Super Tuesday, Biden vince in 8 Stati ed è avanti in Texas. Sanders tiene in California | corriere.it

Super Tuesday, Biden vince in 8 Stati ed è avanti in Texas. Sanders tiene in California | corriere.it

4 Marzo 2020 0 Di Luna Rossa

Super Tuesday, Biden vince in 8 Stati ed è avanti in Texas. Sanders tiene in California

L’ex vicepresidente compatta il fronte moderato: ora la corsa democratica è una gara a due con il senatore socialista del Vermont. Flop di Bloomberg e Warren

di Giuseppe Sarcina

Dal nostro corrispondente
WASHINGTON — Probabilmente sarà la California a salvare la campagna di Bernie Sanders. Ma il Super Martedì dà slancio a Joe Biden. L’ex vice presidente vince in otto Stati sui 14 chiamati al voto. E con lo spoglio ancora in corso è in testa anche in Texas, sia pure di poco sul leader «socialista democratico». Nelle prossime ore si faranno i conti sui delegati: ce n’erano 1.357 in palio. Secondo le stime del New York Times, Biden salirebbe a 647 delegati scavalcando Sanders (580). Il debuttante Michael Bloomberg si fermerebbe a 127 ed Elizabeth Warren a 102. Ma in ogni caso alcuni risultati politici sono chiari. Innanzitutto il flop di Bloomberg. L’imprenditore miliardario pensava di poter seppellire gli avversari con il peso della sua esperienza di manager e dei suoi 500 milioni di dollari investiti in un’operazione faraonica. Bloomberg, nella nottata italiana, ha fatto sapere che oggi mercoledì 4 marzo, valuterà con i suoi consiglieri «come proseguire».

Sconfitta rovinosa per Elizabeth Warren, solo terza addirittura nello Stato che rappresenta in Senato, il Massachusetts e tagliata fuori praticamente ovunque, coast to coast. Ha funzionato, invece, il ricompattamento dell’area moderata. Lo stesso Biden ha riconosciuto di aver vinto in Minnesota, grazie ad Amy Klobuchar. La senatrice di questo Stato del midwest si è ritirata dalla corsa e ha appoggiato l’ex numero due di Barack Obama alla vigilia del Super Tuesday. Più difficile, al momento, misurare il travaso dei consensi di Pete Buttigieg, anche lui uscito dalla gara per convergere sul nuovo front-runner. Questa tornata cruciale ci consegna una mappa geopolitica spaccata in due dal fiume Mississippi. Ad est ci sono le terre di Biden. Il filotto del Sud, Virginia, North Carolina, Tennessee, Alabama: gli afroamericani sono andati alle urne e hanno fatto lievitare le percentuali di «Joe». Sulla costa Est, la sorpresa del Massachusetts, a Nord quella del Minnesota. E poi la striscia centrale, dove è consistente il peso dei bianchi: Arkansas, l’Oklahoma (dove Sanders aveva vinto contro Hillary Clinton nel 2016). E infine la grande sorpresa del Texas, in bilico fino all’ultimo.

Ad ovest ecco i presidi di Sanders: Colorado, Utah e il pezzo più pregiato: la California. Sull’altra costa ha piantato una sola bandierina, nel suo cortile di casa, il Vermont. C’è un’America spaccata anche in verticale, per generazioni. I giovani tra i 18 e 29 stanno con Bernie, e questo si era capito. Ma il Senatore del Vermont, 78 anni, praticamente rimbalza tra gli anziani. Il profilo di Biden è speculare: inesistente tra i ragazzi e le ragazze; leader assoluto per la terza età. In ogni caso lo scontro non è risolutivo. Ma le posizioni si sono capovolte. Nel giro di dieci giorni Biden passa dalla periferia al centro della scena. Si ritrova alla testa di una coalizione geografica e alla guida di un blocco sociale che al momento appaiono più ampi rispetto a quelli del suo avversario.

Sanders, in sostanza, si aggrappa alla California e deve ringraziare il voto anticipato. Circa 4 milioni di cittadini del Golden State si erano espressi nei giorni scorsi. L’11%, per esempio, aveva scelto Buttigieg: schede che sarebbero potute andare a Biden e che, invece, non saranno conteggiate. «Bernie» non è riuscito a convincere «Elizabeth» a farsi da parte, stringendo un’alleanza per non disperdere le potenzialità dell’area radical. La senatrice ha fatto sapere ai suoi supporter di guardare avanti e pensare alle prossime primarie. Vedremo se oggi cambierà idea. I risultati mostrano che Biden ha ulteriori margini di miglioramento. Nelle prossime settimane lo aspettano le prove di New York e della Florida. Le sue performance in Massachusetts e nel Maine (dove contende il primato a Sanders) dimostrano che ha fatto breccia anche tra i liberal. E’ importante anche aver messo un piede nel Nord industriale, nel Minnesota, dove quattro anni fa Sanders stracciò Hillary. Ma Nevada e ora California hanno messo in luce le difficoltà di Biden con i latinos. Nei prossimi giorni avrà la possibilità di radicare in modo più capillare la rete territoriale, specie se Bloomberg si farà da parte e lo finanzierà.

Sorgente: corriere.it

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