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salute

Nuccio Sciacca / 

Il prof. Scarlata dell’Università di Palermo: “Temperatura in aumento, la malattia potrebbe tornare in Sicilia”

La temperatura media è aumentata di circa due gradi e non è poco considerato il ritorno di malattie ormai dimenticate come la malaria proprio a causa di una tropicalizzazione climatica. Anche la nostra regione ne risente e la preoccupazione degli specialisti aumenta. Ne è convinto Francesco Scarlata, docente di Malattie infettive dell’Università di Palermo intervenuto a Caltanissetta al corso “Aggiornamenti in infettivologia” diretto da Mauro Sapienza, primario di medicina interna dell’ospedale di Enna.

“L’ultimo focolaio di malaria – ha ricordato Scarlata – risale in Sicilia al 1953 ma le mutazioni climatiche che da un quarto di secolo si osservano, con aspetti ormai da clima sub-tropicale, preoccupano per il rischio di ripresa dell’endemia malarica, come purtroppo recentemente è avvenuto in diverse regioni della Grecia con decine di casi di malaria da Plasmodium vivax. Continua a leggere

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Madrid: un milione di no alla privatizzazione della sanità.

Madrid: un milione di no alla privatizzazione della sanitàIl no alla privatizzazione degli ospedali e degli ambulatori decisa dal PP nella Capitale iberica è ormai totale e trasversale, così come dimostrano i risultati della consulta organizzata dalla ‘marea bianca’ e dal movimento 15M. Nonostante le minacce del governo comunale che è arrivato a mandare la polizia nei seggi per sequestrare alcune urne, quasi un milione di abitanti di Madrid e di abitanti della piccola regione che circonda la capitale sono andati nei giorni scorsi a votare nel referendum autogestito organizzato dalla ‘marea bianca’. Sulla scheda i votanti hanno trovato una domanda secca e inequivocabile: “E’ a favore di una sanità a gestione pubblica, di qualità e universale, e contro la sua privatizzazione e le leggi che la consentono?”. Il quesito riguardava la legge varata dal governo locale, un monocolore del Partito Popolare, che chiude o privatizza decine di strutture sanitarie pubbliche, tra ospedali e ambulatori, nella capitale e nei centri vicini. In particolare la legge dell’esecutivo regionale ha già consegnato alla gestione dei privati ben 6 ospedali e 27 centri sanitari territoriali. Il successo del no alla privatizzazione è stato totale, incredibile: 929.903 persone hanno votato ‘si’ alla sanità pubblica e no alla svendita ai privati. Continua a leggere

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SANITA’: FEDERANZIANI, MILLE GIORNI AL DEFAULT DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE – AgenParl – Agenzia Parlamentare per l’informazione politica ed economica.

 

(AGENPARL) – Roma, 14 mag – Entro 1.000 giorni non ci sarà più il Servizio Sanitario Nazionale pubblico. A sostenerlo è FederAnziani, la federazione delle associazioni della terza età che attraverso il suo Centro studi di economia sanitaria è arrivato alla conclusione che, senza un deciso cambio di rotta e l’abolizione del titolo V, in meno di 3 anni lo Stato non potrà più garantire il Servizio Sanitario. La tesi parte proprio dagli studi del Ministero della Salute e dell’Agenas pubblicati negli ultimi giorni, nei quali è provato un netto aumento del ricorso ai servizi sanitari, alle prestazioni, alle indagini di laboratorio da parte dei cittadini, che per “esigenze economiche” preferiscono il privato a pagamento, in quanto più veloce ed economico rispetto al pubblico, come dire ticket e superticket sono troppo cari e le prestazioni, nel privato, sono eseguite in ambienti confortevoli, puliti e senza liste d’attesa, spendendo pure di meno. Continua a leggere

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La “Nuova sars” si trasmette da uomo a uomo. La conferma arriva attraverso il secondo caso conclamato in Francia, nell’ospedale di Valenciennes, che ha colpito un paziente che aveva condiviso la stanza con il primo malato accertato oltralpe.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha chiesto di aumentare il livello di attenzione, nonostante non siano state richieste particolari misure né restrizioni.

“Abbiamo più volte dimostrato che la trasmissione da uomo a uomo è possibile. È un virus che circola in zone del pianeta ben definite. Se si prendono le dovute precauzioni, il rischio è estremamente basso”.

Gli ultimi due decessi dovuti al coronavirus sono stati registrati negli Emirati Arabi Uniti, dovuti a un focolaio nella regione di Al-Ahsa. In tutto le vittime sono 18, su 34 casi, più della metà dei quali nella penisola arabica. Il coronavirus ha colpito anche in Arabia Saudita e Giordania.

In Europa ci sono stati casi anche in Gran Bretagna, Germania e Olanda.

C‘è anche chi sostiene, in vari forum, che nell’area i numeri siano ben maggiori, ma l’ordine per i media locali sia minimizzarne la portata.

Nuova sars, secondo caso in Francia. Due morti in Arabia | euronews, mondo.

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Coronavirus

fotografia da web

Si chiama nuovoCoronavirus e fa parte della stessa famiglia dell’agente patogeno della Sars, la sindrome respiratoria acuta che nel 2003 causo’ la morte di 775 persone.

