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Dopo le sentenze di Catania e Firenze, ora anche il Tribunale di Torino demolisce un altro pezzo della legislazione securitaria del governo Meloni contro i migranti

di Giulio Cavalli

C’è un altro giudice, questa volta a Torino, che smonta l’inefficace azione politica di un governo che vorrebbe occuparsi di migrazioni senza conoscere il quadro normativo e la situazione internazionale. Ne dà notizia Melting Pot Europa.

Il Tribunale di Torino, previa sospensione cautelare dell’efficacia esecutiva del provvedimento impugnato per la sussistenza di “ragioni tali da giustificare l’accoglimento dell’istanza” (7.3.2023), ha accolto nel merito il ricorso ed ha riconosciuto al cittadino tunisino la protezione speciale.

In data 21 ottobre 2022 il ricorrente sbarcava sulle coste siciliane e veniva immediatamente raggiunto da un decreto di respingimento emesso dal Questore della Provincia di Trapani. Egli raggiungeva successivamente un parente in provincia di Cuneo, ove formalizzava l’istanza di protezione internazionale. A seguito dell’audizione, la Commissione Territoriale per il Riconoscimento della Protezione Internazionale di Torino non riconosceva al richiedente alcuna forma di protezione per manifesta infondatezza.

Nel merito, il Tribunale di Torino ha riconosciuto al richiedente la protezione speciale in ragione della copiosa documentazione prodotta, attestante la veridicità di quanto affermato e non documentato in sede di audizione e l’integrazione sotto il profilo lavorativo e sociale, dando altresì atto del deterioramento delle condizioni politiche e sociali della Tunisia.

Che la Tunisia sia un dittatura de facto lo sanno tutti coloro che sfogliano un giornale internazionale. Resta da capire se si tratti di ignoranza, di malafede, o di un’ignorante malafede.

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