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Intesa sui corridoi umanitari. Putin: «Distruggeremo l’anti-Russia dell’Occidente». Zelensky: «Parliamoci». Sirene d’allarme a Kiev. A Kharkiv colpite tre scuole, Odessa teme un attacco dal mare, a Kherson il sindaco negozia la resa. Si teme per le centrali nucleari, appello Aiea a Mosca. E la Corte dell’Aja apre un procedimento ma verso tutte le parti e dal 2013. Biden contrario alla no-fly zone: «Sarebbe la guerra mondiale»

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Se l’Europa va a sbattere contro il nazionalismo

Marco Bascetta

Se non vuole uscirne più sfigurata di quanto già non sia l’Ue dovrà respingere la tentazione di servirsi ancora una volta delle spinte nazionaliste in un gioco tutto interno agli schemi della geopolitica. La compattezza “contro” non corrisponde affatto a una condivisione “per” e l’allargamento a est ha già imposto pesanti zavorre politiche

Internazionale

Guerra, labour e sinistra sempre più lontani

Leonardo Clausi

A Londra il movimento per fermare la guerra. Ma non si accettano critiche all’atlantismo del partito, rischio espulsione: il leader laburista Starmer contro la Stop the war coalition, un tempo presieduta da Corbyn. Il modo per dare un giro di vite alla (sua) sinistra

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La via della pace si apre con altri strumenti

Massimo Villone

Si pone una domanda sulla compatibilità con la Costituzione della linea emersa dalle dichiarazioni di Draghi e dalla risoluzione approvata in parlamento sul conflitto in Ucraina. Una domanda legittima, che non vede risolti tutti i dubbi in uno scenario di guerra che può incidere sugli equilibri geopolitici globali

Per la Camera Trump cospirò per capovolgere le elezioni

Marina Catucci

Il comitato ristretto che indaga sull’assalto a Capitol Hill, giunge alle sue conclusioni: l’allora presidente è colpevole di «cospirazione criminale». Ora la palla passa alla Corte distrettuale: l’obiettivo è accedere a 11mila mail del suo avvocato, John Eastman

Italia

Friday for Future e Collettivo di Fabbrica insieme per clima, lavoro e no alla guerra

Riccardo Chiari

Due giornate di mobilitazioni, il 25 marzo nelle piazze italiane e il 26 marzo con un corteo a Firenze, seguendo un filo rosso che lega la transizione ecologica a quella lavorativa, e naturalmente il “No” ai conflitti armati. Le due realtà convergono in vista dello Sciopero globale per il clima e di una nuova manifestazione delle tute blu fiorentine.

Economia

Tim, Labriola scorpora. Borsa e sindacati critici

Massimo Franchi

Il Cda con Vivendi e Cdp vota unanime il piano del nuovo ad con la divisione in due società: una della rete e una dei servizi. Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom: si privatizzano gli utili e si socializzano i debiti

Riforma del Csm, la fronda per il sorteggio

Andrea Fabozzi

Nelle audizioni in commissione sugli emendamenti Cartabia, il centrodestra fa blocco con la corrente che lo ha proposto nell’Anm. E prepara le sue proposte che rischiano di spiazzare la maggioranza

ANNIVERSARI

Quesiti che fanno il vuoto nelle aule

Rossano Astremo

Alla vigilia dell’anniversario della nascita, 5 marzo 1922, il poeta resta ancora una figura scomoda e che appare troppo complessa per la scuola italiana. La sua figura assume l’aspetto di un’entità nebulosa all’interno delle scuole italiane, con poche pagine dedicate nei manuali e nelle antologie. Eppure nessuno come lui ha raccontato i giovani e riflettuto sul significato della giovinezza nel suo tempo

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La cospirazione del bene contro la falsa pace

Andrea Bagni

Qualche giorno fa, a Firenze, è arrivato per il forum sul “Mediterraneo frontiera di pace”, l’ex ministro dell’interno Minniti, l’autore del Memorandum Italia-Libia, che ha finanziato i lager e le relative torture. L’ex ministro è oggi in Leonardo, uno dei maggiori venditori di armi del mondo. Era un incontro di vescovi e sindaci per parlare di un “mare di pace”. Di pace, con Minniti

Erdogan, Israele e Cina equilibristi

Alberto Negri

Tre Stati per la mediazione internazionale: Ankara è membro Nato, Tel Aviv risente del peso di Mosca in Medio Oriente, Pechino non vuole compromessa la sua strategia economica. L’ex capo del Mossad Halevy: per gli Usa é il momento di «salvare la faccia a Putin». Non lo merita ma così il conflitto si allarga. Anche con l’arrivo di armi europee

Per un cessate il fuoco non solo temporaneo

Giulio Marcon

In piazza per la pace e contro Putin, consapevoli che non si pone fine a questa guerra con l’invio di armi da parte dei governi (incluso il nostro), e prima con l’espansione della Nato

Sorgente: il manifesto del 04.03.2022 – il manifesto


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