Festival della Nonviolenza 2020 

Festival della Nonviolenza 2020 

21 Settembre 2020 0 Di marco zinno

Venerdì 2 ottobre 2020 dalle ore 15:00 UTC+02 alle 16:00 UTC+02
Centro Studi Sereno Regis
I posti a sedere in sala Poli, a causa delle norme di contenimento del contagio da Covid-19, sono limitati a 30. Per partecipare al festival “in presenza” occorre prenotare il proprio posto inviando una mail all’indirizzo [email protected] All’ingresso sarà misurata la temperatura dei partecipanti e vi sarà una postazione igienizzante. Sarà predisposto un link per vedere in streaming ogni incontro.
venerdì 2 ottobre
ore 15, piazza Castello FLASH MOB a cura del Tavolo Enti di Servizio Civile (TESC)
sabato 3 ottobre: sala Poli e in streaming
ore 9,30 Pensare globalmente…
Saluti e presentazione del festival, Angela Dogliotti, Centro Studi Sereno Regis
Tavola rotonda Contro la militarizzazione del mondo: esperienze e proposte trasversali per una transizione equa, sostenibile e nonviolenta post pandemia
Intervengono
Guido Viale, associazione Laudato si’,
Marinella Correggia, ecopacifista, Rete no-war,
Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento.
Coordina Elena Camino, Centro Studi Sereno Regis
ore 14,30 ….e agire localmente: testimonianze
Josè Nivoi, Collettivo Autonomo Portuali di Genova; Carlo Tombola, OPAL e Weapon Watch;
Olivia Ferguglia e Antonio Mazzeo: presentazione del Dossier sull’embargo di armi a Israele, BDS Italia;
Rete ambiente clima Torino, un coordinamento cittadino. Coordina Enzo Ferrara, Centro Studi Sereno Regis
ore 18, Un’altra difesa è possibile: da San Francesco a Gandhi, la difesa nonviolenta
Iniziativa a cura del Movimento Nonviolento. La riunione del Movimento nonviolento proseguirà anche la domenica mattina con il Comitato promotore della campagna e con il Comitato di coordinamento del Movimento nonviolento.
lunedì 5 ottobre
ore 21, Cinema Massimo, Via Verdi, 18 – Torino
Anteprima work in progress di “Pietro Neggio. Il re dei ciarlatani” (Italia 2020, 76′)
Conduzione poetica e regia: Giacomo Pugliese e Luca Lusso
Produzione: Cooperativa Sociale L’Arcobaleno con il contributo di Fondazione CRT.
Aiuto regia: Chiara Fiore
Montaggio: Giacomo Pugliese e Chiara Fiore
Fonico: Alberto Moretti
Musiche: Tommaso Esposito e Fabiano Giacone
Sceneggiatura: Giacomo Pugliese, Lusso Luca, Morena Procopio, Andrea Pravato.
Attori principali : Alessandro Greggio, Andrea Pravato, Morena Procopio,Serena Cossotto, Santo Vacirca, Maurizio Faganello, Andrea Pace, Alessandro Cazzanti, Mattia Lusso, Alcid Sauadouge, la compagnia teatrale i sognaattori dell associazione il Tiglio Onlus
Che cosa è il tempo e come ci trasforma la qualità dei nostri desideri? Le nostre azioni possono influenzare la vita dei nostri antenati? La guerra e gli altri accidenti possono avvelenare le nostre anime? Dove finisce un anima e dove inizia un ego? La morte può insegnarci l’amore? Sono solo alcune delle domande che i personaggi del racconto cinematografico ci pongono: Pietro il teatrante anarchico che nel 1917 tenta di far disertare i suoi compaesani e il nipote Angelino che nel 2017 entra nel vasto esercito dei disoccupati grazie a scelte economiche dissennate. Riusciranno i due ad aiutarsi oltre i confini del tempo?
Proiezione realizzata in collaborazione con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema. Ingresso 6,00 Euro intero, 4,00 Euro ridotto (Aiace, Arci, Universitari, militari* e Over 60)
sabato 10 ottobre, sala Poli e in streaming
ore 9.30 Convegno. Torino capitale delle armi?
Il 26 e il 27 novembre 2019, nel corso dell’Aerospace & Defense Meetings è stato presentato un progetto che prevede di realizzare a Torino un polo dell’industria e della ricerca del settore “aereospazio e difesa”, che coinvolge Leonardo, massima industria militare italiana, il Politecnico e la Città di Torino.
