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Lo speaker della Camera dei rappresentanti Kevin McCarthy sta facendo una richiesta di riscatto. I suoi ostaggi sono l’economia e la credibilità dell’America. McCarthy ha avvertito che, se il presidente Biden non accetterà ingenti tagli all’istruzione, all’assistenza sanitaria, all’assistenza alimentare per i bambini poveri, i repubblicani della Camera si rifiuteranno di alzare il tetto del debito del governo federale rischiando, teoricamente, di innescare una crisi finanziaria globale. A giustificazione di quanto detto, McCarthy ha evocato più volte la minaccia della concorrenza cinese. Il portavoce ha ragione quando dice che questo dibattito ha implicazioni molto significative per la sicurezza nazionale, ma non come dice lui.
Con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, con le tensioni con la Cina che continuano a inasprirsi, con altre minacce globali che incombono, la comunità internazionale guarda agli Usa per una leadership forte e salda. La politica del rischio calcolato del Congresso per ciò che concerne il tetto del debito invia ai nostri alleati e ai nostri avversari il messaggio contrario: l’America è divisa e deconcentrata, non si può fare affidamento su di lei.
Iniziamo sfatando subito un mito. Il dibattito sul tetto del debito non concerne l’autorizzazione a procedere ad altre spese, ma il saldo da parte del Congresso dei debiti che ha già contratto. Rifiutarsi di pagare vorrebbe dire fare qualcosa di simile a saltare una rata del mutuo, solo che si avrebbero ripercussioni globali. Per il ruolo che gli Usa hanno nell’economia internazionale – e per il dollaro – essere inadempienti nei confronti dei nostri debiti potrebbe innescare un tracollo finanziario globale.
Al Congresso i repubblicani hanno costantemente votato a favore dell’aumento del tetto del debito senza fare tanto teatrino quando alla Casa Bianca c’era un repubblicano, tra cui tre volte durante la presidenza Trump. Durante le Amministrazioni democratiche, invece, hanno strumentalizzato il tetto del debito per estorcere concessioni, malgrado il rischio di default. Ero segretaria di Stato durante la crisi del tetto del debito del 2011, quindi vidi in che modo questo atteggiamento di parte e compromise nel mondo la credibilità della nostra nazione.
Oggi la competitività tra le democrazie e le autocrazie è diventata più acuta. Minando la credibilità degli Usa e il primato del dollaro, la battaglia sul tetto del debito fa il gioco di Xi Jinping e Putin. La leadership Usa nel mondo dipende dalla nostra forza economica in patria. Fare default ed essere inadempienti nei confronti dei nostri debiti costerebbe 7 milioni di posti di lavoro agli Stati Uniti e farebbe sprofondare la nostra economia in una profonda recessione.
Spesso chiediamo alle altre nazioni di riporre fiducia negli Stati Uniti. Il nostro esercito ci sarà per proteggere gli alleati; il nostro sistema finanziario è sicuro e, quando mettiamo in guardia da pericolosi dispositivi cinesi per le telecomunicazioni o da un’imminente invasione russa, diciamo la verità. Rischiare di infrangere la promessa americana di saldare i suoi debiti mette in discussione tutto ciò.
Quando ero segretaria di Stato, una grossa parte del mio lavoro consisteva nel ristabilire la fiducia negli Usa dopo l’Amministrazione di George W. Bush. Non fu facile. Oggi la credibilità dell’America contribuirà a determinare se i nervosi europei continueranno a stare dalla nostra parte e sostenere l’Ucraina o cercheranno un compromesso con la Russia. Potrebbe determinare se altre nazioni asiatiche accoglieranno con favore le basi militari e le truppe per dissuadere l’aggressione cinese, come hanno fatto di recente le Filippine, o se si piegheranno alla prepotenza di Pechino. Fare giochetti con il tetto del debito mette in pericolo il primato del dollaro nell’economia globale e il potere che esso conferisce agli Stati Uniti.
Non stupisce che Xi e Putin non vedano l’ora di sconvolgere il predominio del dollaro e di rendere innocue le sanzioni americane. Nel loro recente incontro a Mosca, Putin ha lasciato intendere che la Russia potrebbe iniziare a vendere petrolio nel mondo usando lo yuan cinese invece dei dollari. I due Paesi stanno anche cercando di dare vita a sistemi finanziari transfrontalieri che li aiutino ad aggirare le banche cinesi, e hanno meno riserve in dollari. Se il Congresso continuerà a flirtare con il default, gli inviti a detronizzare il dollaro come valuta di riserva mondiale si faranno sentire molto più forti, e non soltanto a Pechino e a Mosca. I repubblicani dovrebbero smettere di tenere in ostaggio il credito dell’America, assumersi le loro responsabilità di leader e alzare il tetto del debito.
(Traduzione di Anna Bissanti)
© New York Times

Sorgente: Rischio default per gli Usa con i repubblicani che fanno il gioco di Xi e Putin – la Repubblica


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