chiuso infatti la popolazione locale aveva perso un luogo di cura fondamentale in quanto l’ospedale era l’unica struttura in grado di offrire assistenza chirurgica gratuita e di elevata qualità in tutta la provincia di Helmand.

STRADA: «ASSICURATA PIENA AUTONOMIA» – «Oggi è una bella giornata – ha osservato Strada in collegamento telefonico dall’Afghanistan – e siamo arrivati con fatica a questo momento. Siamo riusciti a capire quale era l’umore della gente che aveva bisogno che l’ospedale riaprisse e che non voleva fosse tolto a loro per motivi forse politici. Abbiamo ricevute le scuse ufficiali da parte del governo afghano e questo dimostra che evidentemente si è trattato di un episodio oscuro». «Al governatore di Lashahk-Gah – ha proseguito Strada – abbiamo fatto le nostre richieste tra le quali il libero accesso per i feriti alla struttura e che l’ospedale debba essere rispettato da tutti, così come deve essere per sua natura un luogo neutrale dove non si esercita violenza. Abbiamo anche ribadito che è impensabile che un ospedale sia sotto il controllo di una forza militare e che l’accesso alle cure sia filtrato da qualcuno e su questo il governatore si è detto d’accordo con noi». «Abbiamo avuto un incontro con il nuovo capo della sicurezza perché quello precedente è stato rimosso, e ci ha garantito piena collaborazione e pieno rispetto dell’autonomia dell’ospedale. Un ospedale – ha sottolineato Strada – che abbiamo ritrovato in una situazione disastrosa, pieno di sabbia ma senza che, tuttavia, vi fosse stato alcun furto».

ATTEGGIAMENTO SERVILE DELL’ITALIA NELLA VICEBDA DELL’ARRESTO – Nella vicenda dell’arresto dei tre operatori di Emergency e della chiusura dell’ospedale di Lashkar-Gah il Governo italiano ha dimostrato un «atteggiamento servile» nei confronti degli alleati coinvolti. A distanza di tempo ne resta convinto Gino Strada che ha riferito di aver parlato nei giorni scorsi con l’ambasciatore britannico nel paese asiatico per chiarire il coinvolgimento dei militari inglesi nella chiusura dell’ospedale di Emergency (furono infatti alcuni soldati britannici a prelevare i tre operatori italiani). Se si fosse verificata una situazione contraria – ha ragionato Strada – e cioè «se fossero stati dei militari italiani a prelevare degli operatori inglesi, il governo inglese avrebbe subito convocato l’ambasciatore italiano: ma da noi non usa, il nostro governo è più servile».

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 25 minutes ago at 16:07. Add a comment

Pedaggi, il Tar del Lazio dice stop agli aumenti per autostrade e Gra – Corriere Roma

Pedaggi, il Tar del Lazio dice stop agli aumenti per autostrade e Gra – Corriere Roma.

MOBILITA’

Pedaggi, il Tar del Lazio dice stop
agli aumenti per autostrade e Gra

I giudici: «Le tariffe devono corrispondere a un servizio» Accolte le richieste della Provincia di Roma e di Pescara

Le auto sul Raccordo
Le auto sul Raccordo

ROMA – Il Tar del Lazio ha sospeso il decreto che ha disposto l’aumento dei pedaggi autostradali previsti nella manovra del governo. La prima sezione del tribunale amministrativo, presieduta da Linda Sandulli, ha così accolto le richieste della provincia di Roma, del Comune di Fiano Romano e della Provincia di Pescara.

«NON SI TRATTA DI UNA TASSA» – Il Tar del Lazio ha accolto i ricorsi contro l’aumento dei pedaggi (fino al 25%) sostenendo che al pagamento deve corrispondere un servizio, e dunque l’utilizzo di un’infrastruttura, e non può trattarsi di una mera tassa. In particolare, nell’ordinanza si spiega che «il provvedimento impugnato per essere coerente con la finalità» di circolazione stradale alternativa a quella a pedaggio «deve assumere il carattere di corrispettivo per l’utilizzo di una infrastruttura e non quello di misura fiscale; al contrario tale carattere non appare sussistente in alcune delle ipotesi evidenziate, vale a dire in tutte quelle che prevedono il pagamento del pedaggio in relazione a uno svincolo stradale non necessario e non interessato dalla fruizione dell’infrastruttura». Il Tar ha quindi accolto la richiesta di sospensiva «considerato che nelle ipotesi anzidette il decreto impugnato sembra addirittura prescindere dalla regola comunitaria che impone il pagamento di una somma determinata di denaro basata, anche, sulla distanza percorsa; e tenuto conto, infine, che la consistenza della fumus boni iuris non può non riflettersi sulla valutazione del danno paventato appeso che può essere considerato soltanto nel caso in cui il provvedimento che lo determina appaia illegittimo e che, in ogni caso, deve tenersi conto del danno subito dalla comunità così come evidenziato da parte ricorrente».

