AMICA CINA. MA FINO A CHE PUNTO? – Lettera da Mosca

AMICA CINA. MA FINO A CHE PUNTO? – Lettera da Mosca

14 Marzo 2022 0 Di ken sharo

AMICA CINA. MA FINO A CHE PUNTO?

di Darya Nuriyeva     La Cina è uno dei pochi Paesi che non ha imposto sanzioni alla Russia e ha promesso di continuare la cooperazione economica. I Presidenti dei due Stati parlano regolarmente di amicizia “senza confini”, ma gli economisti avvertono che sotto sanzioni la dipendenza della Russia dalla Cina potrebbe aumentare. Inoltre, non si sa quanto durerà questa amicizia se smetterà di essere vantaggiosa per la Cina. Ecco in quali aree della Russia sarà ora difficile fare a meno dell’aiuto della Cina e cosa questo può portare.

 

Da quasi dieci anni la Russia cerca di costruire relazioni di fiducia con la Cina, soprattutto dopo la nomina di Xi Jinping a capo del Partito comunista cinese nel 2013. Ai colloqui tra i leader dei due Paesi nel 2019, il Presidente cinese ha affermato che Vladimir Putin è il suo più caro amico e la Russia è il Paese che lui ha visitato più volte. All’inizio di febbraio 2022 Putin ha tenuto ulteriori colloqui con Xi Jinpinge i due leader hanno ribadito che l’amicizia dei loro Paesi “non ha confini” e “non ci sono zone proibite” nella reciproca cooperazione. Dopo che Vladimir Putin ha annunciato l’inizio della “operazione speciale” in Ucraina il 24 febbraio, la Cina ha dichiarato di rispettare la sovranità e l’integrità territoriale di tutti gli Stati. Allo stesso tempo, però, non ha aderito alle sanzioni occidentali e Xi Jinping ha di recente affermato che le sanzioni contro la Russia danneggiano tutti.

Il sinologo Leonid Kovacic ritiene che il sostegno politico del Cremlino sia molto importante per la Cina. “La Russia non ha voltato le spalle alla Cina quando il mondo intero l’ha accusata di essere all’origine dell’emergenza del Coronavirus”, afferma. “La Cina, però, dovrà mantenere un certo equilibrio per non rovinare le relazioni non solo con l’Ucraina ma con l’intera Unione Europea”. Ora la Cina non rifiuta il commercio con la Russia, ma quale potrebbe essere il pericolo di legami così esclusivi di fronte alle sanzioni?

Nonostante la stretta collaborazione, non si può dire che le relazioni economiche tra Russia e Cina si svolgano su un piano di parità. La Cina è stato il principale partner commerciale della Russia negli ultimi 12 anni, secondo il Global Times. Allo stesso tempo, nel 2021, la Cina rappresentava circa il 18% del fatturato commerciale totale della Russia, mentre la quota della Russia nel fatturato commerciale cinese era solo del 2%. Secondo l’Amministrazione generale delle dogane della Cina, il fatturato commerciale tra Russia e Cina nei primi due mesi del 2022 è aumentato del 38,5%, a 26,431 miliardi di dollari; le esportazioni verso la Russia sono cresciute del 41,5% in due mesi, a 12,62 miliardi di dollari; e le importazioni di beni e servizi russi – del 35,8%, a $ 13,81 miliardi. Nel 2021, il commercio tra i due Paesi è aumentato del 35,9% rispetto all’anno prima e ammontava a $ 146 miliardi. Dal 2010, il volume degli scambi tra i due Paesi è cresciuto del 167%, con la crescita più significativa osservata negli ultimi anni. Il mese scorso, durante la visita di Vladimir Putin alle Olimpiadi di Pechino, i due Paesi hanno detto di voler portare il volume degli scambi bilaterali a 250 miliardi di dollari entro i prossimi due anni.

La Cina ora assicura che intende mantenere “normali relazioni commerciali con la Russia”, ma non si è mai trovata, prima, a dover scegliere tra la Russia e l’UE o gli Stati Uniti come partner commerciale. Oleg Buklemishev, direttore del Center for Economic Policy Research presso la Facoltà di Economia dell’Università statale di Mosca, ritiene che “con la chiusura per la Russia dello sbocco occidentale a causa delle sanzioni, i cinesi possono conquistare il mercato russo, perché un vuoto è impossibile. Un aumento della loro quota è inevitabile, così come la loro espansione in nuove aree. Tuttavia, va inteso che le fabbriche cinesi per la maggior parte lavorano con lo sguardo verso Occidente, che per loro è una priorità. Per noi russi i cinesi non rinunceranno ai mercati occidentali”Temur Umarov, esperto di Cina e Asia centrale presso il Carnegie Moscow Center, ritiene inoltre che “le organizzazioni cinesi, fortemente legate all’economia globale, non sono pronte a scambiare questo per il dubbio privilegio di violare le sanzioni e cooperare con le aziende russe. Non sarebbe vantaggioso per loro”.

Sorgente: AMICA CINA. MA FINO A CHE PUNTO? – Lettera da Mosca

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