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Il dibattito dal titolo “Prospettive per l’unità dei patrioti”. Il concerto della band di CasaPound

di Paolo Berizzi

MILANO – Tutti insieme, a destra di Fratelli d’Italia. Per pesarsi e per occupare lo spazio “identitario”. E sfruttare il vento di una stagione politica che a cascata – con la presenza di esponenti “di area” in ruoli apicali delle istituzioni, politici che rivendicano con orgoglio le “radici che non gelano” -, ha innescato un clima non più ostile. Nel mondo dell’estrema destra la data del prossimo 11 marzo è di quelle da fissare in calendario. Più di una notizia. Qualcosa di inedito e, in qualche modo, storico. A Milano si ritroveranno per la prima volta tutte insieme ad un raduno “politico” le principali formazioni neofasciste italiane. Movimento nazionale-Rete dei Patrioti (nato dalla scissione di Forza Nuova, verrebbe da dire dalle sue ceneri, ormai), CasaPound, Lealtà Azione, Veneto Fronte Skinhead e Fortezza Europa. Sono le sigle più radicate sui territori, con il maggiore seguito e con strutture del tutto simili a quelle di partiti politici (CasaPound un partito lo è stato fino a fine giugno 2019).

Il doppio appuntamento – sulle chat Telegram dell’ultradestra se ne parla da giorni – è per sabato   a Milano, un tempo di Forza Nuova, ora in gestione al Movimento nazionale-Rete dei patrioti. Il programma prevede nel pomeriggio un dibattito dal titolo evocativo “Prospettive per l’unità dei patrioti”, e poi, a seguire, un concerto degli ZetaZeroAlfa, la band di riferimento di CasaPound fondata nel 1997 dal leader dei “fascisti del terzo millennio”, Gianluca Iannone. I nomi degli ospiti-relatori sono la conferma del significato del raduno milanese: compattare l’estrema destra. Imprimere una svolta in un mondo storicamente frazionista che ora pare prepararsi a cambiare: basta divisioni, rivalità, competizioni interne. I camerati – che oggi si fanno chiamare “patrioti”, esattamente come gli esponenti di FdI, a partire dalla sua leader –  lavorano all'”unità”. Un progetto che ha sorpreso diversi militanti, ma tant’è: intorno all’idea di una ripartenza collettiva sono confluiti i ragionamenti e le decisioni di capi e capetti dei movimenti neri. La scelta arriva dopo cinque mesi di sostanziale stallo. Perché tra gli effetti del trionfo elettorale di Giorgia Meloni alle politiche dello scorso settembre c’è stato anche questo: che l’ultradestra ha subìto una sorta di contraccolpo. Vuoi perché alcuni slogan, simboli e parole d’ordine sono state assorbite dal partito locomotiva del governo, vuoi perché sul concetto stesso di “patriottismo” ci ha messo il cappello – appunto – lady Giorgia. La presidente uscita dalla palestra della destra giovanile e che nel ’96 definiva Mussolini il “miglior politico degli ultimi cinquant’anni”.

Ma torniamo alla kermesse di sabato a Milano (proteste di Anpi e Osservatorio sulle nuove destre). La “tavola rotonda con rappresentanti di diverse realtà identitarie e patriottiche” vedrà confrontarsi: Duilio Canu (ex Forza Nuova, ora Rete dei Patrioti); Luca Marsella di CasaPound; Alessandro Cavallini di Fortezza Europa; Alessandro Liburdi di Lealtà Azione e Giordano Caracino del Veneto Fronte Skinhead. Sono gruppi già finiti sotto inchiesta, con militanti e anche esponenti di spicco inquisiti e arrestati. CasaPound – come è noto – è finita alla sbarra a Bari per violenze e per apologia di fascismo. Nelle motivazioni della condanna di un militante si sottolinea l’ “uso della violenza come metodo di lotta politica”. I capi di Lealtà Azione – basi in Lombardia – sono i pregiudicati (per pestaggi) Stefano Del Miglio e Giacomo Pedrazzoli, entrambi ultrà dell’Inter. Per quanto riguarda il Veneto Fronte Skinhead, sono stati tutti condannati (per violenza privata) i 13 neofascisti che nel 2017 – era la sera del 28 novembre – fecero irruzione nel Chiostrino di Santa Eufemia a Como durante una riunione sul tema immigrazione della rete “Como senza frontiere”. Fondato in Veneto tra il 1985 e il 1986, il VFS è da sempre collegato alla curva degli ultrà dell’Hellas Verona e rappresenta la prima espressione italiana del circuito neonazista e suprematista “Blood&honour”. L’evento clou delle teste rasate venete si chiama Ritorno a Camelot: è una kermesse musicale che ad ogni edizione richiama neonazi da tutta Europa, tra braccia tese e inni alla “razza bianca”.

La musica, dunque. Farà da sfondo anche al raduno di sabato. In cartellone, ZetaZeroAlfa e altre due band della galassia fascio-rock: Hobbit e Figli venuti male. Il gruppo di Iannone è noto per l’inno alla “cinghiamattanza”, il rito virile di percuotersi a torace nudo con la cinghia. L’ultima apparizione a Milano risale al 2019: un concerto evento in occasione del centenario della nascita dei Fasci italiani di combattimento. Degli ZZZ è anche la canzone manifesto del Blocco studentesco, la giovanile di CasaPound che a Firenze ha bruciato la lettera della preside Annalisa Savino dopo i fatti del liceo Michelangiolo. In questi anni CasaPound – che alle ultime elezioni politiche ha espresso dei suoi candidati in Italexit di Paragone – ha sempre ballato da sola. Così come hanno fatto Forza Nuova e la Rete dei Patrioti. Idem il VFS, Lealtà Azione e Fortezza Europa. Divisi su tutto, anche nella stagione delle proteste contro le chiusure per contenere il covid e contro il green pass. Daranno vita a un cartello?

Sorgente: Convention neofascista. A Milano nasce il primo cartello delle sigle di ultradestra – la Repubblica