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Esposto in procura e ricorso al Tar dello studio legale Leone-Fell & C. sulla prima edizione della selezione universitaria. Migliaia di domande in una banca dati da commerciare (o regalare): “Quella graduatoria è da rifare”

Qualcuno ha pagato migliaia di euro per iscriversi a un corso di preparazione che permetteva di conoscere in anticipo le domande del test. Ad altri è invece bastato trovare il gruppo giusto su Telegram e versare appena 20 euro per superare l’esame di ammissione alle facoltà di Medicina e Chirurgia e in Odontoiatria.

O quantomeno per avere una soffiata sulle domande a cui gli aspiranti medici sarebbero stati sottoposti. Queste sono solo alcune delle irregolarità che secondo lo studio legale Leone-Fell & C. hanno caratterizzato questa prima edizione dei Tolc, la nuova modalità di accesso alle università di medicina.

È tutto scritto in un esposto depositato in procura subito dopo la pubblicazione della graduatoria con cui è stato comunicato l’elenco degli ammessi al numero chiuso. Gli avvocati Francesco Leone e Simona Fell parlano di «inadeguatezza dei controlli da parte del Cisia», e di «espedienti che moltissimi candidati di diverse scuole di preparazione ai test di ammissione hanno escogitato per divulgare i quesiti e le relative soluzioni oggetto della prova d’esame, falsando irrimediabilmente gli esiti della prova».

«È lo scandalo più grande che abbia mai colpito il sistema del numero chiuso — dicono i legali — la graduatoria appena pubblicata è falsa».

A differenza degli scorsi anni, quando il test avveniva in un unico giorno, quest’anno gli esami si sono svolti in più giorni e in due diverse sessioni: una ad aprile e una a luglio. Tutto ruota intorno al principio di equalizzazione: prevede che ogni domanda sottoposta a un candidato abbia un diverso peso specifico che viene attribuito in base a quanti abbiano risposto correttamente o meno. Il problema, secondo gli avvocati, è che «le domande equalizzate ad aprile sono state ripetute a luglio».

Nel 2023 la faccenda ha avuto una conseguenza ovvia: «Sono nate chat, gruppi su Telegram, gruppi delle scuole di preparazione che invitavano ragazzi usciti dall’esame a postare domande appena ricevute — spiega l’avvocato Leone — Quindi le domande sottoposte a migliaia di persone che sono state esaminate ad aprile sono state inserite in una banca dati. Quindi condivise, vendute e disponibili per luglio».

«Bisogna considerare — prosegue — che molte scuole di preparazione ai test di ammissione, beneficiando di un gran numero di iscritti, hanno accumulato dai propri membri una vasta quantità di quesiti e hanno persino organizzato apposite lezioni mirate alla spiegazione delle domande già note».

Così si legge nell’esposto in cui vengono riportate le diverse chat denominate in maniera eloquente: “Domande Tolc Med”. I quesiti sarebbero stati venduti dai ragazzi anche a poche decine di euro, certe volte persino regalati.

«Sono stati agevolati i più furbi, i più fortunati o chi aveva la possibilità di pagare per conoscere in anticipo le domande», dice l’avvocato Leone.

C’è dell’altro: «Il Cisia (l’organo che ha elaborato il sistema, ndr) si è accorto tardivamente del problema e abbiamo le prove che i suoi rappresentanti sono entrati nei gruppi social per controllare che questa condivisione di domande non avvenisse, ma era già fuori controllo». Secondo l’avvocato l’epilogo è quasi scontato: «Questo test è irregolare. Verrà annullato dal Tar sconvolgendo l’inizio dell’anno accademico”.

Sorgente: Test di Medicina venduti a 20 euro su Telegram – la Repubblica


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