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L’Austria vota, per Kurz l’incognita ultradestra – La Stampa

L’ex cancelliere è in netto vantaggio. Le insidie dell’Fpö ostaggio di Strache

VIENNA. Il rebus alleanze e una grande incognita di nome Heinz-Christian Strache. Con questo spirito e una doppia spada di Damocle, l’Austria domani va alle elezioni anticipate. I sondaggi da mesi sono stabili e indicano che senza Kurz, ex cancelliere popolare ed enfant prodige della politica austriaca, a Vienna non ci sarà alcun governo. Il 33enne leader dell’Övp veleggia nei sondaggi con il 34%, distanziando di 12 lunghezze i socialdemocratici. L’ultradestra sovranista della Fpö è fissa al 21%, i Verdi all’11% e i liberal conservatori di Neos all’8%. Se da mesi nulla scalfisce questi dati, perché, si chiedono gli analisti, le urne di domani dovrebbero provocare un terremoto?

Se il rebus delle alleanze lo dovrà risolvere il conservatore Kurz (sceglierà di scivolare più verso i legami con il blocco di Visegrad o con i moderati filo-Ue, è il grande interrogativo), è la destra nazionalista che si trova quasi sotto ricatto per l’ingombrante sagoma di Strache che non vuole farsi da parte e che ha un seguito personale non da poco. Difficile da quantificare, ma comunque preoccupa l’Fpö. L’ex leader dell’ultradestra della Fpö, defenestrato in maggio dopo l’Ibizagate quando venne beccato in un video registrato sull’isola spagnola mentre trattava appalti pubblici con una sedicente miliardaria russa in cambio di tangenti, dopo qualche mese di decantazione medita il gran ritorno. Strache ha preteso di ricandidarsi alle elezioni di Vienna del prossimo anno contro il parere di metà del suo partito. E nei giorni scorsi, la notizia dei maxi-compensi da lui percepiti in questi anni non ha rasserenato il clima: 42.000 euro al mese, tra indennità di carica, somme versate dal partito e rimborsi spese. Intanto, è riuscito a inserire sua moglie in posizione blindata nella lista del partito, per il voto di domani.

È immaginabile l’imbarazzo nell’Fpö, che vorrebbe liberarsi di lui, ma non osa ancora farlo, temendo le reazioni di una parte della base elettorale ancora infatuata. Potrebbero espellerlo, ma martedì a urne chiuse e scrutini fatti. E con tanto di incubo che il reietto di Ibiza si presenti alle elezioni municipali di Vienna del 2020 con una propria lista, spaccando il fronte dell’estrema destra. Già diviso di suo con anime in lotta per la supremazia, anche culturale non solo politica, indipendentemente dal caso Strache. Kurz vorrebbe rispolverare la coalizione Övp-Fpö, ammazzata dal video-scandalo spagnolo. Ma ogni giorno che passa, lo scenario si complica: Kurz e il nuovo leader Fpö, Norbert Hofer, vorrebbero bissare l’esperienza. Il problema è che Hofer (quello che tre anni fa stava per diventare presidente della Repubblica) rappresenta l’ala moderata dell’Fpö, il suo volto più presentabile. Chi invece comanda veramente nel partito è Herbert Kickl, esponente dell’ala radicale vicina alle «Burschenschaften» neonaziste (a cui peraltro non appartiene), ministro degli Interni falchissimo, che vorrebbe il doppio passaporto per gli altoatesini e il Brennero sbarrato. Kurz ha posto il veto su di lui, per alcune iniziative assunte da ministro degli Interni nel precedente governo, che avevano isolato l’Austria sul piano internazionale (i servizi di intelligence di Vienna non partecipano più alle riunioni del «Club di Berna», perché i colleghi degli altri servizi europei non si fidano di condividere con l’Austria dati sensibili su terrorismo ed estremismo di destra). Un ginepraio insomma che alla fine potrebbe persino alimentare il ritorno alla vecchia «Grosse Koalition» con l’Spö, che però nelle sue ultime edizioni era stata un fallimento, per la diversità di vedute tra i due partiti su tutti i temi, in particolare sui migranti. Ora il fenomeno migratorio è quasi inesistente in Austria e non risulta al primo posto nel dibattito elettorale, ma Kurz di tornare al vecchio schema non ne ha voglia. Corteggia Hofer. Che ha il problema di Strache. E sente il fiato sul collo di Kickl. Insomma a Vienna saranno determinanti le mosse dei nazionalisti. Ma quale dei tre leader nella faida interna conterà di più è tutto da scoprire.

Sorgente: L’Austria vota, per Kurz l’incognita ultradestra – La Stampa

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