Tra le tante possibilità, per Torino e il Piemonte, di ripresa dopo la crisi e il ridimensionamento del settore auto, questa ci pare la meno desiderabile.
L’idea che Torino possa diventare uno dei poli dell’industria militare e che ingenti risorse della ricerca debbano essere ad essa dedicate ci preoccupa. Dunque che cosa sta accadendo? Cosa si produrrà a Torino nel prossimo futuro? Quali tipi di ricerche troveranno finanziamenti e sostegno se questo progetto andrà avanti?
La pandemia ancora in corso, l’emergenza ecologica dovuta ai cambiamenti climatici hanno evidenziato la necessità di cambiare i concetti di difesa e di sicurezza. Non dovremmo dedicare maggiori risorse alla sanità, alla sua diffusione nel territorio, alla ricerca di modalità di sviluppo ecosostenibile?
La città di Torino, le forze del lavoro, il mondo accademico e studentesco condividono le nostre preoccupazioni?
Il convegno si aprirà con una relazione introduttiva di Francesco Vignarca, di Rete Italiana Disarmo, cui seguirà una tavola rotonda alla quale sono stati invitati un rappresentante istituzionale che dovrebbe portare il punto di vista della Città di Torino, un rappresentante del sindacato, il Rettore del Politecnico e sarà coordinata da Mario Vadacchino, del Centro interateneo di Studi per la Pace (CISP) dell’Università di Torino, dell’Università del Piemonte Orientale e del Politecnico di Torino.
Dopo un confronto con il pubblico, seguirà, in conclusione, l’intervento di un rappresentante del Coordinamento contro le atomiche, tutte le guerre e i terrorismi (A.G.i.Te).
giovedì 15 ottobre, sala Poli e in streaming
ore 18 Presentazione del libro di Marco Labbate, Un’altra storia. L’obiezione di coscienza nell’Italia repubblicana
Con l’autore intervengono Massimiliano Fortuna, Centro Studi Sereno Regis e Bruno Maida, storico, Università degli Studi di Torino.
ore 20,30 L’obiezione di coscienza oggi nel mondo
Intervengono Zaira Zafarana, Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR), International Fellowship of Reconciliation (IFOR) e un rappresentante del Bureau International pour l’Objection du Conscience (BEOC).
venerdì 16 ottobre
ore 16 presidio Fridays For Future (FFF), piazza Castello;
sala Poli e in streaming
ore 17,30, intervento di Luca Sardo, di FFF
ore 18 L’attuale pandemia non ci ha insegnato niente…? L’importanza dell’Ambiente nella scala delle priorità umane
A cura di Pro Natura Torino, Comitato torinese del Forum Salviamo il Paesaggio, Medicina democratica. Interventi di Massimo Mortarino (Salviamo il paesaggio), Mario Cavargna (Pro Natura Piemonte), Enzo Ferrara (Medicina Democratica, Centro Studi Sereno Regis).
Tutte le forze ambientaliste piemontesi hanno accolto con estrema preoccupazione l’accelerazione imposta dalla Regione Piemonte al disegno di legge regionale n. 95 del 5 maggio 2020, Interventi di sostegno finanziario e di semplificazione per contrastare l’emergenza da Covid-19, pensato in particolare per il rilancio economico del comparto edile, settore trainante per molti altri comparti dell’economia della regione e quindi di crescita per il sistema, pesantemente colpito dal lockdown imposto dall’epidemia. La strada individuata – dicono il Forum Salviamo il Paesaggio, Pro Natura Torino, associazioni e comitati territoriali – non è quella giusta, tanto da porsi la domanda: «L’attuale pandemia non ci ha insegnato niente?».
ore 21 spettacolo teatrale: Pia e Damasco, con Matteo Palazzo e Silvia Napoletano. Drammaturgia e regia di Patrizia Pasqui, produzione Emergency Ong Onlus. Durata: atto unico – 70 minuti
Una riflessione sulle conseguenze che accompagnano la guerra di ogni epoca, disumano strumento che innesca solo spirali di violenza e degrado.
sabato 17 ottobre
Mattino: sala Poli e in streaming
ore 10 Sguardi e voci dal Mediterraneo. Militarizzazione delle frontiere e politiche sicuritarie
