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Una fregata norvegese e aerei radar italiani seguono la flotta da sbarco di Mosca. Mentre nel Mediterraneo orientale si cerca di localizzare i sottomarini Kilo

di Gianluca Di Feo

La squadra navale russa ha superato il Canale di Sicilia e prosegue il suo viaggio verso il Mediterraneo orientale. I satelliti l’hanno fotografata ieri in avvicinamento verso la Grecia. Ma le immagini riprese dallo spazio – analizzate dal sito francese Coupsure – mostrano un altro elemento significativo, che testimonia il livello di tensione nei nostri mari: una fregata della Nato le ha seguite a distanza ravvicinatissima. Si tratta della Hansen, un’unità norvegese che è la vedetta avanzata della task force guidata dalla portaerei americana Truman. Mentre le navi di Mosca avanzavano tra Malta e la Sicilia, i marinai norvegesi hanno mantenuto “il contatto ottico”: un modo di far sentire la pressione del confronto internazionale.

 

Lo schieramento delle flotte al largo della Sicilia 

 

Non è stata l’unica. Più ricognitori si sono avvicendati a monitorare il movimento della squadra russa. L’ultimo a entrare in scena è stato il Gulfstream Caew dell’Aereonautica italiana: il radar volante più avanzato del mondo, con un costo superiore a mezzo miliardo di euro. Il suo apparato di sorveglianza ha una portata enorme e può analizzare con un sistema di intelligenza artificiale le informazioni raccolte e trasmesse dall’intera flotta atlantica. Solo una missione di intelligence, perché come ha comunicato lo Stato Maggiore della Difesa, “né le forze Nato e né la formazione navale russa hanno posto in essere comportamenti o volontà escalatorie”.

 

Ma l’intero Mediterraneo in queste ore sembra entrato in massima allerta. L’attenzione è focalizzata sulle sei navi da sbarco salpate il 15 gennaio dal Baltico e dal mare di Barents. Sono unità progettate per scaricare sulla spiaggia carri armati e marines, in grado di creare una testa di ponte con 60 tank e 1500 fanti. Mosca ha fatto sapere che si dirigono verso le acque siriane, dove si uniranno a una flotta poderosa con incrociatori, caccia, fregate e sottomarini. Ma l’Alleanza Atlantica teme che poi possano procedere per il Mar Nero, per rinforzare l’assedio militare intorno all’Ucraina. 

I voli dei ricognitori statunitensi e turchi tracciati dagli spotter evidenziano però un’altra attività: la caccia ai sottomarini russi. A nord di Creta e davanti alla Siria il profilo delle missioni, con cerchi concentrici intorno ad alcuni punti specifici, indicano il tentativo di localizzare i Kilo. Sono i più moderni battelli convenzionali di Mosca, silenziosi in modo da sfuggire ai sonar e armati con i missili Kalibr a lungo raggio. Queste spedizioni sono solo un anticipo di quello che accadrà nei prossimi giorni.

 

La portaerei De Gaulle salpata ieri da Tolone 

 

Da Tolone ieri infatti è salpata la portaerei Charles De Gaulle, scortata da un caccia, due fregate e un sottomarino nucleare: la mobilitazione francese per “l’operazione Clemenceau”. Da sabato si uniranno alla portaerei americana Truman e all’italiana Cavour, a fregate greche, spagnole e ad altri sottomarini alleati per un wargame nella stessa area dove si concentrerà la squadra russa. Per una settimana nelle acque tra la Grecia e la Siria ci saranno quasi trenta delle navi da guerra più moderne e potenti, con dozzine di aerei ed elicotteri. Una duplice prova di forza come non si era mai vista, neppure ai tempi della Guerra Fredda.

 

Sorgente: La Nato sfida le navi russe davanti alla Sicilia – la Repubblica


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