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Bolivia, la verità in 11 punti | altrenotizie.org

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Scritto da Silio Sánchez Zerpa
Pubblicato: 21 Novembre 2019
1 – Nessuna “rinuncia” in caso di coercizione è valida; non è un’espressione di libero arbitrio ed è viziato dalla nullità, legalmente e materialmente. Le dimissioni non sono valide quanto l’atto che le forza è illegale.
2 – Se un Presidente è costretto a lasciare il potere da forze militari o paramilitari, è un colpo di stato.
3 – I dittatori si sono sempre autoproclamati, non hanno voti o sostegno popolare, anche se cercano sempre di mascherarsi come legittimi.
4 – Evo non ha lasciato il suo paese, è stato protetto da un governo progressista che ha concesso asilo al primo Presidente indigeno d’America, salvandolo da una persecuzione razzista e fascista in cui hanno persino distrutto la sua casa e in cui hanno offerto migliaia di dollari per la sua cattura, con l’ovvio scopo di ucciderlo. Il colpo di stato fascista ha fallito nel suo obiettivo di porre fine alla vita del leader popolare e del legittimo presidente della Bolivia, Evo Morales.
5 – L’OSA è un’organizzazione multilaterale e non sovranazionale. Almagro è solo il segretario dell’Agenzia, non ha il potere di interferire negli affari interni di un paese sovrano. Non è coperto da alcun potere superiore a quello dei presidenti e dei popoli d’America. Ma è stato il principale esecutore di molteplici azioni interventiste a favore dell’imposizione di dittature e governi fantoccio a favore degli interessi degli Stati Uniti. È un funzionario, che deve rispondere delle sue azioni, avendo commesso gli abusi di potere più aberranti nell’arena internazionale, fingendo di essere una specie di “Ministro delle Colonie”. Invece di promuovere la pace e la democrazia, promuove guerre e dittature contrarie agli scopi e ai principi del diritto internazionale, nonché alla stessa Carta OSA che ne regola le azioni. Allo stesso tempo, giustifica, protegge e rende invisibile l’imposizione delle ricette neoliberiste del FMI, accompagnate dalla repressione e dalla massiccia violazione dei diritti umani da parte di governi fascisti come quello di Piñera e di Lenin Moreno; o l’assassinio sistematico di leader sociali in Colombia, Honduras e Haiti; così come l’uso dell’apparato giudiziario per generare una nuova forma di guerra (Lawfare) che perseguita e priva i diritti politici ai leader dell’indipendenza di oggi in America Latina, come Lula, Correa, Zelaya e Cristina K., tra gli altri. Senza dimenticare la promozione del blocco criminale contro il Venezuela e i suoi sforzi per riattivare il TIAR per favorire gli interventi militari.
6- L’osservazione elettorale internazionale non può in nessun caso assumere il ruolo di arbitro o giudice elettorale. Le relazioni tecniche di osservazione elettorale non determinano responsabilità legali o penali in un processo elettorale. La pubblicazione di un “rapporto preliminare”, cioè incompiuto, si è dato nel pieno sviluppo delle azioni fasciste; subito dopo che il presidente Evo Morales ha dichiarato pubblicamente di “rassegnare” le dimissioni per evitare lo spargimento di sangue tra i fratelli e l’incendio di case ai leader MAS perseguitati, ha chiarito l’intenzione del team OSA di favorire il colpo di stato fascista e razzista. Dovrebbe essere promossa un’indagine sul team tecnico e sulla relazione, sulla quale vi sono già serie domande da importanti esperti del settore. Il segretario generale dell’OSA deve spiegare al mondo la decisione di renderlo pubblico nelle circostanze descritte.

… continua  sulla Sorgente: Bolivia, la verità in 11 punti

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