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Ruby, Polanco: “Può darsi che la mia versione sarà diversa da quella del processo Ruby bis: voglio dire la verità” – Il Fatto Quotidiano

Le parole della ex soubrette in una pausa del processo in cui è imputata per falsa testimonianza: “Adesso mi sento una donna con figli, voglio dire le cose come stanno”

Aveva raccontato, nel 2012, che durante le cene eleganti di Arcore lei si travestiva da “Boccassini con la toga e da Obama” per far ridere Silvio Berlusconi che le ragazze, che partecipavano agli eventi a Villa San Martino “non si facevano toccare né toccavano nelle parti intime Berlusconi e Fede”. Insomma serate tranquille “cene in cui si cantava con il karaoke”. Da qualche tempo la versione di Marysthell Polanco sta cominciando a cambiare: tre anni fa disse al Daily Mail che l’ex premier aveva avuto rapporti sessuali con Ruby quando era ancora minorenne. Oggi arriva un altro annuncio: “Può darsi che la mia versione davanti ai giudici sarà diversa rispetto a quella del processo Ruby bis, ho deciso di dire le cose come stanno, adesso mi sento una donna con dei figli e voglio dire la verità” dice ai cronisti in una pausa dell’udienza del processo Ruby ter, dove è imputata per falsa testimonianza assieme a Silvio Berlusconi e ad altri 26 imputati. “Magari la mia posizione non è tanto diversa da quella di Imane Fadil” aggiunge.

La denuncia di una minaccia: “Basta una punturina e siete fatte” – Un mese fa circa – come rivelato dal Fatto Quotidiano – la soubrette dominicana ha raccontato agli inquirenti che indagano sulla morte di Imane Fadil che un anno fa circa una persona la minacciò: “…Disse a me, ma anche ad altre ragazze, ‘basta una punturina e siete fatte’”. Fadil era una delle testimoni chiave del caso Ruby ed è morta all’inizio di marzo per cause in corso di accertamento. Due le ipotesi principali, una malattia rara o un avvelenamento. Ascoltata dal procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e dal pm Luca Gaglio il 15 marzo, davanti agli inquirenti che le dissero che Fadil era morta reagì così: “No! Il polonio!”. Anche Barbara Guerra, un’altra delle ospiti delle serate di Arcore, è stata sentita nelle scorse settimane e pure lei ha detto di essere “spaventata”.

Con i cronisti la ex showgirl ha precisato di non avere “mai detto che è stato Putin e di essere stata minacciata. Sono state scritte tante bugie”. Allo stesso tempo, però, la giovane ha aggiunto che “è molto strano che ancora non si sia scoperto cosa è stato a farla morire, certo che ti viene l’ansia, mi è dispiaciuto tanto per lei, è una cosa assurda e mi sono fatta tante idee“. Rispondendo alle domande dei cronisti la donna ha detto ancora che “magari la mia posizione non è diversa dalla sua”, anche se lei è imputata mentre Fadil fu testimone chiave nell’indagine:  “Io ho cambiato vita, voglio avere una vita nuova e chiudere questa cosa”.

La morte di Fadil e le indagini – Lo scorso 26 marzo, dopo che esami più approfonditi hanno escluso la presenza di radioattività negli organi della modella morta – radiazioni che erano state, invece, rilevate in analisi sulle urine e sul sangue – sono iniziati gli accertamenti autoptici, ancora in corso. Il quesito, a cui gli esperti nominati dalla Procura e guidati da Cristina Cattaneo dovranno rispondere, prende in considerazione ogni aspetto: si va dall’avvelenamento per intossicazione da metalli (è stata trovata una massiccia concentrazione di cadmio, antimonio e cromo), alla morte naturale per malattia fulminante (si ipotizza anche una forma rarissima di aplasia midollare). I familiari di Fadil seguono passo passo le indagini e gli accertamenti, assistiti dai legali Mirko Mazzali e Nicola Quatrano. I consulenti sono anche chiamati ad accertare il motivo per cui dal risultato di un test comunicato ai pm lo scorso 12 marzo siano emerse appunto “tracce di raggi alfa“. L’ex legale di Fadil, l’avvocato Paolo Sevesi, in un atto depositato a fine febbraio aveva scritto che la modella marocchina era stata “interessata da minacce, tentativi corruttivi e pressioni per la revoca della costituzione di parte civile“, in particolare nel processo Ruby bis’ da parte di Iris Berardi e Barbara Guerra, anche loro, come Polanco, imputate nel Ruby ter’per corruzione in atti giudiziari con Silvio Berlusconi.

