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Duecento palestinesi feriti, 350 arrestati. La Spianata era piena di donne e bambini. Lo sgombero per permettere la visita dei nazionalisti ebraici. Le milizie squadriste del ministro Ben Gvir.

E questa notte replica di botte e arresti. Pestata e ridotta quasi in fin di vita anche la democrazia in Israele. Condanna globale dall’Onu in giù.  

L’accaduto della vergogna

I racconti dei testimoni, con i video e le foto dell’accaduto che girano nei social e anche con quanto riferito dal più autorevole dei giornali israeliani, Haaretz. «Gli attivisti ebrei hanno alimentato le fiamme ma la polizia israeliana ha acceso l’incendio del Monte del Tempio». La versione di Benyamin Netanyahu riferita da Michele Giorgio è che, martedì notte, a Gerusalemme Est la polizia sarebbe stata costretta ad intervenire con pugno di ferro sulla Spianata di Al Aqsa «per fare un favore ai palestinesi musulmani». Senza pudore il premier israeliano mente e respinge le proteste arabe e internazionali che grandinano su Israele. La protesta di un gruppo di giovani palestinese alla porta della moschea usata come scusa per dare il via all’attacco di un schieramento predisposto di picchiatori in divisa. Polizia ufficiale e miliziani volontari, ‘fascio-avanguardisti’ arruolati da Ben Gvir.

La stampa internazionale

«Si è sfiorato un massacro» denuncia Walid, proprietario di un negozio di souvenir a Bab Qattanin. «Mio fratello era lì e si è salvato per miracolo da percosse, manganellate e calci. Mi ha detto che i poliziotti sono entrati con violenza, senza rispetto nella Al Qibli (la moschea di Al Aqsa, ndr) e hanno cominciato a colpire tutti» ha raccontato. Un raid compiuto da dozzine di agenti in assetto antisommossa che, raccontavano altri palestinesi, non ha risparmiato nessuno. «C’erano anziani, donne e bambini per l’itikaf (durante il Ramadan i fedeli rimangono di notte all’interno delle moschee per pregare e leggere il Corano, ndr)». I poliziotti  hanno lanciato granate assordanti e gas lacrimogeni e arrestato circa 350 palestinesi, buttandoli a terra e legando loro le mani dietro la schiena.

Oltre 200 i feriti, alcuni in gravi condizioni. Un filmato mostra l’infermeria della Spianata totalmente devastata. I soccorritori hanno detto di aver potuto raggiungere i feriti solo dopo due ore.

Quando sarà raggiunto il ‘troppo’?

Lettura politica, «I governanti israeliani e (il ministro della sicurezza) Ben Gvir hanno voluto affermare con la violenza che la sovranità sulla Spianata è solo di Israele». Ma lo sqadrismo si rivela a perdere. Oltre alla Giordania, custode di Al Aqsa, hanno protestato contro Israele anche l’Egitto, alcuni paesi del Golfo e l’Arabia saudita. «Quanto è accaduto mina gli sforzi di pace», hanno fatto sapere da Riyadh. E la vantata normalizzazione dei rapporti con l’Arabia saudita a cui punta Netanyahu si allontana un po’ di più. Da New York il segretario generale dell’Onu Guterres si è detto «scioccato» per le violenze delle forze di sicurezza israeliane nella moschea di Al-Aqsa.

Questa notte il bis per arrivare a cosa?

Squadrismo ripetuto. Fonti di agenzie internazionali e ‘Pagine Esteri’. La polizia israeliana ha circondato la Spianata della moschea al Aqsa impedendo ai palestinesi di età superiore ai 40 anni di accedervi per le preghiere e ha effettuato altri arresti. E le proteste per i raid dei poliziotti nel luogo santo si sono estese a diverse località palestinesi in Israele, ad Amman in Giordania e in Siria. Da Gaza sono stati lanciati razzi verso il sud di Israele e questa mattina all’alba l’aviazione israeliana ha bombardato il campo profughi di Nuseirat.

Dubbi trasversali

«La nuova guardia nazionale israeliana è un problema», titola il Foglio. La milizia di Ben Gvir è intervenuta in modo violento, e questo è un pericolo per il paese, dice il capo della polizia. Gli scontri selvaggi già raccontati prima. Ma ora il capo di quei poliziotti, Kobi Shabtai, è preoccupato. «Se la guardia nazionale sarà una milizia autonoma che risponde solo al ministro e non alla polizia, assisteremo alla deflagrazione delle forze dell’ordine israeliane dall’interno». «Scollegare (la guardia nazionale) dal comando della polizia sarebbe un pericolo per la sicurezza personale dei cittadini, uno spreco di risorse e la causa di problemi sia a livello di formazione delle forze che nell’ambito del loro funzionamento operativo sul campo».

Ma per come è scritta la proposta, la guardia nazionale viene presentata come un corpo concorrente alla polizia. Duemila agenti quasi tutti ancora da reclutare, candidati solo uomini e donne sostenitori militanti dell’ultradestra di Ben Gvir.

L’Europa finalmente preoccupata

«Stiamo seguendo da vicino che cosa sta succedendo in Israele e nei territori palestinesi occupati. L’Europa è fortemente preoccupata per l’aumento delle tensioni e della violenza che abbiamo visto nella notte all’interno dell’area della Moschea Al-Aqsa. Allo stesso tempo condanniamo nei termini più forti possibili l’attacco di razzi da Gaza su Israele». Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione, cercando di proporre come pareggio di un dispari clamoroso e selvaggio.

https://www.youtube.com/watch?v=buceKNwUUHM&ab_channel=euronews%28inItaliano%29

Sorgente: Israele, lacrimogeni e manganelli nella moschea Al Aqsa –


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