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Internet

Lettera del Congresso a Mountain View per capire se i nuovi occhiali collegati a internet possano violare il diritto alla riservatezza, ad esempio con il riconoscimento facciale

Google I/O 2013: gli avveniristici occhiali Glass (Ap)

Google I/O 2013: gli avveniristici occhiali Glass (Ap)

Roma, 18 maggio 2013 – Il Congresso Usa ha chiesto a Google di chiarire se i suoi nuovi e avveniristici Glass (gli occhiali collegati a Internet che consentiranno di sovrapporre immagini virtuali a quelle fisiche con quella che viene chiamata “realtà aumentata”) possano violare il diritto alla riservatezza degli americani. La Commissione bipartisan sulla privacy vuole infatti vederci chiaro e ha scritto una lettera a Larry Page, numero 1 di Big G, ponendogli otto domande.

Il Congresso ricorda i problemi di Google per aver raccolto dati senza autorizzazione tramite Street View negli anni scorsi, e chiede come si stia attrezzando per evitare che la storia si ripeta con i Glass. Inoltre chiede anche se sia vero che gli occhiali saranno dotati di riconoscimento facciale per ottenere informazioni su chi si guarda, se saranno in grado di memorizzare autonomamente dati, se sia nei piani una ridefinizione delle politiche di privacy. Continua a leggere

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A Wall Street il titolo resta sotto il prezzo di collocamento

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      AFP<br />
New York, 16 mag. (TMNews) – Mentre Facebook si prepara a festeggiare il suo primo anno in borsa sabato, crescono i timori degli investitori su una defezione crescente degli utenti più giovani. Sebbene non ci siano statistiche ufficiali, in molti credono che gli under 25 stiano soffrendo quello che è stato battezzato un “affaticamento da Facebook” in favore di altri servizi come Twitter e WhatsApp.

Le preoccupazioni – se vere – non sono da poco visto che il futuro del social network di Mark Zuckerberg dipende proprio dagli utenti con un’età intorno ai 20 anni. Fu questo segmento della popolazione mondiale ad adottare per prima Facebook 10 anni fa. A spiegare la perdita di entusiamo degli utenti più giovani per Facebook è l’arrivo di altre piattaforme e siti Internet come Tumblr e Twitter o applicazioni di messaggistica come Line, Viber, Snapchat, considerate migliori per conversazioni tra piccoli gruppi di amici.

Una prima ammissione di questo fenomeno è contenuta nel rapporto annuale del gruppo pubblicato a febbraio, in cui si legge che alcuni utenti “soprattutto quelli più giovani, sono consapevoli di e attivamente coinvolti in altri prodotti e servizi simili o sostitutivi a Facebook”.

Facebook/ Un anno fa la quotazione,si teme ‘affaticamento’ utenti.

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Grillo: “Se ci chiudono il blog resteremo senza democrazia”

“Se ci chiudono il blog resteremo senza informazione, non lo hanno fatto neanche in Cina”. Lo ha detto Beppe Grillo in un comizio a Barletta, come riporta l’agenzia Ansa, dopo aver parlato di un intervento della polizia postale per cercare prove del “vilipendio al Capo dello Stato Giorgio Napolitano”. Le offese al centro delle indagini sarebbero comparse sul sito nel maggio 2012 e i presunti responsabili, iscritti nel registro degli indagati sono 22. Il ministro della Giustizia Cancellieri ha concesso pochi giorni fa alla procura di Nocera inferiore l’autorizzazione a procedere. “Se fanno una cosa simile e ci chiudono il blog – ha concluso Grillo – se ne assumeranno la responsabilità perché noi siamo la democrazia”. Continua a leggere

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Privacy, il dietrofront di Google: - “Su Internet servirebbe il bottone ‘cancella’” Il presidente del colosso, Eric Schmidt, si schiera a favore del diritto all’oblio. Una posizione molto diversa rispetto al passato, condivisa anche dall’Unione europea. Ma la rimozione dei contenuti sgraditi può essere strumentalizzata, specie da vip e potenti. di Francesco Magnocavallo

Braccialetto hi-tech “giudica” il nostro stile di vita tra sonno e sport

L’Agenzia per l’Italia Digitale ha un anno ma non è ancora nata

Privacy, dietrofront di Google: "Sul web sì a bottone 'cancella'" 

“L’assenza di un bottone ‘Cancella’ su Internet è una questione importante. Ci sono situazioni in cui cancellare è la cosa giusta da farsi. Propongo che alla maggiore età, per regolamento, si cambi nome. Allora sì che si potrebbe dire, ‘Non ero io, non ho fatto io quelle cose’”. Eric Schmidt, presidente di Google, nel corso di un intervento alla New York University pochi giorni fa, ha sollevato la questione della riservatezza in rete. In netto contrasto rispetto al passato. Siamo molto lontani infatti dalla sua dichiarazione del 2009, sempre in tema di diritto all’oblio, quando aveva detto: “Se hai cose che non vuoi che nessuno sappia, allora forse per prima cosa non avresti dovuto farle”. Quindi, a distanza di quattro anni, Schmidt fa dietrofront e in favore della privacyContinua a leggere

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Becchi-Draghi

Banchieri e professori, due pesi ed una notizia | Blogaccio.