La vecchia versione: “Burlesque per far ridere Berlusconi”- “Mi travestivo da Boccassini con la toga e da Obama per farlo ridere” raccontava la donna prima di fare il suo ingresso nell’aula del Tribunale di Milano per testimoniare cose che per i pm di Milano sono bugie. Alle feste aveva assicurato “non succedeva nulla di osé”. Le ragazze, che partecipavano alle cene eleganti, “non si facevano toccare né toccavano nelle parti intime Berlusconi e Fede”. Insomma serate tranquille “cene in cui si cantava con il karaoke”. Una volta la Polanco per rallegrare il Cavaliere, secondo il vecchio racconto, si era travestita da Whitney Houston. Dopo cena, aveva dichiarato l’ex soubrette, “si scendeva nella discoteca e facevo lo spettacolo per farlo ridere”. Niente ragazze nude e che “abbigliamento era di tipo Burlesque”. La soubrette aveva descritto nei particolari anche gli abiti: “Reggiseno e mutande molto lavorati e con piume, cappello e boa avvolto al collo” e aveva ammesso di aver ricevuto soldi in contanti, 10.000 euro, regali cose semplici, non costose”: Aveva anche ricordato di aver incontrato a una degli eventi Ruby, la quale in una occasione ha fatto anche la danza del ventre. Aveva ammesso di aver ricevuto aiuto e denaro dall’allora presidente del Consiglio, ma solo per la generosità di Berlusconi e non in cambio di altro. Quando le era stata  contestato un’intercettazione in cui sembrava che lei e Nicole Minetti parlassero di soldi dati a Ruby: “Sapevo che Berlusconi aveva aiutato Ruby per aprire un centro estetico e con la Minetti parlavo di questo” aveva raccontato.

Per la procura di Milano era una delle favorite – La dominicana non era rimasta fuori da Arcore neanche quando Emilio, il compagno e convivente, era finito in prigione perché trovato in possesso di 12 chili di cocaina. L’ex presidente del Consiglio che, anche dopo quell’arresto,  aveva continuato a ricevere la Polanco ad Arcore e sopratutto si era prodigato per tentare (inutilmente) di farle avere un passaporto italiano, mettendole a disposizione il numero del prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi. La donna, cui il Cavaliere diceva per farla ingelosire “Stanotte abbiamo fatto pazzie, sono stremato”, aveva riservato l’appartamento più grande tra tutti quelli occupati dalle ragazze dell’harem: un trilocale con box, pagato regolarmente da Giuseppe Spinelli, l’amministratore di fiducia di Berlusconi. Lei, in alcune intercettazioni, lo chiamava “amore” e lui avrebbe voluto farle condurre un programma su Milan Channel. Marystell, con alle spalle partecipazioni al programma “La Pupa e il Secchione”, è anche la donna che Berlusconi chiamò, a scandalo scoppiato, per imporre il silenzio promettendole denaro: “Lui ti dà cinque (riferendosi a Spinelli, ragioniere ufficiale pagatore delle Olgettine, ndr)… Qualunque dichiarazione è contriodi noi”. Il nome della sudamericana era già presente nelle intercettazioni tra Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore pugliese che portava ragazze le feste romane, e il Cavaliere che la ribattezzò “culetto d’oro“.

“Procura deposita atti per passaggio di soldi a Luca Risso”
Il Tribunale di Milano comunque oggi ha deciso di accogliere la richiesta della difesa di Silvio Berlusconi “di rinvio” del processo per la campagna elettorale per le europee per le quali il leader di Forza Italia è candidato. Prima della decisione del rinvio la procura ha  depositato alcuni atti che documentano, secondo l’accusa, la riconducibilità a Luca Risso, ex compagno di Ruby e anche lui imputato per corruzione in atti giudiziari, di un flusso di denaro in suo favore di oltre 400mila euro che sarebbero stati trasferiti da Milano a Playa del Carmen in Messico, passando per Francoforte, Londra e Lugano. Da quanto si è saputo, i pm avevano già contestato che Risso avrebbe incassato quei soldi, come prezzo della presunta corruzione, ed ora, depositando atti di una rogatoria in Svizzera, puntano a chiarire la riconducibilità dei bonifici allo stesso Risso.

Sorgente: Ruby, Polanco: “Può darsi che la mia versione sarà diversa da quella del processo Ruby bis: voglio dire la verità” – Il Fatto Quotidiano

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