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Il direttore Paolillo: «In città costi proibitivi, lavoriamo con le agenzie immobiliari per fare accordi. Entro il 2024 puntiamo a 150 assunzioni»

Tper, la società di trasporto in Emilia-Romagna, analizza la carenza di autisti di autobus denunciata dai sindacati e dà dettagli sulle soluzioni per evitare ricadute sulla qualità del servizio. Mentre l’assessore regionale ai Trasporti Andrea Corsini fa sapere che è disponibile ad incontrare Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Fna, il direttore Paolo Paolillo annuncia: «Puntiamo ad assumere 150 lavoratori entro il 2024». Per farlo l’azienda prevede una spesa annua di 4 milioni e 500 mila euro.

L’emergenza autisti riguarda tutta Italia dove si stima manchino 7 mila addetti. Qui qual è la situazione?
«Nel 2022-23 anni abbiamo fatto un grande sforzo per coprire il turn-over. Le uscite sono state 189, ma abbiamo assunto 258 persone. Il numero degli assunti è superiore ai contratti cessati. Se prima registravamo 30-50 uscite l’anno, ora sono il 7% su un totale di quasi 1.500 autisti in forza».

C’è un aumento delle dimissioni. È così?
«Rappresentano la metà delle uscite, il resto sono pensionamenti. Ma, dato 2023, Tper ha un numero maggiore di dipendenti rispetto agli anni scorsi».

Allora cosa sta accadendo?
«La carenza di autisti riguarda soprattutto i nostri partner. Hanno iniziato a retrocederci parte dei servizi di cui erano titolari: linee extraurbane, qualcuna anche in città. Ogni giorno Tper si trova a dover garantire anche trenta turni aggiuntivi per coprire il fabbisogno di corse ed evitare disservizi all’utenza. Anche i privati si stanno attrezzando per fare nuove assunzioni. Ciò non vale a Ferrara, dove riusciamo a trovare i conducenti che servono. L’auspicio è che la situazione sia temporanea».

I sindacati individuano nelle basse retribuzioni il calo di appeal del mestiere. Lei come lo motiva?
«Molte delle persone in organico proviene dal Sud, dove le aziende hanno ricominciato ad assumere. A parità di retribuzione, i costi della vita a Bologna sono proibitivi. I lavoratori si dimettono e rientrano. Il tema casa è decisivo: gli affitti sono troppo alti per le retribuzioni garantite dal contratto nazionale».

Che cosa di può fare?
«Per un’azienda pubblica come la nostra le dimissioni sono un fenomeno nuovo. Dobbiamo farvi fronte con un numero maggiore di assunzioni: almeno 20-30 al mese di qui a giugno 2024. Quanto all’emergenza casa, stiamo lavorando con le agenzie immobiliari per stringere accordi per facilitare gli autisti nella ricerca di alloggi».

Come è andata l’ultima selezione organizzata con Insieme per il lavoro e Fondazione Aldini Valeriani?
«Si sono presentate alcune centinaia di candidati. In venti hanno finito il corso gratuito. Ne stiamo programmando altri due entro gennaio per ulteriori cinquanta posti».

Quali sono i profili di chi si è presentato?
«Pochi under 30, molti in disoccupazione o che desiderano cambiare lavoro. L’azienda prosegue pure con i canali ordinari di assunzione».
I sindacati chiedono di superare il contratto di apprendistato…
«Data l’inflazione, è innegabile la perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni. Il tema salari sarà affrontato in sede di rinnovo del contratto nazionale che scade a fine anno».

C’è però un contratto aziendale, che i privati non hanno. Che impegni si sente di assumere?
«L’integrativo non è ancora scaduto. La nostra urgenza è mettere mano alle retribuzioni degli apprendisti. Ne stiamo valutando la sostenibilità. Nel frattempo, ringrazio il nostro personale per gli sforzi immani di cui si sta facendo carico: gli straordinari sono cresciuti e abbiamo dovuto ridurre ferie e congedi giornalieri».

Gli autisti sono tesi come corde di violino, ha rivelato uno di loro.
«Ne siamo consapevoli, l’umore non è dei migliori. Proveremo a recuperare, riconoscendo qualche una tantum retributiva e più garanzie agli apprendisti».

Novità sulla gara di affidamento del servizio in scadenza ad agosto 2024?
«Attendiamo i tempi del Comune. Abbiamo chiesto una proroga al 2026, in base a una norma Covid legata agli investimenti del Pnrr».

Quali saranno nel 2023?
«Investiamo massicciamente per favorire la transizione energetica. Solo quelli legati al Pnrr su mezzi, infrastrutture e tecnologia ammontano a 95 milioni. Il piano di sviluppo della società prevede complessivamente investimenti per oltre 430 milioni e la sostituzione di 582 nuovi autobus, il 49% della flotta».

Sorgente: Tper, carenza di autisti dei bus: «Molti si dimettono per tornare al Sud, non ci era mai successo» | Corriere.it