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La Fondazione della Cei conta 5,8 milioni di connazionali oltreconfine. Per trascorrere la pensione, le mete preferite sono Portogallo, Romania, Tunisia e Spagna. E la maggioranza dei giovani di origine straniera vuole andar via una volta diventata adulta

Sono 5,8 milioni gli italiani emigrati all’estero, un numero che supera quello degli immigrati stranieri regolarmente residenti in Italia (in valore assoluto quasi 5,2 milioni). Nonostante le difficoltà di movimento dovute alla pandemia, molti sono i giovani che se ne vanno soprattutto dal sud a causa delle discriminazioni anagrafiche, territoriali e di genere. La maggioranza dei giovani di origine straniera presenti in Italia progettano di costruire la loro vita all’estero. Portogallo, Romania, Tunisia e Spagna sono le mete preferite dei pensionati italiani che decidono di andare all’estero per la vecchiaia. Sono i dati raccolti dalla fondazione Migrantes della Cei nel rapporto annuale sugli italiani nel mondo.

 

Più emigrati che immigrati

Dal 2006 ad oggi la presenza degli italiani all’estero è progressivamente cresciuta passando da 3,1 milioni a oltre 5,8 milioni. Si tratta dei cittadini italiani iscritti all’Aire (Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero) e rappresentando il 9,8% degli oltre 58,9 milioni di italiani residenti in Italia. Mentre l’Italia ha perso in un anno lo 0,5% di popolazione residente, all’estero è cresciuta negli ultimi 12 mesi del 2,7%. In valore assoluto si tratta di quasi 154 mila nuove iscrizioni all’estero contro gli oltre 274 mila residenti “persi” in Italia.

Negli ultimi anni, sottolinea la fondazione Migrantes, presieduta da monsignor Giancarlo Perego, “la comunità dei cittadini italiani ufficialmente iscritti all’Aire ha superato la popolazione di stranieri regolarmente residenti sul territorio nazionale”.

Dal 2006 al 2022 la mobilità italiana è cresciuta dell’87% in generale, del 94,8% quella femminile, del 75,4% quella dei minori e del 44,6% quella per la sola motivazione “espatrio”. Gli italiani nati all’estero sono aumentati dal 2006 del 167,0% (2.321.402 oggi, 869mila nel 2006).

Il 50,3% dei cittadini oggi iscritti all’Aire lo è da oltre 15 anni e “solo” il 19,7% è iscritto da meno di 5 anni. Tutte le regioni italiane perdono residenti aumentando, però, la loro presenza all’estero. Il 48,2% è donna (2,8 milioni circa in valore assoluto). Oltre 2,7 milioni (il 47,0%) sono partiti dal Meridione, più di 2,1 milioni (il 37,2%) dal Nord Italia e il 15,7% è, invece, originario del Centro Italia. Il 54,9% degli italiani (quasi 3,2 milioni) sono in Europa, il 39,8% (oltre 2,3 milioni) in America, centro-meridionale soprattutto (32,2%, più di 1,8 milioni). Gli italiani sono presenti in tutti i paesi del mondo. Le comunità più numerose sono, ad oggi, argentina (903.081), tedesca (813.650), svizzera (648.320), brasiliana (527.901) e francese (457.138).

 

Covid e giovani

Se il Covid ha fatto decrescere le partenze ufficiali per il blocco dei confini, soprattutto dei giovani, la pandemia sociale ha spinto oltrefrontiera un numero comunque elevato di giovani in cerca di lavoro e prospettive di cui la madrepatria è avara.

Sono 841mila i minori italiani all’estero (il 14,5% dei connazionali complessivamente iscritti all’Aire): moltissimi di questi nati all’estero, ma tanti altri partiti al seguito delle proprie famiglie in questi ultimi anni. La popolazione giovane, sottolinea Migrantes, spesso “parte e non ritorna”, spinta dall’alto tasso di disoccupazione e l’assenza di un ascensore sociale.

La popolazione straniera in Italia è più giovane di quella italiana. I ragazzi nati in Italia da genitori stranieri (“seconde generazioni”) sono oltre 1 milione: di questi, il 22,7% (oltre 228 mila) ha acquisito la cittadinanza italiana. Se ad essi si aggiungono i nati all’estero (245 mila circa) e i naturalizzati (quasi 62 mila), la compagine dei ragazzi con background migratorio supera 1,3 milioni e rappresenta il 13,0% del totale della popolazione residente in Italia con meno di 18 anni.

Mentre per gli italiani è prevalente la volontà di vivere in Italia da grandi (59%), il 59% dei ragazzi stranieri presenti in Italia vede la propria vita da adulti all’estero. Anche tra i ragazzi italiani originariamente stranieri prevale nettamente la quota di coloro che dichiarano di voler vivere all’estero da adulti (60,1%), mentre solo meno del 40% vede il suo futuro nel nostro Paese.

 

Pensione in Portogallo, Tunisia e Spagna

Portogallo, Romania, ma anche Spagna, Moldavia, Portorico e Tunisia e – almeno fino all’anno scorso – Ucraina: sono le mete che negli ultimi anni sono cresciute tra le preferenze dei pensionati italiani che decidono di trasferirsi all’estero. La Germania continua ad essere il Paese con il maggior numero di pensionati Inps. In generale, però, nelle nazioni che in passato hanno rappresentato le mete di milioni di italiani, le comunità dei pensionati italiani registrano un trend fortemente in decremento.

Cresce, invece, il numero di pensioni pagate in America centrale, in Asia e in Africa (rispettivamente +48%, +33% e +26%), determinata, da un lato, dal rientro in patria degli immigrati in Italia e, dall’altro, dagli italiani che si sono trasferiti all’estero e vi sono rimasti una volta andati in pensione.

Meno parlamentari per più elettori

Il numero di parlamentari eletti all’estero è ora ridotto a causa del restringimento complessivo del numero dei parlamentari (da 20 a 12, di cui 8 deputati e 4 senatori). “Paradossalmente”, nota Migrantes, “tale contrazione numerica avviene nel momento in cui gli italiani nel mondo sono passati da circa 3 milioni e mezzo degli anni Duemila, quando si è votato per la prima volta direttamente all’estero, agli attuali quasi 6 milioni. Ne consegue che un senatore eletto all’estero rappresenterà 1.217.933 di emigranti e un deputato 608.900 elettori: chiunque può comprendere che il collegamento con gli elettori, e forse anche con le altre forme di rappresentanza, rimane e rimarrà ancor più difficile se non impossibile”.

Sorgente: Rapporto Migrantes: gli italiani all’estero sono più degli stranieri in Italia – la Repubblica


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