Entro l’estate arriverà sul web la squadra antiblogger, uno speciale commissariato per monitorare capillarmente la rete dai social network ai news blog col compito specifico di prevenire non solamente i reati tipicamente informatici, ma reprimere i reati d’opinione espresse con argomentazioni “vivaci” ed in forma lessicale efficace. Insomma, anche se il direttore della Polizia Postale non lo dice chiaramente, arriverà la censura vera, quella che ti sbatte in galera per un commento che vuole distinguersi nell’oceano della comunicazione digitale. Facciamo ancora in tempo quindi, noi di Blogaccio, a pubblicare il comunicato “parole e fucili” del professor Paolo Becchi. La grande stampa nazionale e la politica, quella che si sente minacciata dal prorompere sulla scena di forze antogoniste nuove, ha stretto intorno al simpatico professore ordinario di filosofia del diritto all’Università di Genova, un vero e proprio cordone sanitario prendendo a pretesto le Sue dichiarazioni alla radio durante il noto programma “la zanzara”. Continua a leggere

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Catania, pedofilia sul web: quattro arresti e due vittime

Tra i 4 arrestati, un romano di 41 anni a cui la polizia ha trovato immagini da lui prodotte mentre violentava la figlia di 9 anni e una catanese che vestita da suora abusava del figlio di 10 anni

Avrebbero abusato dei loro rispettivi figli per realizzare filmati con contenuti pedopornografici da mettere in rete Deep Web, una zona ‘invisibile’ di internet. Sono le accuse contestate a un romano di 41 anni al quale la polizia postale ha trovato immagini da lui stesso prodotte mentre abusava della figlia di 9 anni, e una catanese che vestita da suora abusava del figlio di 10 anni. Sono due dei quattro arrestati su disposizione della Procura di Catania nell’ambito dell’operazione antipedofilia Tor.

La polizia postale e delle telecomunicazioni di Catania, coordinata dal procuratore capo Giovanni Salvi e dal sostituto Marisa Scavo, ha scoperto, grazie ad attività svolta sotto copertura, nella rete invisibile di internet Deep Web, un gruppo di nove persone, quattro delle quali arrestate, ritenute responsabili a vario titolo di produzione, commercio, divulgazione e detenzione di materiale pedopornografico. Continua a leggere

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La moneta virtuale dalla A alla Z -  di Luca Dello Iacovo


A New Delhi Nokia lancia Asha 501, lo smartphone “democratico” da 99 dollari

A – Gavin Andresen. È uno sviluppatore software che ha partecipato ai primi passi dei Bitcoin. Ha avuto una corrispondenza attraverso email con Satoshi Nakamoto, inventore della moneta digitale. È chief scientist della Bitcoin Foundation che ha un ruolo centrale nell’evoluzione del conio virtuale.

B – Blocco (o block). È un ingranaggio fondamentale nel network di Bitcoin e, semplificando, include un frammento dell’elenco di transazioni avvenute in un determinato periodo di tempo.  Deve essere convalidato da un network decentralizzato di “miners”: in questo modo viene garantita la sicurezza degli scambi evitando che la moneta digitale possa essere spesa due volte da un medesimo utente.    Continua a leggere

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Tweet falsi, notizie senza fonti…la Repubblica.it

Fuori i bulli dal nostro Twitter – di Roberto Saviano


Tweet falsi, notizie senza fonti, commenti urlati e in tutto il mondo si fa strada “Slow news”.  La velocità dei social network non sempre è una risorsa e nasce un movimento per difendere il diritto a una informazione corretta. Quando alcuni hacker hanno twittato la bufala dell’attentato alla Casa Bianca la smentita è arrivata in sette secondi: nel frattempo Wall Street è crollata di ANGELO AQUARO

Tweet falsi, notizie senza fonti, commenti urlati e in tutto il mondo si fa strada "Slow news"

Tu chiamala, se vuoi, la legge di Emma. Molto tempo prima che i soliti ignoti del web s’intrufolassero nel Twitter dell’Associated Press per annunciare il (finto) bombardamento della Casa Bianca. Molto tempo prima che dalle colonne del Guardian Dan Gillmor invitasse i giornalisti di tutto il mondo a smetterla d’inseguire le ultime notizie sempre più mendaci e accomodarsi invece al solido banchetto delle slow news. Molto tempo prima che Enrico Mentana stanco d’insulti si dimettesse da Twitter: molto tempo prima insomma che l’informazione usa (poco) e getta (molto) finisse sotto accusa c’era stata lei, Emma Keller. Il cognome non suonerà nuovo: la signora, nata Gilbey, è la felice sposa di Bill Keller, ex direttore del New York Times, l’uomo a cui toccò smacchiare la Lady in Grigio sporcata dalle accuse di plagio che avevano portato alle dimissioni Howell Raines. Peccato che l’uomo che per il suo giornale raccontò da Mosca la Perestroika di Mikhail Gorbaciov, nel suo intimo professionale abbia sempre guardato con sospetto alla pretesa trasparenza del web. Fino a quel commento ormai passato alla storia dei media. Continua a leggere

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