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Allarme dell’Organizzazione mondiale della sanità. Nel nostro Paese in 7 giorni balzo di positivi (+44%), 97 vittime e ricoveri in salita. Tamponi rari e stop all’isolamento, ma ora una circolare ripristina i test negli ospedali ai sintomatici

di Elena Dusi

Torna a scuola anche un vecchio compagno di classe, il Covid. Alla fine delle vacanze l’Istituto Superiore di Sanità (Iss) certifica una ripresa dei contagi: +44% nell’ultima settimana, con 21.309 casi e sempre più notizie di positivi attorno a noi. Il tracciamento infatti va avanti soprattutto grazie al passaparola: con i tamponi ormai rari e senza obbligo di isolamento, il Covid sulla carta potrebbe essere pressoché scomparso.

Il paradosso dei tamponi fai da te

Silvestro Scotti, segretario della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) e medico di famiglia a Napoli, descrive con un aneddoto la situazione che si sta profilando: “Un paziente che è insegnante è risultato positivo all’autotampone. Dovrebbe rientrare a scuola la prossima settimana, e io non posso che fargli un certificato di malattia respiratoria generica perché non posso certificare il Covid in base a un’autodiagnosi”.
Senza quasi più norme entriamo dunque nella stagione del Covid fai da te, con i contagi in aumento da tre settimane e la facoltà per chi è positivo di circolare liberamente, purché porti la mascherina.

“No, mi raccomando, anche se hanno voglia di tornare a scuola, i bambini contagiati sintomatici devono restare a casa” mette in chiaro Susanna Esposito, professoressa di pediatria all’università di Parma e responsabile del tavolo tecnico sulle vaccinazioni della Società italiana di pediatria.

L’aumento dei decessi

I sintomi del Covid restano blandi rispetto agli anni scorsi, ma non per tutti. I deceduti sono stati 94 nell’ultima settimana, riporta l’Iss, in aumento rispetto ai 65 dei sette giorni precedenti.

“Nessun allarme, ma attenzione e prudenza” sintetizza Francesco Vaia, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, che invita fragili e anziani ad aderire alla campagna vaccinale a partire da ottobre, sia per il Covid che per l’influenza.

Non saranno gravi, ma le due infezioni rischiano di cadere come una doppia tegola sulla routine delle famiglie: “Il Sars-Cov2 può comunque lasciare un bambino a letto e debilitato per giorni” avverte Esposito. “Anche con sintomi lievi, non è escluso che si ricada nel long Covid”.

La campagna vaccinale

Meglio evitarlo con un’iniezione, consiglia la pediatra: “Anche i bambini da ottobre avranno i vaccini aggiornati alla variante Xbb. L’immunizzazione è consigliata ai fragili, ma anche gli altri, se vogliono, possono chiederla al pediatra”.

Per gli adulti il vaccino è raccomandato (per Covid e influenza) agli over 60 e ai fragili. Si potranno fare le due iniezioni in un’unica seduta dal medico di famiglia, a partire da ottobre.

Le nuove fiale, aggiornate al ceppo Xbb restano valide anche se il panorama delle varianti è in costante movimento. “Ne abbiamo di nuove che stiamo monitorando, ma nessuna sembra più preoccupante del solito” spiega Fabrizio Maggi, direttore del laboratorio di virologia all’Istituto per le malattie infettive Spallanzani di Roma.

Le nuove varianti

Il ceppo Xbb resta dominante ma in calo, affiancato dal più rampante EG.5 (Eris) e dal nuovo BA.2.86 (battezzato Pirola), che ha parecchie mutazioni sulla proteina spike del virus (oltre 30) e siede su un ramo evolutivo di Sars-Cov2 spuntato un po’ a sorpresa.

“In realtà interessa soprattutto noi virologi” sorride Maggi. “Non desta preoccupazioni particolari. Il virus ha preso la direzione dell’adattamento verso il suo ospite, cioè noi. E questo non può che tradursi in una malattia più blanda”.

Il nostro sistema immunitario, nel frattempo, ha acquisito un’immunità che si divide in due branche. Quella mediata dagli anticorpi che svanisce in pochi mesi e può farsi spiazzare dalle nuove varianti. Quella mediata dai linfociti che invece dura nel tempo. E continua a proteggerci dai sintomi gravi.