A cura di ADL a Zavidovici, Associazione per gli Studi Giurdici sull’Immigrazione (ASGI), BDS Torino, Carovane Migranti, Donne In Nero
A partire dal 2015 l’Unione Europea ha adottato dure politiche di esternalizzazione e militarizzazione delle frontiere con l’effetto di ridurre significativamente il numero degli arrivi, ma rendendo, allo stesso tempo, la vita dei migranti più difficile e i loro viaggi sempre più incerti e pericolosi. In particolare è stata la cosiddetta “nuova rotta balcanica” tra la Grecia e la Bosnia Erzegovina a subire l’impatto maggiore con una crescita esponenziale dei passaggi, sostituendo le precedenti tratte che passavano attraverso l’Ungheria e il Mediterraneo centrale. Questa situazione è il risultato dell’accelerazione di una originaria politica di chiusura a partire dal processo d’integrazione e di trasformazione della Comunità Europea in Unione Europa a seguito degli accordi di Maastricht e Schengen negli anni ’90 e divenuta sempre più consistente nel tempo. Sono stati costruiti oltre 1.000 km di barriere intorno a sé stessa a cui si devono aggiungere le ancora più lunghe “barriere marine”, le operazioni di pattugliamento navale e i “muri virtuali” dei controlli di frontiera interni ed esterni all’UE il cui costo economico e il prezzo in vite umane è enorme.
Allo stesso tempo alcuni paesi rischiano l’implosione, come la Bosnia Erzegovina, mentre altri, come la Turchia, usano i migranti come armi di ricatto e in Europa le politiche sicuritarie si rafforzano assieme alle formazioni populiste e reazionarie che enfatizzano la paura dello straniero. Anche Stati considerati democratici sviluppano e utilizzano sofisticate tecnologie militari e securitarie che vengono “testate sul campo” e come tali vendute sul mercato internazionale. Un esempio particolarmente eclatante è quello di Israele, che reprime da decenni la resistenza del popolo palestinese ed ha fatto delle innovazioni belliche e del controllo sulla popolazione occupata uno dei settori di punta della propria economia. A causa della cosiddetta “guerra al terrorismo” Israele è diventato addirittura un modello a cui si richiamano esplicitamente molti Paesi occidentali nel reprimere le forme di dissenso contro il potere politico.
Dall’alto e dal basso. Frontex, droni e comunità in resistenza, Carovane Migranti
L’ambiguità dell’uso civile e dell’uso militare della tecnologia: il modello israeliano, BDS Torino
Nuove rotte balcaniche, ADL a Zavidovici e Donne in Nero
Regolarizzazioni e repressione in un contesto sicuritario, Asgi
Le frontiere interne. Il caso italo-francese, Carovane Migranti e TousMigrants
Pomeriggio: sala Poli e in streaming
Sintesi e individuazione di alcune proposte di intervento emerse dai lavori, con attenzione anche alla dimensione educativa;
Proiezione video in ricordo di Gianni Rodari (Gianni D’Elia, Rita Vittori).
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Per la durata del Festival all’Emergency Infopoint Torino, Corso Valdocco 3, è visitabile la mostra Beyond the border di Federico Faloppa e Luca Prestia.
Beyond the border è un progetto di lungo periodo che il fotogiornalista Luca Prestia e il sociolinguista Federico Faloppa hanno avviato nel 2017. Attraverso immagini e testi, il lavoro intende focalizzare l’attenzione sui luoghi di confine e sugli oggetti là rivenuti che nel corso del tempo i flussi migratori si sono lasciati alle spalle, in quanto concreta ed eloquente testimonianza dei drammatici passaggi di umanità in cerca di riscatto che caratterizzano il nostro tempo.
Il progetto – che si sviluppa in quattro tappe coincidenti con quattro differenti confini in Europa – si è finora occupato delle frontiere di Ventimiglia (Italia-Francia), di Lesbo (Grecia-Turchia) e di Bihac (Bosnia-Croazia). Nello specifico sono esposte le immagini relative a Lesbo.

Sorgente: (7) Festival della Nonviolenza 2020 | Facebook

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