Brexit: fonti, May si aggrappa a idea quarto voto su accordo

Brexit: fonti, May si aggrappa a idea quarto voto su accordo
Anti-Brexit demonstrators wave EU flags on a bus driving by Parliament Square in Westminster, London, Friday, March 29, 2019. Pro-Brexit demonstrators were gathering in central London on the day that Britain was originally scheduled to leave the European Union. British lawmakers will vote Friday on what Prime Minister Theresa May's government described as the "last chance to vote for Brexit." (ANSA/AP Photo/ Frank Augstein) [CopyrightNotice: Copyright 2019 The Associated Press. All rights reserved]
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Premier spera ancora in ballottaggio con piano B del Parlamento

Theresa May non sembra ancora rassegnata, dopo la terza sconfitta di ieri ai Comuni del suo accordo sulla Brexit. Lo affermano fonti di Downing Street citate dai media insistendo che la premier Tory non crede che l’intesa sia morta del tutto, come le chiedono di riconoscere le opposizioni, e vuol continuare a cercare consensi alla Camera. La riduzione dello scarto nella sconfitta, dai 203 voti di gennaio ai 58 di ieri, fa dire alle fonti che “si sta andando nella giusta direzione”: sebbene l’offerta dell’Ue di rinvio dell’uscita al 22 maggio sia ormai decaduta e a Londra resti tempo solo fino al 12 aprile. Il piano del governo sarebbe ora quella di provare a resuscitare l’accordo riproponendolo la settimana prossima a Westminster in un ballottaggio con il piano B alternativo d’iniziativa parlamentare che dovesse emergere dalla nuova sessione di ‘voti indicativi’ dell’aula di lunedì. E’ “probabile che Theresa May ci voglia riprovare”, conferma Laura Kuenssberg, political editor di Bbc. Ma – avverte – “è una decisione presa nel bunker mentre il cerchio si stringe”.

A questo punto la palla torna lunedì al Parlamento, con la seconda fase dei ‘voti indicativi’ su possibili piani B alternativi. Un’operazione frustrata due giorni fa da un primo risultato negativo – con veti incrociati e un numero di no superiore a quello di sì su ciascuna delle 8 opzioni presentate – ma che potrebbe riportare a galla le soluzioni andate più vicine alla maggioranza: con in pole position quella per una Brexit soft con permanenza del Regno nell’unione doganale e di rincalzo quella su un pur problematico referendum confermativo.

Nel frattempo, comunque, l’orologio continua a correre. L’Ue, dunque, si prepara a un vertice consapevole che a questo punto – come detto – la scadenza secca è per il 12 aprile: data entro la quale, in mancanza di accordo ratificato, il governo britannico dovrà chiedere un rinvio prolungato ancorato a una proposta di soluzione nuova o una svolta politica, oppure disporsi al temuto divorzio senz’accordo (no deal).

Brexit, la petizione popolare non sara’ accolta

May ha definito “grave” la decisione con cui la Camera dei Comuni ha bocciato di nuovo l’accordo, evocando a questo punto la necessità della richiesta di un rinvio prolungato all’Ue e della partecipazione britannica alle elezioni europee, se accordato. Ed ha insistito che il governo continuerà ad agire affinché ‘la Brexit sia attuata’.

La premier ha rinfacciato alla Camera di non avere un piano B maggioritario, avendo detto no al suo accordo, ma anche a un no deal, a una no Brexit e a un referendum bis. E ha insistito che il governo continuerà ad agire affinché “la Brexit sia attuata”.

“E’ quasi certo adesso che noi si debba partecipare alle elezioni europee”, ha detto la May.

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