Picchiati da Casapound, rifiutano il risarcimento: “Meglio il processo dei soldi, siamo antifascisti” – La Stampa

Picchiati da Casapound, rifiutano il risarcimento: “Meglio il processo dei soldi, siamo antifascisti” – La Stampa

4 Giugno 2019 0 Di Luna Rossa

L’aggressione avvenuta a Palazzo Marino. Sul banco degli imputati anche l’editore Francesco Polacchi di Altaforte che ha pubblicato la biografia di Matteo Salvini

Al processo in corso a Milano contro alcuni militanti di Casapound accusati di aver aggredito alcuni militanti di sinistra, le parti lese hanno rifiutato il risarcimento extragiudiziale offerto dagli imputati: 1.800 euro. Filippo Santino Masi e Jorge Castro Carasaz, il primo esponente dell’Anpi e il secondo rappresentante di un’associazione in difesa dei migranti, secondo l’accusa, vennero picchiati nel giugno di due anni fa dentro Palazzo Marino, a Milano, da alcuni militanti di Casapound, tra cui l’editore di `Altaforte´ Francesco Polacchi. Quest’ultimo, già al centro di una polemica per la sua presenza al Salone del Libro di Torino come editore di una biografia di Matteo Salvini, è accusato di lesioni personali aggravate. Con lui sono imputati altri sette rappresentanti dell’associazione di estrema destra, accusati, a vario titolo, di resistenza a pubblico ufficiale e getto pericoloso di cose. Il giudice della settima sezione penale del Tribunale milanese ha poi rinviato al prossimo 9 luglio per la decisione su alcune eccezioni preliminari.

. L’episodio risale al 29 giugno di due anni fa, quando alcuni militanti di Casapound fecero irruzione durante una seduta del Consiglio comunale a Palazzo Marino aggredendo poi due persone a calci e pugni. Per far ritirare la costituzione di parte civile i legali degli imputati hanno offerto alle due vittime 1400 e 400 euro, come compensazione per i danni subiti . Ma le due vittime si sono rifiutate. Tra loro ,Filippo Santino Masi, un settantenne militante dell’Anpi: «Non ho intenzione di accettare alcun risarcimento. Io faccio parte dell’Anpi, quella gente lì l’ho sempre contestata, ho sempre combattuto i fascisti, non li posso vedere».

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