Pisa: al via anche quest’anno la street parade antiproibizionista più longeva d’Italia
Sabato 18 maggio Pisa, come ogni anno a partire dal 2001, si riempirà di giovani e meno giovani in un corteo colorato e plurale, che vedrà al suo interno esponenti del mondo della cultura antiproibizionista, oltre a tutte quelle realtà associative e ai singoli condividono da anni quelle stesse battaglie.
Si tratta di Canapisa, la street parade antiproibizionista più longeva d’Italia. Tutti in piazza, quindi, per riportare al centro del dibattito pubblico parole come autodeterminazione e diritto di ognuno al consumo critico e consapevole, e sopratutto per chiedere l’abolizione della legge Fini-Giovanardi, che si calcola abbia fatto arrestare, dall’entrata in vigore, più di 120mila persone. Continua a leggere
Osservatorio Antipro – canapisa@inventati.org.

CANAPISA STREETPARADE
-CANAPISA STREETPARADE 2013-
PRATICARE IL CAMBIAMENTO INEVITABILE
La questione droga, o meglio, la questione proibizionismo in Italia si concretizza ogni giorno nell’incarcerazione e nella persecuzione di migliaia di consumatori e consumatrici a causa della Legge Fini-Giovanardi, approvata di nascosto all’interno del Decreto Olimpiadi nel 2006 ed applicata dal suo braccio armato, il Dipartimento Politiche Antidroga, diretto dal dott. Serpelloni.
Mentredi proibizionismo si muore, come le vicende italiane purtroppo mostrano con evidenza, con la censura e la manipolazione delle informazioni il DPA persevera nell’idea che un mondo senza droghe sia possibile e necessario, utilizzando ogni mezzo a sua disposizione. Sulla base di una tale convinzione ha infatti adottato strumenti repressivi ignobili, soprattutto nei confronti di quelle realtà e persone che si oppongono in varie forme al regime proibizionista instaurato e colpevoli solo di denunciare e portare agli occhi di tutt* le evidenti contraddizioni di questa politica, come i singoli consumatori, le associazioni di controinformazione, i progetti di riduzione dei rischi, i centri sociali autogestiti, vari eventi e festival musicali ed i così temuti freeparty (ultimo tra questi a Cusago, 27 ottobre 2012, dove la celere è intervenuta in modo brutale, causando distruzioni e ferimenti gravi). Continua a leggere
Corteo della Million marijuana march a favore della liberalizzazione e dell’uso terapeutico in duecento città di molte nazioni. Il corteo di Roma. Lo slogan: “Marijuana patrimonio dell’umanità”. Aggredito un partecipante accusato di essere uno spacciatore di pasticche. Vendola: “Il proibizionismo è una manna per i narcotrafficanti: abolire la legge Fini-Giovanardi”

ROMA – Dagli Stati Uniti all’Australia fino all’Europa: sono più di duecento in 63 nazioni diverse le città dove si è svolta la ‘Million marijuana march’, la manifestazione mondiale per la legalizzazione della cannabis, che ha fatto tappa anche a Roma. La manifestazione, nata nel 1999, da quindici anni unisce i consumatori di tutto il mondo per chiedere ai governi la fine del proibizionismo contro le droghe leggere e la possibilità di coltivare liberamente la pianta, senza conseguenze penali. Sulle note reggae, la musica simbolo dei fumatori di cannabis, diffuse sugli stereo installati su dei camion, anche a Roma migliaia di ragazzi hanno sfilato tra balli, cori, striscioni (ma nessun simbolo pollitico, vietato dagli organizzatori), spinelli e birre. Ma quest’anno la manifestazione è iniziata nel modo peggiore: una ragazzo è stato picchiato da un gruppo di partecipanti che lo accusavano di essere uno spacciatore di pasticche. Ieri la tradizionale marcia era stata preceduta da una serie di conferenze, tavole rotonde, proiezioni ma anche feste, musica e una singolare degustazione di una cena tutta a base di canapa per diffondere la ‘cultura’ della marijuana. Continua a leggere
Million Marijuana March – Giornata Mondiale della Marijuana 2-3-4 Maggio 2013 a ROMA.
MILLION MARIJUANA MARCH. SABATO 4 MAGGIO ORE 16.00 DA P.LE DEI PARTIGIANI
SOLO REGGAE & ANNI 70.

