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10 MARZO 2023 | di

Razzismo |

Amnesty International ha sollecitato le autorità tunisine a mettere subito fine all’ondata di attacchi contro i migranti neri africani iniziata nei primi giorni di febbraio e aumentata dopo le parole razziste e xenofobe pronunciate dal presidente Kais Saied (nella foto, mentre presiede una riunione) il 21 febbraio.

Quel giorno, durante una riunione del Consiglio per la sicurezza nazionale, il presidente Said aveva fatto commenti equiparabili a discorsi d’odio, favorendo così la violenza contro i neri africani: folle di facinorosi erano scese in strada aggredendo migranti, studenti e richiedenti asilo, decine dei quali erano poi stati arrestati dalla polizia e successivamente espulsi.

 

Secondo il presidente Saied, “orde di migranti irregolari provenienti dall’Africa subsahariana” erano arrivati in Tunisia, “con la violenza, i crimini e i comportamenti inaccettabili che ne sono derivati”: una situazione “innaturale”, parte di un disegno criminale per “cambiare la composizione demografica” e fare della Tunisia “un altro stato africano che non appartiene più al mondo arabo e islamico”.

Dopo due settimane di negazione dei fatti e le proteste internazionali suscitate dalle parole del presidente Saied, il 5 marzo le autorità tunisine hanno annunciato “nuove misure” per favorire sia la residenza legale dei migranti che le procedure di rimpatrio “per coloro che vorranno lasciare volontariamente il paese”. Tuttavia, le violenze sono proseguite.

Avvocati senza frontiere, un’organizzazione non governativa che fornisce aiuto legale ai richiedenti asilo e ai migranti, ha dichiarato che dall’inizio di febbraio almeno 840 migranti, studenti e richiedenti asilo neri africani sono stati arrestati in varie città della Tunisia.

Tutte le testimonianze sono state concordi nell’affermare che, dopo il discorso del presidente Saied, uomini armati di bastoni e coltelli hanno compiuto aggressioni in strada e assaltato abitazioni private.  In otto casi, migranti e richiedenti asilo neri africani sono stati cacciati dalle loro abitazioni e i loro beni personali sono stati rubati o distrutti. Altri sono stati sfrattati dai proprietari dopo che erano circolate minacce che chiunque ospitasse o impiegasse “migranti illegali” sarebbe stato punito.

Amnesty International ha esaminato video e immagini dall’interno del centro di detenzione di Ouardia, a Tunisi, che mostrano agenti picchiare migranti. In un video, gli agenti trascinano un nero africano per una rampa di scale.

Negli ultimi giorni centinaia di neri africani sono stati minacciati affinché tornassero negli stati di origine. Il 1° marzo è stato rimpatriato un gruppo di guineani, il 4 marzo sono stati espulsi almeno 300 maliani e ivoriani in quelle che sono state definite “evacuazioni volontarie”.

Negli ultimi mesi i mezzi d’informazioni tradizionali e le piattaforme social hanno alimentato campagne contro i neri africani. Esponenti del Partito nazionalista tunisino, che denuncia “la grande sostituzione” demografica, sono regolarmente intervistati e promuovono le loro tesi online senza alcuna reazione da parte delle autorità.

Sorgente: Discorsi razzisti: il presidente tunisino incita alla violenza contro i neri africani | Le persone e la dignità


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