Bufera procure, il Csm perde altri due togati. Ermini: inferta profonda ferita alla magistratura – Rai News

4 Giugno 2019 0 Di ken sharo

Si sono autosospesi anche Morlini e Criscuoli: “Clima da caccia alle streghe”. L’Anm si è data appuntamento per domani. Al centro dell’attenzione sempre la vicenda Palamara, accusato di corruzione, ma più in generale anche il tema delle nomine per i vertici degli uffici giudiziari

04 giugno 2019 “Gli eventi di questi giorni hanno inferto una ferita profonda alla magistratura e al Consiglio Superiore”. Così il vicepresidente del Csm David Ermini, aprendo il plenum straordinario convocato sull’onda dell’inchiesta della Procura di Perugia in cui è rimasto coinvolto l’ex consigliere Luca Palamara (Unicost), indagato per corruzione. “Siamo di fronte a un passaggio delicato: o sapremo riscattare con i fatti il discredito che si è abbattuto su di noi o saremo perduti. Noi e l’istituzione che qui rappresentiamo”. I consiglieri Csm seguano l’esempio del Capo dello Stato “È necessario che ciascuno di noi, togato o laico, assuma consapevolezza della istituzione alla quale è stato eletto. Il Csm è e deve essere la sola nostra casacca. Altre non ne abbiamo” aggiunge Ermini. “L’attività di ogni componente” deve essere “svolta tenendo conto dell’autorevole consiglio e dell’esempio animatore che provengono dal Capo dello Stato, il quale non ha mai fatto mancare la sua guida illuminata attraverso la continua interlocuzione con il vicepresidente”. Abbiamo gli anticorpi per riaffermare legittimità funzioni “Il Csm può continuare a svolgere le funzioni affidategli purché la reazione a condotte indiscutibilmente non compatibili sia chiara, rapida e non suscettibile di fraintendimenti. E io credo che così sarà, perché il Csm e la magistratura hanno al loro interno gli anticorpi necessari per poter riaffermare la propria legittimazione agli occhi di quei cittadini nel cui nome sono pronunciate le sentenze”. Ricordare sempre che l’indipendenza delle toghe è imparzialità “Colleghi, quando entriamo in quest’aula, entriamo nell’aula dedicata a Vittorio Bachelet. Bachelet è stato ucciso negli anni in cui la magistratura, anche sacrificando la vita, ha difeso la nostra libertà e la nostra democrazia. Bachelet è stato ucciso proprio quale simbolo del Consiglio Superiore, dell’organo che di quella magistratura tutelava l’autonomia e l’indipendenza. Io non lo dimentico. Mai” dice ancora il vice presidente del Csm. “Il governo autonomo della magistratura è stato voluto dal Costituente a presidio delle guarentigie dell’autonomia e dell’indipendenza, guarentigie che, pur avendo come punto di riferimento immediato il potere giudiziario e i singoli magistrati, non costituiscono un privilegio di questi ultimi, ma integrano presupposti indefettibili per la tutela di quei diritti fondamentali che la Repubblica, sul presupposto della pari dignità e dell’uguaglianza dinanzi alla legge, riconosce ad ogni persona umana, poiché permettono che la funzione giurisdizionale venga svolta dal magistrato in modo imparziale e da una posizione di terzietà ed equidistanza dalle parti in causa. Si tratta pertanto di un bene prezioso che ogni singolo magistrato, e la magistratura nel suo complesso, deve meritarsi ogni giorno sul campo, rinnovando continuamente, attraverso le proprie condotte, legittimazione e fiducia. Questo onere comportamentale- aggiunge Ermini- deve tanto più essere rigorosamente osservato allorché il magistrato, abbandonando solo temporaneamente l’esercizio della funzione giurisdizionale, entri a far parte del Consiglio Superiore della Magistratura ed è un onere che grava, con tutto il suo peso, anche sui componenti laici. Entrambi le categorie di componenti, anche quando siano stati espressione di appartenenze particolari, sono chiamate a svolgere una funzione di rilievo costituzionale, poiché, attraverso i loro atti, incidono sulle modalità di esercizio della giurisdizione e condizionano la tutela dei diritti delle persone e il raggiungimento dei fini ultimi di uguaglianza e giustizia sociale cui è ispirato ogni principio della nostra Carta fondamentale”. Le nomine non rispondano a logiche spartitorie Ogni determinazione del Csm “venga assunta al riparo di interessi esterni”. E le nomine dei capi degli uffici giudiziari siano “effettuate attraverso la rigorosa