COME DISARMARE UN’ARMA FORMIDABILE, LO SCIOPERO | operaicontro.it

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23 Dicembre 2021 0 Di ken sharo

Area di Melfi, i sindacati Confederali hanno dichiarato lunedì scorso 1 ora di sciopero per la morte dell’operaia investita alla fine del turno di notte. L’iniziativa ha coinvolto un numero limitato di fabbriche ed operai, una spiegazione c’è.


Lo sciopero in solidarietà della giovane operaia morta a Melfi investita da un autobus all’uscita dal turno di notte ha visto una consistente partecipazione in alcune fabbriche dell’indotto, poca partecipazione da parte degli operai dello stabilimento centrale. In generale ha scioperato una minoranza operaia.
Poca sensibilità, livello di pecorinità operaia altissimo? Molti hanno letto così la cosa. Gli operai sono ormai chiusi nel loro individualismo e tirano a campare, oppure la salvaguardia del posto di lavoro viene prima di tutto e tutto viene accettato per riuscirci.
Che gli operai siano tanti individui scollegati tra loro e non ci sia senso della collettività è sicuramente una realtà oggi in fabbrica. Il padrone è ben organizzato e sa che gli operai uniti rappresentano una forza che difficilmente si può sottomettere. Per evitare che gli operai si uniscano utilizza tutti i mezzi a sua disposizione: il ricatto del posto di lavoro, la presenza di tanti sindacati per lo più al suo servizio, i politici.
La forza organizzata del padrone e dei suoi alleati tiene sottomessi gli operai. Ma si può misurare dalla mancata partecipazione ad un’ora di sciopero di facciata questa sottomissione?
Quale ragionamento ha fatto l’operaio che non ha scioperato? Si è detto: Faccio uno sciopero inutile contro le istituzioni pubbliche che non hanno assicurato la manutenzione dell’illuminazione del viale dove l’operaia è stata investita. A cosa serve? Non cambia niente e regalo soldi al padrone, che con un semplice aumento della linea può recuperare in poco tempo la produzione.
Alcuni, partendo da queste considerazioni, hanno pensato ad una colletta a favore della famiglia dell’operaia morta ritenendola più utile.
L’operaio che ha ragionato così è stato abituato, dopo anni di lotte per finta e scioperi inutili, a vedere la sua situazione peggiorare costantemente. Non crede più ai sindacalisti, non crede più allo sciopero come arma fondamentale nello scontro contro il padrone.
I sindacati che hanno dichiarato lo sciopero lo hanno dichiarato essenzialmente contro le istituzioni locali che non hanno assicurato il funzionamento degli impianti di illuminazione della strada. In realtà il responsabile diretto della morte della giovane operaia è il padrone. E’ uscita ad un’ora impossibile per la maggior parte della gente da un luogo di lavoro, in una strada buia e fredda, stanca per una notte di lavoro. Tutto questo per pochi soldi al mese, costretta dal bisogno, mentre il padrone ancora dormiva nel suo letto, sazio e soddisfatto per i soldi che l’operaia gli ha fatto guadagnare quella notte.
Lo sciopero doveva essere fatto contro il padrone. E’ lui che deve assicurare le condizioni di sicurezza nello stabilimento, ma anche per raggiungerlo. Per lo stesso motivo, è il padrone che deve pagare. I soldi non riportano in vita la giovane operaia, ma costringere il padrone a versare alla famiglia dell’operaia quello che ha guadagnato quella notte, questo dava un senso diverso allo sciopero operaio.
Sindacalisti e politici hanno svuotato di significato lo sciopero degli operai. Hanno spuntato un’arma formidabile nelle mani degli operai. E l’hanno fatto apposta per salvaguardare gli interessi del padrone.
Facciamo un esempio pratico: A Melfi si fanno 405 auto a turno. Senza il turno di notte circa 800. Quanto ci guadagna l’azienda? Una media di 15.000 euro ad auto? Se è così, l’azienda realizza 12 milioni di euro al giorno.
Quanto gli costano gli operai? Complessivamente meno di 100 euro al giorno. Se lavorassero tutti, ma non è così, sarebbero circa 600.000 euro.
Qui sta il valore dello sciopero: Per una giornata di sciopero il padrone perde 12 milioni di euro, gli operai 600.000, circa 88 euro per ogni singolo operaio.
E’ questo il motivo per cui si è fatto di tutto per abituare gli operai a pensare che lo sciopero non serve a nulla. Anni di scioperi di facciata inutili hanno costruito questa falsa idea.
La divisione degli operai, il fatto di sentirsi individui isolati pur avendo tutti gli stessi interessi, rendere innocua la loro arma più potente, lo sciopero. Tutto questo è stato voluto dal padrone per continuare a guadagnare sul lavoro operaio, e in questo l’appoggio dei sindacalisti al suo servizio è stato fondamentale.
La minoranza che, malgrado tutto, pur consapevole della natura quasi simbolica della protesta, ha scioperato, ed in alcune fabbriche dell’indotto in maniera compatta, dimostra che questa situazione può essere ribaltata.
F. R.

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