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L’Iran ha attaccato Israele1 ma i droni lanciati erano stati annunciati con diverse ore di anticipo permettendo ad Iron Dome di neutralizzarli, eccezion fatta per una base militare nel deserto 2 , come confermano anche fonti militari di Tel Aviv. Parliamo di una installazione nevralgica per il sistema militare israeliano3,  che ospita gli aerei di ultima generazione F-35 oltre ad attività di spionaggio. In sintesi il 99 per cento degli obiettivi per l’esercito israeliano non è stato raggiunto, anche se non vengono fornite informazioni sulla base militare nel deserto che ospita i caccia da guerra recentemente acquistati dagli Usa.

Ma cosa è Iron Dome?

Iron Dome è costituito da una decina di sistemi di difesa mobili installati su tutto il territorio israeliano, spostabili a seconda delle necessità, ciascuno chiamato in gergo batteria, ed è composto da tre componenti: un sistema di radar, un centro di controllo ed elaborazione dati e tre o quattro unità di fuoco, ognuna delle quali può contare su 20 missili e può essere poi ricaricata.

Il sistema è di produzione israeliana ma si avvale anche di tecnologia statunitense; gli Usa a loro volta hanno altri sistemi attivi nel Mediterraneo a conferma che l’attacco, annunciato, dell’Iran è soprattutto un atto dimostrativo non avendo raggiunto per altro alcun obiettivo militare (visto che gli obiettivi civili erano esclusi in partenza – al contrario di Israele che attraverso la Intelligenza Artificiale ha distrutto ospedali, scuole e interi quartieri a Gaza). E a conferma di quanto scritto è bene ricordare che nelle ore successive al lancio di droni è stato diramato un comunicato delle autorità iraniane per spiegare come l’operazione sia una risposta all’attacco israeliano contro la ambasciata persiana a Damasco e abbia preso di mira il centro informazioni da cui è partita la realizzazione dell’attacco in Siria (stesso discorso vale per la base aerea israeliana di Nevatim).

Biden, interrompendo il suo weekend, ha riunito i vertici dei servizi segreti e della Difesa dichiarando il totale sostegno a Israele: “Il nostro impegno per la sicurezza di Israele contro queste minacce provenienti dall’Iran e dai suoi alleati è ferreo”.

L’attacco aereo israeliano all’ambasciata iraniana in Siria non era stato annunciato, e ha ucciso tre alti generali iraniani e numerosi altri funzionari, trattasi dell’ennesima violazione della sovranità nazionale della Siria ma soprattutto un attacco diretto al territorio iraniano.

Biden firma un assegno in bianco al regime israeliano per operare indisturbato, e con il sostegno militare Usa e non solo in Medio Oriente.

Proprio nei giorni scorsi Il Wall Street Journal riferiva che la Marina degli Stati Uniti stava rafforzando la sua già consistente flotta in Medio Oriente inviando altri due cacciatorpedinieri nella regione, uno dei quali è dotato di un sistema antimissile Nato di produzione Usa (Aegis).

“Chiunque ci faccia del male, noi gli faremo del male”, ha promesso giovedì il primo ministro Benjamin Netanyahu mentre visitava le truppe in una base aerea militare israeliana. “Siamo preparati… sia difensivamente che offensivamente”.

Veniamo da mesi nei quali Israele ha attaccato Siria, Libano, Yemen, non c’è stata alcuna pressione diplomatica per prevenire ulteriori atti di aggressione; gli Stati Uniti si sono mossi solo nell’ottica di far agire senza alcun disturbo Israele con il sostegno attivo di Francia e Gran Bretagna.

Sempre nei giorni scorsi coloni israeliani armati hanno effettuato diversi attacchi nella Cisgiordania occupata, uccidendo decine di palestinesi, bruciando case e consegnando numerosi uomini e donne alla polizia israeliana che li ha subito arrestati ricorrendo al famigerato fermo amministrativo che permette la detenzione per anni senza alcun processo.

Sempre in questi giorni molti convogli umanitari destinati a Gaza sono stati bloccati impedendo il rifornimento di generi di prima necessità e medicinali alla popolazione civile.

È evidente siamo davanti a nuovi scenari di guerra e appare lampante la differenza tra l’operato Usa e degli israeliani, che prenderanno a pretesto un’azione dimostrativa per scatenare brutali escalation allargando il fronte di guerra.

E ne sia conferma quanto riportato dal The Times of Israel che annuncia la riunione del Gabinetto di guerra israeliano per stabilire tempi e modalità di una risposta alla iniziativa iraniana, certi che a fianco di Israele ci saranno Francia, Usa e Gran Bretagna che avevano da giorni messo a disposizione di Gerusalemme i loro sistemi antimissilistici .

1 Ne ha dato notizia il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) L’Iran conferma l’attacco con decine di droni e missili su Israele – RT (esrt.space)

2 L’Iran afferma di colpire obiettivi israeliani “con successo” (VIDEO) – RT (esrt.space)

3 Perché l’Iran ha attaccato la base israeliana di Nevatim – IN PRIMO PIANO – L’Antidiplomatico (lantidiplomatico.it)

Di:  da lafionda.org