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Sfacciatamente vigliacchi

«Le operazioni di soccorso all’interno della Striscia sono pressoché impossibili e ad altissimo rischio. Alla luce di quanto sopra, d’intesa con l’Unità di crisi, si rappresenta pertanto, allo stato attuale, l’inopportunità di operare».

Affari Esteri e solo affari loro

Direttiva del Ministero Esteri e Cooperazione Internazionale con cui il governo italiano ha bloccato le linee di finanziamento ai progetti a Gaza delle Ong italiane. Nel momento in cui la Striscia affronta una crisi umanitaria spaventosa e la sua popolazione ha bisogno di tutto, il ministro Antonio Tajani ha decretato «l’inopportunità di qualsiasi attività di cooperazione a Gaza». Per gli applausi, decidete voi.

Prima solo l’abbandono

«Un passo che segue i mesi di incertezza in cui è stato lasciato l’ufficio di Gerusalemme dell’Aics, l’agenzia della cooperazione governativa, rimasto senza un indirizzo e di fatto ignorato dal governo Meloni impegnato ad evitare qualsiasi atto nei Territori palestinesi occupati che potesse risultare sgradito a Israele», denuncia Michele Giorgio sul Manifesto.

Non correre rischi o non irritare Netanyahu?

Il ministero degli Esteri indica tra i motivi della sua direttiva la situazione a Gaza descritta come «un’area bellica, al centro di una intensa operazione militare, con elevatissimi rischi per la sicurezza». Ma a scoprire gli opportunismi politici, la decisione governativa di sospendere anche i progetti già approvati e finanziati da tempo. In linea perfetta col governo di Tel Aviv.

Ai richiami di Bibi, Antonio corre

L’esecutivo di Benyamin Netanyahu ripete dal 7 ottobre che i progetti a favore dei palestinesi di Gaza sono un sostegno ad Hamas e, pertanto, vanno interrotti. «L’Italia non è l’unico paese ad aver fatto questo passo -precisa ancora Michele Giorgio-, ma non è passata inosservata la sua solerzia nel rispettare le intimazioni di Israele».

L’Unrwa nemica

Altro esempio, l’interruzione dei fondi per l’Unrwa, l’agenzia Onu per i profughi palestinesi. «Roma ha sospeso la linea di finanziamento per l’emergenza e ci chiede di spostare ogni progetto in Cisgiordania, quindi di abbandonare Gaza. –la denuncia di diverse Ong operative in quei territori-. Inaccettabile. In questo momento la Striscia deve poter ricevere tutto l’aiuto possibile. La gente muore di fame».

No anche agli aiuti salvavita

Varianti ai progetti verso solo aiuto d’emergenza grazie al personale palestinese a Gaza, «ma ci siamo trovati davanti un muro» la denuncia. «Eppure, a Roma sanno che alcune di queste attività proposte sono salvavita». Opportunismo politico senza ritegno, la versione meno diplomatica ma anche più veritiera su ciò che sta accadendo. Con qualcosa in più di un semplice sospetto che l’attuale il ministero degli Esteri «sia animato da considerazioni di natura politica e non di sicurezza per gli operatori umanitari italiani».

Ong, l’elenco dei ‘più cattivi’

Tra le ong colpite direttamente ci sono sono Acs, Educaid, Cesvi, Cospe, Oxfam, WeWorld e Progetto Mondo. Il 15 aprile prossimo confronti al ministero, ma con molto poche speranze di redenzione umanitaria da parte del vice Meloni di turno.

«Bloccare i progetti di emergenza è una decisione tragica», denuncia Meri Calvelli, dell’Associazione di Cooperazione e Solidarietà in Palestina. «In ogni caso, continueremo ad inviare a Gaza gli aiuti garantiti dalle donazioni provenienti dalla solidarietà popolare italiana».

 

Sorgente: Aiuti italiani a Gaza: Tajani taglia tutto per evitare ogni tensione con Israele –