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A far filtrare l’indiscrezione i negoziatori spagnoli. La proposta è sul tavolo di negoziazione del nuovo Patto Ue su migrazione e asilo

Anche i bambini di età superiore ai sei anni potrebbero essere sottoposti a detenzione per ingresso illegale nel territorio europeo e procedure accelerate di frontiera. È una delle proposte in discussione ai tavoli che in Europa stanno definendo il perimetro del nuovo Patto di migrazione e asilo.
A denunciarlo sono le organizzazioni per i diritti umani tra cui Save the Children, PICUM, EuroMed Rights e Border Violence Monitoring Network. La norma riguarderebbe i bambini che viaggiano con famiglie o con un adulto di riferimento, ma – avvertono le Ong – c’è la possibilità che anche i minori non accompagnati siano sottoposti a detenzione qualora ritenuti un pericolo per la sicurezza.
A far filtrare l’indiscrezione sono stati i negoziatori che rappresentano la presidenza spagnola del Consiglio dell’UE durante i triloghi di martedì 5 dicembre.

Si tratta di un ulteriore peggioramento delle proposte attuali – spiegano in una nota le organizzazioni umanitarie – che già consentivano di sottoporre i bambini di età superiore ai dodici anni a procedure di frontiera, una proposta “direttamente collegata ai piani previsti per rilevare le impronte digitali dei bambini di età pari o superiore a sei anni attraverso Eurodac”, denunciano Picum, EuroMed Rights e le altre ong. “La proposta originaria già non rispettava la definizione di minore riconosciuta a livello internazionale, che non consente alcuna discriminazione tra le persone sotto i diciotto anni nel godimento dei loro diritti fondamentali e delle garanzie procedurali”.

Durissimo il direttore europeo di Save the children, Willy Bergogné, che sull’ipotizzata detenzione dei bambini osserva: “Il loro presunto crimine: cercare protezione in una regione che si vanta di esportare i diritti umani nel mondo. L’Europa dovrebbe fungere da rifugio, proteggendo e accogliendo i bambini invece di trattenerli e deportarli”. Il sistema d’asilo europeo, afferma, “deve funzionare per salvaguardare i bambini con un patto sulla migrazione che garantisca, e non minacci i loro diritti. Ciò significa: nessuna detenzione o deportazione dei bambini, rapidi ricongiungimenti familiari e tutte le decisioni sulla migrazione prese nel migliore interesse dei bambini”.

Per Michele LeVoy, direttore della Piattaforma per la cooperazione internazionale sui migranti privi di documenti (PICUM) “Questo è un colpo basso ai diritti dell’infanzia riconosciuti a livello internazionale, che stabiliscono che nessun bambino dovrebbe essere messo in detenzione perché migrante. Non può essere questo il modo in cui viene governata l’Europa”. E non meno netta è Hope Barker di Border Violence Monitoring Network: “Questa nuova proposta distopica di rinchiudere i bambini di sei anni, annunciata all’ultimo momento, è la punta dell’iceberg di un disastro umanitario”. Perché, spiega, è l’intero impianto del nuovo trattato oggi in discussione a essere lontano da quelli che sulla carta dovrebbero essere i principi cardine dell’Unione europea. “Il Nuovo Patto riduce i diritti e le libertà delle persone in tutta Europa, indipendentemente dal loro status migratorio. È un approccio sconsiderato, non funzionerà e va contro i valori professati dall’Europa”

Sorgente: Migranti, la denuncia delle Ong: “Con il nuovo Patto anche i bambini dai 6 anni in su rischiano la detenzione” – la Repubblica