osservanza del criterio cronologico, fuggendo la tentazione di raggrupparle in delibere contestuali che inducano il sospetto di essere state compiute nell’ambito di logiche spartitorie e non trasparenti” conclude il vice presidente del Csm. Cascini: vicenda simile allo scandalo P2, serve il sostegno di Mattarella “Abbiamo il dovere di reagire con fermezza e decisione a questa subdola e pericolosa aggressione al ruolo costituzionale del Consiglio e alla sua autonomia”. Lo ha detto il consigliere togato di Area Dg, Giuseppe Cascini, prendendo la parola durante il plenum straordinario, convocato dopo la diffusione delle notizie sull’inchiesta di Perugia, paragonata a quella “dello scandalo P2 dei primi anni ’80 del secolo scorso” con il coinvolgimento di “molti magistrati… nella loggia massonica segreta”. “Abbiamo bisogno del sostegno del vicepresidente Ermini che ha gestito con fermezza e autorevolezza questa difficile fase. Ma soprattutto abbiamo bisogno del sostegno e dell’aiuto del Presidente della Repubblica al quale chiediamo di non lasciarci soli in questo drammatico momento”, ha aggiunto Cascini.”L’attacco al sistema che viene dall’esterno, da centri di potere occulti che operano fuori dell’istituzione, è stato possibile solo a causa dell’indebolimento del ruolo del Consiglio, reso permeabile e incapace di resistere alle tante pressioni, interne ed esterne”, ha aggiunto Cascini sottolineando che da questa “vicenda drammatica può… trasformarsi in una opportunità, se si ha il coraggio, la forza e l’umiltà di guardarsi dentro e di avviare un processo di palingenesi, una autoriforma radicale e urgente, quale unica alternativa ad un intervento dall’esterno sull’assetto costituzionale della magistratura e del suo organo di governo autonomo”. Altri due consiglieri si autosospendono Altri due consiglieri del Csm si autosospendono. Si tratta del presidente della Commissione Direttivi Gianlugi Morlini (Unicost) e del consigliere Paolo Criscuoli. Si tratterebbe di un ulteriore sviluppo della bufera che ha investito il Csm sull’onda dell’inchiesta di Perugia. La stessa decisione è arrivata ieri anche da Antonio Lepre e Corrado Cartoni. Nei giorni scorsi si è dimesso Luigi Spina, indagato per favoreggiamento e rivelazione del segreto a Perugia. Criscuoli: io estraneo, no a caccia alle streghe “In questi giorni è in corso una campagna di stampa che confonde e sovrappone indebitamente i piani di una indagine penale relativa a fatti rispetto ai quali sono del tutto estraneo, come già emerso, con l’attuale attività svolta presso il Csm. Ciò ha offuscato e rischia di compromettere ulteriormente l’immagine e la percezione che dell’organo di governo autonomo della Magistratura hanno i cittadini prima ancora dei magistrati”. Così Paolo Criscuoli annuncia la sua autosospensione, parlando di un “clima di caccia alle streghe”. Morlini: io corretto, incontrato Lotti per caso “Siamo tutti consapevoli del terribile momento che sta vivendo l’Istituzione consiliare, e ciascuno di noi è quindi chiamato a fare tutto ciò che può per preservarla. Pur se nessuno mi ha contestato nulla a livello penale o disciplinare, e pur se il mio nome nemmeno è uscito sulla stampa, so di avere, casualmente ed in modo da me non programmato, raggiunto alcuni magistrati ad un dopo cena in cui, ad un certo punto e senza che io lo sapessi o lo potessi prevedere, è intervenuto l’onorevole Lotti”. Lo scrive il togato di Unicost, Gianluigi Morlini, nella lettera inviata al vicepresidente del Csm David Ermini in cui spiega le ragioni per cui ha deciso di autosospendersi dal Consiglio, dove, dallo scorso ottobre, è stato presidente della Commissione che si occupa degli incarichi direttivi. “Mi sono quindi poco dopo congedato, ben prima che la serata terminasse – aggiunge Morlini – certo di non avere detto o fatto nulla in contrasto con i miei doveri di consigliere. Pur nella certezza della correttezza del mio comportamento, al fine di evitare che il Csm sia danneggiato da questa situazione e per senso di responsabilità verso le Istituzioni, chiedo di non partecipare all’attività del Consiglio e di essere sostituito nelle Commissioni, in attesa che la mia posizione venga acclarata come pienamente corretta nelle sedi istituzionali”. Spina sceglie di non rispondere ai pm di Perugia “Abbiamo deciso, d’intesa con il