Le macchine Volanti | Nell’epoca digitale, la conoscenza è potere

23 Marzo 2019 0 Di ken sharo

Diventare una celebrità con un libro sulla “storia dell’umanità”. E poi con un libro di visioni sull’uomo del futuro. È davvero un caso inusuale Yuval Noah Harari, israeliano classe 1976, di professione storico, docente all’università Ebraica di Gerusalemme, appassionato di meditazione e convinto animalista (nonché vegano). Ha raggiunto la fama prima con Sapiens: una breve storia dell’umanità, tradotto in 30 lingue e pubblicato in Italia da Bompiani. Un saggio di tale successo da aver generato anche un corso online di libero accesso in inglese, con oltre 100mila partecipanti complessivi.In tempi di società liquida, la particolarità di Harari è riuscire a costruire grandi sistemi di pensiero che spieghino i cambiamenti dell’umanità con un approccio multidisciplinare; mescolando storia e biologia, per esempio. Lo spirito di Sapiens è stato riproposto anche nel secondo libro di successo, Homo Deus: breve storia del domani (2016), che affronta le possibili trasformazioni dell’homo sapiens in seguito allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, del ruolo sempre più importante che viene giocato dagli algoritmi progettati dai colossi digitali e di un futuro in cui forse la tecnologia permetterà di vincere la morte (obiettivo perseguito con convinzione alla Silicon Valley).Dopo aver raccontato il passato e immaginato il futuro della nostra specie, descritto con logica stringente e senza timore di dare forma a ciò che potrebbero essere considerate delle visioni, Harari ha chiuso questa ideale trilogia con 21 lezioni per il XXI secolo (2018), che affronta temi cruciali della nostra epoca come il ruolo della religione, l’avanzata dei nazionalismi, la guerra e il terrorismo, fino ad arrivare alla post-verità e alla fantascienza.Una guida per affrontare il presente, relativizzando gli avvenimenti che oggi, immersi come siano nel loro pieno svolgimento, sembrano portare la nostra specie sull’orlo del baratro; senza riuscire a vedere nessuna via di fuga. Allargare lo sguardo, con una prospettiva storica e d’insieme, è la via per comprendere meglio ciò che sta succedendo in questa caotica contemporaneità. In cui forse, di caotico, c’è soprattutto l’interpretazione che diamo al mondo che ci circonda.

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