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La deputata di FdI e amica di Giorgia Meloni contestata per i suoi trascorsi con Luigi Ciavardini, esponente del gruppo eversivo neofascista dei Nar. L’alternativa potrebbe essere Carolina Varchi, vicesindaca di Palermo

di Lirio Abbate

C’è un intreccio maleodorante su cui potrebbe avviarsi la presidenza della nuova commissione parlamentare antimafia, creata dopo un lunghissimo ritardo nell’approvazione della legge istitutiva, con maggioranza e governo che hanno fatto perdere quasi tre mesi. E dietro la parola antimafia la maggioranza gioca a confondere le parti, e mettere insieme estremismo di destra e politica. Di fatto la Commissione non viene convocata dai presidenti di Camera e Senato.

Ci sono storie indicibili che non possono entrare nell’istituzione di questa Commissione, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo in cui le mafie sono inodore come un virus letale che si insinua non solo nella politica e nell’economia legale, inquinando mercati e democrazia, con l’estremismo di destra che dilaga con violenza e prevaricazione sui più deboli.

Da mesi sono passati a far melina sull’avvio dei lavori e c’è preoccupazione sulla scelta del presidente. Una lettera firmata da familiari delle vittime di mafia e terrorismo, da esponenti della società civile da sempre impegnati nella lotta alla mafia, criticano la decisione che la maggioranza avrebbe preso di affidare la Commissione a Chiara Colosimo, amica di Giorgia Meloni, e deputata di Fratelli d’Italia.

 

 

“Rimaniamo sbigottiti e increduli di fronte a questa prospettiva” scrivono Salvatore Borsellino (fratello del magistrato Paolo Borsellino), Paolo Bolognesi (presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage della stazione di Bologna), Manlio Milani (presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Piazza della Loggia), Federico Sinicato (presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della strage di Piazza Fontana), Stefano Mormile (fratello dell’educatore carcerario Umberto Mormile, assassinato dalla ‘ndrangheta, e presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della Falange Armata), Nunzia Agostino (sorella dell’agente di Polizia Nino Agostino, assassinato su ordine di Cosa nostra), Paola Caccia (figlia del magistrato Bruno Caccia, assassinato dalla ‘ndrangheta), Pasquale Campagna (fratello della diciassettenne Graziella Campagna, assassinata da killer di Cosa nostra), Giovanni Impastato (fratello di Peppino Impastato) e Angela Gentile Manca (madre del medico Attilio Manca).

La lettera prende spunto dalle notizie pubblicate da Report in cui emergono rapporti tra la deputata Colosimo di Fratelli d’Italia e il terrorista dell’eversione di destra Luigi Ciavardini. “Ciavardini, esponente – assieme ad altri criminali come Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro – del gruppo eversivo neofascista dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari), è stato condannato definitivamente per l’omicidio del poliziotto Francesco Evangelista e del magistrato Mario Amato (che aveva preso in mano le indagini del collega Vittorio Occorsio – assassinato dal terrorista neofascista Pierluigi Concutelli – sui legami tra destra eversiva, P2 e apparati dello Stato) e ovviamente per la strage della stazione di Bologna, dove morirono 85 persone”, scrivono nella lettera che hanno reso pubblica e dove sottolineano “i legami tra Ciavardini, Fioravanti e Mambro e alcune associazioni che, da anni, stanno chiedendo a gran voce l’abolizione del 41bis e dell’ergastolo ostativo per i reati di mafia e terrorismo”.

E fanno bene i familiari delle vittime a ricordare come i processi abbiano accertato i “plurimi depistaggi a favore dei NAR e delle altre formazioni criminali neofasciste, commessi da uomini dei servizi segreti infedeli alla Costituzione repubblicana e da apparati delle istituzioni”. A questo si devono aggiungere le circostanze emerse dalle indagini svolte negli ultimi anni da diverse procure italiane, che hanno provato i legami esistenti tra criminalità mafiosa (soprattutto siciliana e calabrese) ed esponenti della destra eversiva (proprio come Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, ma anche come Paolo Bellini, altro condannato – in primo grado – per la strage di Bologna), e tra questi e soggetti infedeli delle istituzioni.

I familiari si chiedono “come sia anche solo lontanamente immaginabile pensare di eleggere a presidente della Commissione antimafia una persona con tali frequentazioni, posto che due degli argomenti che la futura Commissione si troverà necessariamente ad affrontare sono il coinvolgimento degli eversori neofascisti nella strategia stragista mafiosa degli anni ’92-’94 e il ruolo della Falange Armata in essa”. E chiedono “se è accettabile che si scelga, per un ruolo importante come la presidenza di una Commissione parlamentare bicamerale, una persona che non si vergogna di avere rapporti con uno stragista che mai si è pentito? E, ancora, solo a noi appare evidente il gigantesco conflitto di interessi della probabile futura presidente? È così che lo Stato onora le vittime delle stragi terroristico-mafiose e chiede fiducia ai loro familiari?”.

“Se questo sarà veramente il primo, nefasto, passo della neo Commissione (che ancora speriamo si riveli una notizia priva di fondamento)”, conclude la lettera, “ci auguriamo che i componenti che avalleranno tale scelta avranno almeno la decenza di evitare di partecipare alle commemorazioni di quelle stragi”.

In alternativa a Colosimo il partito di Giorgia Meloni sarebbe pronto ad indicare un altro nome, quello di Carolina Varchi, parlamentare e vice sindaco a Palermo di Roberto Lagalla, indicato da Marcello Dell’Utri e Salvatore Cuffaro.

 

Sorgente: Chiara Colosimo e i suoi rapporti con i terroristi neri. La lettera-appello: “Non può guidare la commissione Antimafia” – la Repubblica


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