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È la condanna più pesante per il gruppo di rivoltosi. «Mi vergogno per le mie azioni»

Enrique Tarrio era il capo dei Proud Boys, il gruppo di fedelissimi di Donald Trump che furono tra i primi a fare irruzione al Congresso il 6 gennaio 2021. Dopo la condanna a maggio per «cospirazione sediziosa», il giudice Timothy Kelly martedì a Washington lo ha condannato a 22 anni di carcere. È la sentenza più severa tra le 500 condanne al carcere o agli arresti domiciliari per i fatti di quel giorno.

Per il giudice, lui è «il leader della cospirazione». Tarrio spiegò così al Corriere una famosa frase di Trump diretta ai Proud Boys durante un dibattito presidenziale: «Stand back significa rilassatevi, aspettate fino a dopo le elezioni. Stand by: restate al mio fianco. E l’abbiamo fatto dal primo giorno». Era il dicembre 2020, Tarrio strappò una bandiera di Black Lives Matter da una chiesa dandole fuoco durante un corteo, e per questo fu bandito da Washington; seguì l’assalto al Congresso da Baltimora, ma via sms e social incitava i compagni.

Martedì l’imputato 39enne con la testa rasata, la lunga barba nera e la tuta arancione da carcerato, ha espresso rimorso per l’assalto al Congresso («Una vergogna nazionale»), ha riconosciuto la sconfitta di Trump nel 2020 e sostenuto di averne dubitato già a dicembre, ha chiesto scusa, ha detto di essere cambiato. La madre e la sorella in lacrime hanno supplicato il giudice di non condannarlo a 33 anni come chiedeva la procura a causa dell’aggravante di «atto di terrorismo», riconosciuta dal giudice.

La difesa aveva chiesto di fermarsi a 15 anni, meno dei verdetti di due leader presenti durante l’assalto: Stewart Rhodes della milizia degli Oath Keepers, e Ethan Nordean che guidò i Proud Boys in assenza di Tarrio. La difesa ha definito quest’ultimo un «ninja da tastiera» negando che abbia pianificato l’assalto o avuto mai un vero controllo del gruppo. Ma il giudice Kelly, che fu nominato da Trump, ha affermato che l’assenza di Tarrio non lo giustifica affatto, suggerendo che pensava forse di darsi un alibi mentre da lontano incitava i suoi vice a condurre un attacco «alla tradizione democratica americana». Venerdì scorso Dominic Pezzola, membro dei Proud Boys che fu il primo a fare irruzione al Congresso usando uno scudo della polizia, ha alzato il pugno dopo la condanna a 10 anni proclamando: «Trump ha vinto». Tarrio invece ha accusato l’ex presidente, che lo invitò anche alla Casa Bianca, di aver spinto i seguaci a lottare contro «l’elezione rubata», ma è qualcosa che non è stato dimostrato in tribunale.

Sorgente: Assalto a Capitol Hill, condannato a 22 anni Enrique Tarrio, ex capo dei Proud Boys- Corriere.it


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