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L’Alta Corte di Londra ha sentenziato che gli Stati Uniti dovranno fornire maggiori garanzie nello svolgimento del processo

di Nicol Degli Innocenti

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Stella Assange: “Julian se non verra’ salvato rischia di finire come Navalny”

LONDRA – L’ultimo capitolo della lunga storia di Julian Assange deve essere ancora scritto. L’Alta Corte di Londra stamani ha rinviato al 20 maggio una decisione sull’estradizione negli Stati Uniti del fondatore di Wikileaks, lasciando però aperta la possibilità di un ultimo appello in Gran Bretagna.

I giudici, che avrebbero dovuto dare il loro verdetto finale oggi, hanno deciso di prendere tempo per chiedere delucidazioni e assicurazioni alle autorità Usa su come Assange verrebbe trattato se fosse estradato, imprigionato e processato negli Stati Uniti.

L’Alta Corte chiede in particolare che Assange possa ricorrere al primo emendamento della Costituzione Usa, che tutela la libertà di espressione, che non sia penalizzato a causa della sua cittadinanza australiana, e che, se sarà ritenuto colpevole, non sarà in alcun caso condannato a morte.

«Se non riceveremo queste assicurazioni, allora concederemo il diritto all’appello e ci sarà una nuova udienza», hanno scritto i giudici.

Wikileaks e i capi di imputazione negli Usa

Il Governo americano chiede da anni l’estradizione di Assange, che intende processare per spionaggio e pirateria informatica, accuse che potrebbero portare a una condanna a decenni di prigione. Wikileaks nel 2010 e 2011 aveva pubblicato centinaia di migliaia di documenti e video riservati relativi alle guerre in Afghanistan e in Iraq, oltre a comunicazioni segrete tra diplomatici Usa. Contro di lui 18 capi di imputazione, per ognuno dei quali potrebbe essere condannato a dieci anni di carcere.

La decisione dei giudici è «sconvolgente», ha detto stamani davanti alle Royal Courts of Justice Stella Assange, la moglie. «I giudici hanno chiesto un intervento politico degli Stati Uniti, che vogliono una vendetta contro un giornalista che ha rivelato il vero costo umano della guerra -, ha aggiunto -. E’ un attacco contro la libertà di stampa».

I legali di Assange hanno sempre insistito che Wikileaks ha pubblicato i documenti nell’interesse pubblico per rivelare crimini di guerra e abusi dei diritti umani da parte di soldati e personale Usa che altrimenti sarebbero rimasti segreti. Come il video che dimostra che nel 2007 un elicottero militare Apache ha ucciso numerosi civili a Baghdad, tra cui due giornalisti della Reuters.

Se i giudici avessero concesso l’estradizione negli Usa oggi, come i legali di Assange temevano, il suo trasferimento sarebbe avvenuto in tempi brevi, dato che sia il Governo britannico che la Corte Suprema avevano già dato via libera nel 2022.

Prospettiva complicata per Assange

Le prospettive però non sembrano rosee per Assange: i giudici infatti non hanno accettato la teoria della difesa che il fondatore di Wikileaks è stato “perseguitato” per anni a causa delle sue opinioni politiche. E, secondo alcuni legali, è difficile immaginare che dei giudici britannici possano respingere come inadeguate delle assicurazioni da parte degli Stati Uniti, il più stretto alleato della Gran Bretagna.

Già nel 2021 i giudici dell’Alta Corte avevano respinto l’istanza della difesa che un processo negli Usa sarebbe una “vendetta politica” e non potrebbe essere equo: accogliere la tesi degli avvocati di Assange sarebbe infatti una critica implicita al sistema legale americano. La Corte Suprema aveva confermato il verdetto e l’allora ministra dell’Interno Priti Patel aveva dato il via libera all’estradizione.

I giudici allora avevano anche accettato le garanzie offerte dagli Usa che Assange se estradato non sarebbe stato soggetto a misure «eccessivamente repressive» e che se condannato avrebbe potuto essere trasferito in un carcere in Australia per scontare la pena nel Paese dove è nato.

Il fondatore di Wikileaks è rinchiuso nel carcere di massima sicurezza di Belmarsh a Londra da quasi cinque anni. Per sette anni si era rifugiato nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra per sfuggire all’estradizione. Nel 2019 però l’Ecuador gli aveva tolto lo status di rifugiato politico e Assange era stato arrestato dalla polizia britannica e trasferito a Belmarsh.

Se i giudici il 20 maggio dovessero rifiutare l’appello, l’unica possibilità di evitare l’estradizione negli Usa sarebbe stata una «ingiunzione di emergenza» alla Corte Europea dei diritti umani.

Sorgente: Assange: corte londinese concede appello contro estradizione negli Usa – Il Sole 24 ORE

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