Un anello può mettere al sicuro le impronte digitali? – MilanoFinanza.it

5 Dicembre 2019 0 Di Luna Rossa

Kaspersky ha avviato una collaborazione con un designer di accessori 3D di Stoccolma per creare un particolare anello con un pattern di impronte digitali artificiali stampate che può essere utilizzato per l’autenticazione su tutti i sensori. E proteggersi dal furto dei dati biometrici

I dispositivi per la lettura dei dati biometrici, a partire dai sensori per il riconoscimento delle impronte digitali, sono sempre più diffusi per l’indubbia comodità che offrono: riescono infatti a evitare di dover ricordare e digitare password per accedere a ogni genere di servizio o concludere transazioni, e persino accedere a luoghi fisici. Un vantaggio che porta con sé però altre problematiche, a partire dalla sicurezza dei dati biometrici raccolti. Nel caso delle impronte digitali, per esempio, i dati raccolti dai sensori vengono trasformati in modelli matematici che permettono così di autenticare istantaneamente la persona.

Il problema è dato dal fatto che questi modelli matematici sono dati digitali che possono essere facilmente trasmessi, per esempio attraverso internet, e quindi duplicati e sottratti per arrivare al fenomeno, sempre più diffuso e pericoloso, del furto di identità. Con un’aggravante decisamente inquietante rispetto alle password: mentre un codice di accesso sottratto può facilmente essere modificato, un’impronta digitale non può essere cambiata.
Essenziale quindi non appoggiare il dito su sensori biometrici senza troppa disinvoltura, almeno quando non si è obbligati a farlo: per entrare in Cina, per esempio, non basta avere un passaporto elettronico con le impronte biometriche registrate su un chip, ma è obbligatorio registrare le impronte di tutte le dita di entrambe le mani appena scesi dall’aereo.

Secondo una ricerca realizzata da Kaspersky, società russo che sviluppa sistemi di sicurezza informatica, nel terzo trimestre del 2019 il 37% dei computer (server e workstation) su cui sono installati i prodotti Kaspersky utilizzati per raccogliere, elaborare e memorizzare dati biometrici come impronte digitali, geometria della mano, viso, voce e iride, ha subito almeno un tentativo di infezione da malware. Per evitare problemi occorre quindi prestare la giusta attenzione al modo in cui i dispositivi gestiscono le preziose informazioni biometriche che raccolgono e utilizzano per riconoscere il legittimo proprietario. Apple , che ha sempre prestato un’attenzione maniacale a ogni aspetto relativo alla privacy, conserva per esempio i dati biometrici del proprietario di ogni iPhone, iPad e Mac in forma criptata e in un apposito chip, separato dalla memoria del dispositivo, e solo sul device stesso, senza quindi mandare una copia del modello matematico o dei dati originali ai server di Apple  stessa. Un’attenzione comune a Microsoft , che in tutti i computer della linea Surface dotati di un sofisticato sistema di riconoscimento 3D del volto conserva in modo cifrato e in un chip dedicato i dati, senza farne copia su cloud, e da Google che fa lo stesso sugli smartphone della famiglia Pixel tanto per le impronte digitali che per la scansione 3D dei volti.

Poiché le impronte biometriche sono intimamente connesse con i legittimi proprietari, Kaspersky ha addirittura avviato una collaborazione con un designer di accessori 3D di Stoccolma per creare un particolare anello con un pattern di impronte digitali artificiali stampate che può essere utilizzato per l’autenticazione su sistemi privati come varchi d’accesso aziendali o pc o smartphone che non offrono il livello di sicurezza dei migliori standard del settore come Apple  e Microsoft . In pratica l’anello si comporta in tutto e per tutto come un’impronta digitale artificiale, venendo riconosciuto correttamente dai sensori biometrici. Una sorta di password biometrica indossabile che può funzionare come estensione dell’identità digitale di una persona, progettata per tenere al sicuro i dati biometrici unici degli utenti: in caso di furto dell’anello, infatti, basterà cancellare i permessi di accesso legati all’impronta artificiale e fare stampare un nuovo anello. Decisamente più facile che cambiare la propria impronta digitale.

Sorgente: Un anello può mettere al sicuro le impronte digitali? – MilanoFinanza.it

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