dottor Spina, di procrastinare l’interrogatorio al fine di raccogliere tutti gli elementi che consentiranno quanto prima di chiarire la sua posizione processuale”: lo hanno detto, in una dichiarazione congiunta, gli avvocati Nicola Pisani e Donatello Cimadomo, difensori del magistrato Luigi Spina, componente del Consiglio Superiore della Magistratura, coinvolto nell’inchiesta insieme a Luca Palamara. Spina oggi si è avvalso dunque della facoltà di non rispondere ai pm di Perugia. Spina – che si dimesso da consigliere del Csm – è accusato di favoreggiamento e rivelazione di segreto di ufficio. Nella sua veste di consigliere della prima commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, è sospettato di aver rivelato a Palamara notizie che dovevano rimanere segrete in merito a un procedimento a carico dello stesso Palamara aperto dalla Procura della Repubblica di Perugia. Domani si riunirà anche l’Anm, l’Associazione nazionale magistrati, organismo rappresentativo senza carattere politico, che raggruppa quasi il 90% dei magistrati italiani e di cui Luca Palamara è stato presidente. Il segretario dell’Anm, Giuliano Caputo, ha dichiarato: “Nulla di fisiologico negli incontri toghe-politici, ma se sono per discutere sul Capo della Procura sono relazioni pericolose”. Il Plenum straordinario del CSM e le autosospensioni Il Plenum straordinario del Consiglio Superiore della Magistratura è stato convocato oggi, dopo la vicenda procure che riguarda diversi magistrati, a partire da Luca Palamara, ex presidente dell’Anm, coinvolto nell’inchiesta di Perugia per presunta corruzione. Oggi al plenum del CSM si è arrivati anche con quattro nuove autosospensioni. I consiglieri Corrado Cartoni e Antonio Lepre, di Magistratura indipendente- che non sono coinvolti nell’inchiesta di Perugia, ma che avrebbero partecipato, insieme a Luca Palamara, a un incontro con Luca Lotti e Cosimo Ferri per discutere della nomina del procuratore di Roma- si sono autosospesi ieri sera: ”Pur consapevoli e certi della correttezza del nostro operato, per senso istituzionale e per evitare attacchi strumentali al Csm – hanno scritto in una nota Cartoni e Lepre – comunichiamo la autosospensione dalle funzioni consiliari in attesa che sia fatta chiarezza sulla vicenda”. Oggi, nel primo pomeriggio, si sono autosospesi anche i togati Morlini e Criscuoli. Nel plenum si è affrontato ancora, a 360 gradi, il tema delle nomine per i vertici degli uffici giudiziari, uno dei compiti più delicati tra quelli di competenza del Consiglio. Grande fermento a Palazzo dei Marescialli La decisione è arrivata al termine di una giornata che ha visto a Palazzo dei Marescialli, sede del Csm, una serie di incontri tra i gruppi e una lunga riunione di tutti i consiglieri, laici e togati. E le dimissioni dei due consiglieri, o almeno la loro autosospensione, erano state auspicate e sollecitate. Non ci sarà quindi solo la “presa d’atto” delle dimissioni di Luigi Spina, l’esponente di Unicost indagato a Perugia, ma all’attenzione del plenum di oggi si discuterà anche dell’autosospensione dei consiglieri Lepre e Cartoni dopo la richiesta fatta a gran voce ieri nel corso dell’assemblea dell’Anm a Milano. A Palazzo dei Marescialli in molti avevano auspicato un “atto di responsabilità” dopo la ‘bufera’ che ha sconvolto la magistratura negli ultimi giorni. Ermini al Quirinale Prima dell’autosospensione dei due consiglieri, il vicepresidente del CSM David Ermini si era recato al Quirinale in vista del plenum straordinario previsto per oggi pomeriggio. La riunione è stata straordinaria perché è di martedì (cioè extra calendario ordinario) e non di mercoledì come di prassi. Al Csm intanto sono arrivate le carte dell’inchiesta di Perugia. I documenti però non sarebbero stati messi a disposizione di consiglieri e commissioni, ma visionati solo dal Comitato di presidenza. La nomina alla Procura di Roma Intanto, tutto resta ‘congelato’ sulla scelta del nuovo capo della procura di Roma: il 23 maggio scorso la Quinta Commissione aveva concluso i suoi lavori decidendo di formulate 3 proposte al plenum (Viola favorito con 4 voti, Lo Voi e Creazzo con una preferenza ciascuno).

Sorgente: Bufera procure, il Csm perde altri due togati. Ermini: inferta profonda ferita alla magistratura – Rai News

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