L’OMS (pagina originale in inglese) fino ad ora ha segnalato 30 casi di contagio da nCov e contabilizzato 18 vittime di cui 11 in Arabia Saudita.

In Europa casi sono stati segnalati in Gran Bretagna, Germania e, questa settimana, in Francia dove il Ministero della sanità francese ha annunciato la mobilitazione di tutte le strutture interessate che “lavorano a stretto contatto con le autorità sanitarie internazionali”.

Il nuovo virus, identificato per la prima volta lo scorso settembre, provoca un’insufficienza renale rapida. gravi problemi respiratori con tosse e febbre. Sarebbe meno contagioso di quello della Sars ma piu’ virulento visto che il tasso di mortalità associato è del 56% contro l’11% del virus Sars. Continua a leggere

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Le service des maladies infectieuses et tropicales de l'hôpital Bichat à Paris

(Traduzione effettuata in automatico, per il testo originale cliccare: http://www.liberation.fr/societe/2013/05/08/coronavirus-premier-cas-confirme-en-france-de-virus-proche-du-sras_901673)

 

Un caso di infezione respiratoria acuta con il nuovo virus simile alla SARS (sindrome respiratoria acuta grave) è stata confermata in Francia su una persona che soggiornò nella penisola arabica, dieci anni dopo l’epidemia di SARS ha causato il panico nel mondo.

“Un caso di infezione respiratoria acuta legato al nuovo coronavirus (NCoV) è stato segnalato per l’Institut de Veille Sanitaire (VS) dal National Reference Center (NRC), presso l’Istituto Pasteur che ha effettuato le analisi virologiche “ha annunciato Mercoledì il Ministero della Salute.

“Questo è il primo e unico caso confermato in Francia fino ad oggi”, ha detto il ministero, notando che ha coinvolto “una persona di ritorno da un soggiorno negli Emirati Arabi Uniti” e che “un’approfondita indagine epidemiologica “era stato lanciato.
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La nuova tesi choc del pediatra olandese Verhagen: “A un aborto è preferibile l’eutanasia post partum”

Dieci anni fa il professor Eduard Verhagen aveva invaso le prime pagine delle principali testate internazionali con l’ammissione che la sua équipe neonatale all’Università di Groningen, in Olanda, aveva praticato l’eutanasia su ventidue neonati affetti da spina bifida tra il 1997 e il 2004. Un anno dopo, attraverso il saggio “Euthanasia in severely ill newborns” pubblicato dal New England Journal of Medicine, il pediatra annunciò il Protocollo di Groningen, il documento medico più esplosivo e controverso degli ultimi dieci anni. Sono le prime linee guida mondiali per la “morte bambina”. Adesso il medico olandese spiega che, da un punto di vista medico, è meglio scegliere di eliminare il bambino disabile dopo la nascita, piuttosto che durante la gravidanza.
Nel nuovo saggio dal titolo “The Groningen Protocol for newborn euthanasia; which way did the slippery slope tilt?”, pubblicato nel nuovo numero del Journal of Medical Ethics, la prestigiosa rivista della stessa editrice del British Medical Journal, Verhagen spiega che in Olanda l’eutanasia sui bambini è legale “se le loro prospettive di vita sono fosche”. Continua a leggere

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Chiesto il rinvio a giudizio per l’ex governatore, ora presidente della commissione Agricoltura al Senato, e altre 11 persone nell’ambito dell’inchiesta sulla Fondazione. Contestata anche l’associazione per delinquere

 

La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ex governatore lombardo Roberto Formigoni, ora presidente della commissione Agricoltura del Senato, e per altre 11 persone, nell’ambito dell’inchiesta sulla Fondazione Maugeri. Formigoni è accusato di associazione per delinquere e corruzione. Tra le persone che rischiano il processo ci sono l’ex assessore regionale Antonio Simone, sua moglie Carla Vites, l’uomo d’affari Pierangelo Daccò e Nicola Maria Sanese, segretario storico di Formigoni.

I favori di Formigoni alla Maugeri Le delibere preparate alla Fondazione Maugeri, Formigoni conosceva i conti La vacanza ai Caraibi a spese di Daccò

Le posizioni di cinque indagati – Umberto Maugeri, Costantino Passerino, Gianfranco Mozzali, Claudio Massimo e Sandro

Fenyo – “sono state stralciate in quanto hanno avanzato, in riferimento a tutte le ipotesi loro contestate, istanze di patteggiamento che sono in corso di valutazione”, scrive in una nota il procuratore milanese Edmondo Bruti Liberati. Il procuratore precisa anche che la Fondazione Maugeri “ha formulato richiesta di applicazione della pena determinata in un milione di euro e ha messo a disposizione, ai fini della confisca del profitto dei reati, beni immobili per un valore complessivo di 16 milioni”. Richiesta alla quale la Procura ha “prestato il consenso e si è in attesa della fissazione di udienza da parte del gip”. (08 maggio 2013)

Scandalo Maugeri, la Procura di Milano: “Processate Formigoni per corruzione” – Milano – Repubblica.it.

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