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da Alfonso Navarra – coordinatore dei Disarmisti esigenti 

IL Petrov Day è la giornata ONU contro le armi nucleari in memoria della notte in cui, proprio 40 anni fa, il 26 settembre 1983, il colonnello sovietico Stanislav Petrov salvò il mondo dalla guerra nucleare per errore: non comunicò ai superiori un presunto attacco missilistico contro la capitale, in realtà un falso allarme dei computer della base di avvistamento che comandava vicino Mosca.
Un atto, in un certo senso, di disobbedienza, coraggiosa e intelligente, che gli costò allontanamento dall’esercito e emarginazione da parte di un regime sedicente socialista che non voleva si diffondesse la conoscenza dei buchi della “deterrenza”.
Petrov morì dimenticato e in miseria, come buona parte dei veri “eroi”, che l’Umanità non riconosce, mentre tributa onori ad esempio a tonitruanti tribuni di presunte resistenze partigiane, in realtà spoliatori del proprio Paese per conto dei mandanti di guerre per procura.
Un TPAN – Trattato di proibizione delle armi nucleari (chi vi scrive era a New York per conto dei Disarmisti esigenti, quando, il 7 luglio 2017, venne adottato da 122 Paesi) esprime oggi l’illegalità della cosiddetta “difesa” imperniata su queste armi mostruose. Il problema, politico ma anche etico, è di passare dalla proibizione alla loro eliminazione effettiva. (…)


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