RICORSO DI 41 COMUNI - L’ordinanza è stata emessa dalla prima sezione del Tar del Lazio presieduta da Linda Sandulli. Quarantuno i comuni della provincia di Roma che hanno presentato un atto d’intervento schierandosi al fianco della provincia di Roma. Si tratta di: Olevano Romano, Saracinesco, Marano Equo, Roviano, Riofreddo, Albano Laziale, Licenza, Vallepietra, Vivaro Romano, Rocca Canterano, Percile, Palestrina, Zagarolo, Gallicano nel Lazio, Roiate, Vicovaro, Canterano, Roccagiovine, Rocca S. Stefano, Anticoli Corrado, Sambuci, Ciampino, San Gregorio da Sassola, Cervara, Arsoli, Rocca di Papa, Velletri, Carpineto Romano, San Vito Romano, Genazzano, Castel Gandolfo, Genzano di Roma, Morlupo, Allumiere, Ariccia, Vallinfreda, Castel Madama, Frascati, Fiumicino, Ladispoli e Bracciano. A loro si sono aggiunti il Codacons e la Provincia di Rieti. Hanno invece presentato ricorsi autonomi (anch’essi discussi oggi) il comune di Fiano Romano e la provincia di Pescara.

«VITTORIA DEI CONSUMATORI» – Per l’Adoc, che ha sempre sostenuto il ricorso presentato dalla Provincia di Roma, la decisione del Tar è la vittoria dei consumatori e dei pendolari. «Accogliamo con soddisfazione la decisione del Tar del Lazio, con i pedaggi i pendolari avrebbero subito un danno di oltre 600 euro l’anno – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – sarebbe stato assurdo, ad esempio, imporre una maggiorazione di un euro per chi viene da Fiano Romano o l’introduzione del pedaggio sull’autostrada urbana Chieti-Pescara, un tratto di soli 20 chilometri utilizzato quotidianamente e anche più volte al giorno dai cittadini di entrambe le città. Per cui apprezziamo che sia stato accolto il ricorso della Provincia di Roma, che l’Adoc ha da subito sostenuto. Ora ci auguriamo che non vengano emanate nuove norme elusive della decisione del Tar. Imporre il pedaggio significa andare a colpire direttamente il portafoglio dei consumatori, già spossati da una crisi di cui non si vede la fine. Inoltre, significa danneggiare un settore, il turismo, che sta vivendo una crisi profonda».

IL COMMENTO DI RENATA POLVERINI - «Noi abbiamo sempre sostenuto il ricorso che il presidente Zingaretti ha presentato al Tar. Voglio dire oggi, proprio per far notare che non seguo mai le polemiche, che la Regione non lo aveva fatto perchè se ci fossimo presentati insieme, il procedimento sarebbe stato più lungo. E quindi non avremmo avuto la sospensiva che invece abbiamo ottenuto oggi». Questo il commento della presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, commentando la sentenza del Tar che ha sospeso il pagamento dei pedaggi autostradali dopo il ricorso presentato dalla Provincia di Roma. «Credo sia assolutamente giusto, in un momento particolare come quello che stiamo vivendo. Aggiungere ai tanti pendolari, alle famiglie e anche all’economia un ulteriore balzello, sicuramente andava nella direzione opposta», ha concluso Polverini.

Redazione online

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 26 minutes ago at 16:05. Add a comment

APCOM- Rai/ Su nomine rinvio a Cda 5 agosto,Masi cercherà larghe intese

APCOM- Rai/ Su nomine rinvio a Cda 5 agosto,Masi cercherà larghe intese.