Il bollettino epidemiologico europeo Eurosurveillance ha pubblicato la disamina dei primi dieci contagiati da BA.2.86 in Danimarca: febbre, tosse e respiro corto, ma con un’intensità definita non preoccupante.

“Anche la stagione dell’influenza – prosegue Maggi – si prospetta nella norma. Un consiglio che ribadirei però è vaccinarsi. Vedo un po’ di rilassamento su questo”.

I consigli per evitare il contagio

Esposito ha altri consigli per i bambini (ma non solo), oltre all’immunizzazione: “Lavarsi le mani o disinfettarle, così come tenere la mascherina nei luoghi affollati. Queste misure si sono rivelate molto efficaci in passato. Se si decide di fare un tampone casalingo, lo si scelga naso-faringeo. I salivari sono meno sensibili”.

E ai consigli sarà necessario affidarsi vieppiù oggi, con la rete delle regole quasi del tutto smantellata. Ieri il Ministero della Salute ha cancellato l’obbligo di tampone nei pronto soccorso, a meno che non si abbiano sintomi, inserendolo però negli ospedali nel loro complesso, sempre in presenza di sintomi.

“Il Ministero è pronto a ripristinare le regole in caso di recrudescenza dell’epidemia. Ma come facciamo a misurare una recrudescenza, se non abbiamo diagnosi o tamponi certificabili?” si chiede Scotti, che nel suo studio continua a richiedere la mascherina e a mantenere gli appuntamenti distanziati.

I tamponi passati di moda

I tamponi ufficiali della farmacia sono circa 20mila al giorno, laddove avevamo superato il milione nelle fasi calde della pandemia. Il 12% dei test è positivo: un valore piuttosto alto.

“E’ vero, nelle farmacie registriamo un leggero aumento dei tamponi, degli autotest e degli antinfiammatori. Nella prima settimana di settembre abbiamo raggiunto i numeri delle ultime tre settimane di agosto messe insieme, ma partiamo da valori molto piccoli” conferma Marco Cossolo, presidente di Federfarma e titolare di una farmacia a Carignano.

I casi gravi in ospedale

Anche l’aumento dei malati in ospedale resta contenuto. I letti occupati dai pazienti Covid in una settimana sono passati dal 2,7% al 3%. Le terapie intensive dallo 0,4% allo 0,6%.

“Vediamo la ripresa dei casi, ma per la popolazione generale il Covid è un’infezione poco preoccupante. Anche con le nuove varianti resta confinata alle vie aeree superiori, coinvolgendo poco i polmoni” dice Andrea Antinori, infettivologo, direttore del dipartimento clinico dello Spallanzani.

“Diverso è il caso delle persone immunocompromesse e degli anziani. E qui vorrei andare in controtendenza rispetto a chi lamenta una mancanza di tracciamento. Più che calcolare quanti tamponi positivi e quanti ammalati ci sono nella popolazione generale, un obiettivo che negli anni scorsi ci è costato sforzi immensi, avremmo bisogno di un identikit più preciso dei pazienti ospedalizzati. Chi sono? Che età hanno? Erano vaccinati? Quali altre condizioni di rischio e malattie concomitanti avevano? Vorremmo più strumenti e informazioni per capire chi sono le persone che oggi hanno una malattia clinicamente rilevante”, chiede Antinori.

La diplomazia e l’allarme dell’Oms

Un’altra cartina di tornasole dell’andamento dell’epidemia – meno grave rispetto agli ospedali – è poi la diplomazia. Qui vediamo il premier spagnolo Pedro Sanchez, positivo, che ha appena dato forfait al G20 in India. Il presidente americano Joe Biden invece ha fatto tamponi continui per via dell’infezione della moglie.

L’aumento repentino dei positivi fra i banchi negli Usa ha già rinfocolato il dibattito politico sull’obbligo di mascherine nelle aule.

E siamo solo all’inizio della stagione. Contenuto, ma inarrestabile, il virus si sta espandendo in tutto l’emisfero nord che si approssima all’inverno, avverte l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Per il segretario Tedros Adhanom Ghebreyesus “l’andamento dei contagi alle porte dell’inverno è preoccupante. La crescita di ricoveri e decessi dimostra che il Covid è qui per restare e che abbiamo ancora bisogno degli strumenti per combatterlo”.

Sorgente: Morti, contagi e varianti, il Covid torna a far paura. L’Oms: “Un trend preoccupante” – la Repubblica


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