Congresso della famiglia a Verona, il capogruppo della Lega in Consiglio si dimette per protesta – La Stampa

17 Marzo 2019 0 Di Luna Rossa

La spiegazione: «le affermazioni fatte da alcune persone chiamate come relatori, che hanno equiparato omosessualità a satanismo sono agghiaccianti»

DANILO GUERRETTA
verona

La Lega è nata per ottenere l’autonomia delle regioni, non per sindacare su temi etici o famigliari. Se va avanti così torneremo a tempi antichi dove le donne fanno solo le schiave degli uomini». Mauro Bonato, consigliere comunale a Verona ha motivato con questa frase le sue dimissioni da capogruppo della Lega, in dissenso con l’organizzazione del XXIII Congresso mondiale delle famiglie in programma nel capoluogo scaligero dal 29 al 31 marzo. L’ex capogruppo ha spiegato che «le affermazioni fatte da alcune persone chiamate come relatori, che hanno equiparato omosessualità a satanismo sono agghiaccianti». Il riferimento è soprattutto alle dichiarazioni della scrittrice Silvana de Mari che aveva paragonato «l’atto sessuale tra due persone dello stesso sesso a una forma di violenza fisica usata anche come pratica di iniziazione al satanismo» e alle posizioni ultra conservatrici del pastore antiabortista americano Jim Garlow.

I fan di Fontana

Bonato attacca anche il ministro veronese della Famiglia Lorenzo Fontana e spiega che «se voleva fare un convegno coi suoi fan lo poteva fare, ma senza il supporto delle istituzioni pubbliche e, in particolare, del Comune di Verona che deve avere a cuore tutti e non soltanto una parte». Bonato era stato eletto capogruppo in consiglio comunale dopo due mandati in Parlamento, nel 2018 era stato espulso dal partito ma per un cavillo del regolamento comunale era rimasto alla guida dei consiglieri leghisti. «Bonato non è della Lega e parla esclusivamente a nome di sé stesso – precisa Gianantonio da Re, segretario veneto del partito -. Se il suo nome è associato a quello della Lega è solo per un cavillo regolamentare del Comune, che ne impedisce la rimozione dai gruppi consiliari».

Da Re come tutti i big veneti del Lega ha confermato la presenza alla tre giorni di Verona a fianco dei ministri Salvini e Fontana. «Non discuto sugli orientamenti sessuali delle persone che sono libere di fare quello che vogliono – spiega – . Ma sia ben chiaro che il ruolo centrale e fondamentale della famiglia tradizionale non può essere messo in discussione». L’appuntamento veronese si preannuncia blindato per le contestazioni da parte delle associazioni che difendono i diritti omosessuali. In occasione della conferenza stampa di presentazione dell’evento alcuni attivisti del circolo veronese «Pink» sono stati allontanati dai vigili urbani e della Digos dopo un blitz in municipio.

Sorgente: Congresso della famiglie a Verona, il capogruppo della Lega in Consiglio si dimette per protesta – La Stampa

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