Roma, 29 lug. (Apcom) - Si terrà giovedì 5 agosto la prossima riunione del Consiglio di amministrazione della Rai, dopo la decisioni di oggi di rinviare le nomine previste in agenda. “Il Consiglio di Amministrazione riunito oggi – informa una nota di viale Mazzini – non ha affrontato alcun tema all’Ordine del giorno in quanto il Direttore Generale, Mauro Masi, ha accolto l’invito del Presidente della Commissione di Vigilanza, Sergio Zavoli e del Presidente del Consiglio di Amministrazione, Paolo Garimberti, a trovare una più ampia condivisione da parte del CdA su alcune delle proposte all’ordine del giorno. Una nuova riunione consiliare è prevista per giovedì 5 agosto”.

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 34 minutes ago at 15:58. Add a comment

APCOM- Intercettazioni/ Verso ritiro ddl da odg Camera prima di pausa

APCOM- Intercettazioni/ Verso ritiro ddl da odg Camera prima di pausa.

Roma, 29 lug. (Apcom) - Sul ddl intercettazioni il centrodestra prende tempo, il provvedimento, secondo quanto viene riferito in ambienti parlamentari, verrà eliminato dal calendario della Camera, che dunque dovrebbe chiudere i propri lavori senza avviare l’esame. Alla capigruppo di questo pomeriggio, viene spiegato, il Pdl dovrebbe ufficializzare la decisione di accantonare, almeno per ora, il provvedimento. I vertici del centrodestra, però, starebbero ancora valutando se chiedere fin da ora l’inserimento del provvedimento nel calendario di settembre o se rimandare ogni valutazione alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva.

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 36 minutes ago at 15:56. Add a comment

Pdl, i finiani si contano la maggioranza è a rischio

Alla Camera il presidente può contare su più di 30 deputati, al Senato su una 15ina di fedelissmi. Con queste cifre per l’esecutivo si annunciano tempi difficili

ROMA – “Nessun problema, il governo è saldo”. Con questo parole Silvio Berlusconi mininizzava, solo ieri, le conseguenze della cacciata dei finiani dalla maggioranza. E adesso che questo ipotesi è quasi certa, vale la pena di usare il pallottoliere per capire se l’ottimismo del premier è solo di facciata.

Attualmente la maggioranza di governo è di 341 deputati e 175 senatori a fronte di una maggioranza necessaria, rispettivamente di 316 a Montecitorio e 162 a Palazzo Madama. La pattuglia finiana alla Camera può contare, ad oggi, su 33 deputati: Bocchino, Briguglio, Granata, Raisi, Barbareschi, Proietti, Divella, Buonfiglio, Barbaro, Siliquini, Perina, Angela Napoli, Bellotti, Di Biagio, Lo Presti, Scalia, Conte, Della Vedova, Urso, Tremaglia, Bongiorno, Paglia, Lamorte, Rubens, Menia, Angeli, Ronchi, Moffa, Cosenza, Patarino. I numeri per dare vita ad un gruppo autonomo ci sono.

In totale, dunque, la pattuglia composta dai finiani e dai finiani in bilico potrebbe contare su più di 30 deputati e su una 15ina di senatori. Cifre di tutto rispetto che potrebbero costringere il governo ad una Via Crucis su ogni provvedimento. Alla Camera l’uscita dei finiani, infatti, ridurrebbe moltissimo il margine e il governo si vedrebbe costretto a cercare, volta per volta, il voto dei Liberaldemocratici, dei Repubblicani regionalisti, delle minoranze linguistiche e dell’Mpa.

Al Senato, invece, la situazione sembrerebbe di poco più tranquilla. Anche se nel calcolo andrebbero considerati i senatori a vita, che durante il governo Prodi, sostennero, e non poco, l’esecutivo di centro sinistra. Ma che non bastarono a tenerlo in vita.

29 luglio 2010 – Repubblica.it

....birra?

Digg This
Reddit This
Stumble Now!
Buzz This
Vote on DZone
Share on Facebook
Bookmark this on Delicious
Kick It on DotNetKicks.com
Shout it
Share on LinkedIn
Bookmark this on Technorati
Post on Twitter
Google Buzz (aka. Google Reader)

Posted 52 minutes ago at 15:39. Add a comment