(attenzione: non saranno ammesse bandiere e striscioni di partito, di nessun partito, non saranno ammessi camion non preautorizzati )
Per ciclofficine, singoli musicisti acustici, giocolieri, murghe e bande musicali che apriranno la marcia, l’appuntamento e’ sul viale sotto il palazzo ACEA.
Per info e adesioni: giornatamondiale@millionmarijuanamarch.info Continua a leggere
I ricavi quadruplicheranno entro il 2018 grazie ai referendum in Colorado e nello Stato di Washington. Si fanno avanti così gli investitori, che puntano su distributori automatici di stupefacenti e start up innovative. E anche lo Stato chiede la sua fetta, con una tassazione fino al 40%
Il business della marijuana legale ha raggiunto livelli esorbitanti negli Stati Uniti. Il Medical marijuana business daily, la principale fonte di informazione per il mercato americano della cannabis ad uso medico, prevede che le vendite autorizzate schizzeranno quest’anno a oltre 1,5 miliardi di dollari. E, grazie ai referendum che a novembre dell’anno scorso hanno dato il via libera all’utilizzo “ricreativo” in Colorado e nello Stato di Washington, quadruplicheranno a 6 miliardi entro il 2018.
La svolta pro legalizzazione è sempre più evidente in Nord America. Sono infatti 18 gli Stati dove la marijuana è permessa per uso medico e altri dieci si stanno muovendo nella stessa direzione. Il fenomeno è confermato da un sondaggio del Pew Research Center, secondo cui il 52 per cento degli americani è favorevole all’eliminazione del divieto, mentre il 45 per cento è contrario. Tre su quattro sostengono invece che i soldi spesi per la lotta alla cannabis non sono un buon investimento.
Gli investitori spingono le aziende a puntare sul business della cannabis
Fiutato il business, Wall Street non sta certo a guardare. L’hedge fund Lazarus Investment Partners, come spiega il Los Angeles Times, ha investito in AeroGrow International, un’azienda produttrice di sistemi idroponici, che permettono di far crescere le piante senza l’uso della terra con una maggior resa nel minor tempo possibile. Le attrezzature fornite dalla società servono a coltivare in casa piccole piante come lattuga e pomodori. Ma il fondo di investimento, che possiede il 15 per cento della compagnia, ha suggerito di lanciare una versione extra large del prodotto che permette di coltivare in casa propria 365 giorni l’anno anche piante più alte come, appunto, la cannabis. Continua a leggere
Depositate le motivazioni della sentenza con cui il tribunale di Ferrara ha assolto due giovani finiti a processo per aver cresciuto 4 piantine di stupefacente in casa. Il via libera arriva proprio dall’interpretazione restrittiva della contestata legge proibizionista: “Non raggiunte le caratteristiche dimensionali minime per un’efficacia drogante”


Fulla Nayak è morta di recente all’età di 125 anni fumando canapa indiana fino all’ultimo giorno della sua esistenza. Non ha mai sofferto di malattie degne di nota ed aveva un fisico perfetto per la sua età.
Era nata a Kanapur, nello stato dell’Orissa, e sosteneva che la sua longevità era dovuta proprio al fatto di fare uso quotidiano della ganja. Viveva con la figlia più giovane di 92 anni, era popolare tra gli abitanti del suo villaggio, per l’amore che professava per la ganja, della quale faceva uso quotidiano, oltre al succo di palma e di tè caldo.
Anche se il suo record di longevità non è stato mai accertato con certezza dagli esperti del Guinness dei primati, come si può vedere dalla foto la donna era certamente molto anziana, un duro colpo per le teorie dei proibizionisti.
Muore a 125 anni fumando marijuana ogni giorno – foto – Cadoinpiedi.






