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Le notizie di giovedì 8 febbraio sul conflitto tra Israele e Hamas, in diretta. Media Gaza: raid di Israele su Rafah e Deir Balah, 14 morti. Netanyahu: «Ho ordinato all’esercito di avanzare verso Rafah».

(articolo in aggiornamento)

• È il 123° giorno di guerra: oltre 27.800 le persone uccise a Gaza. In Israele, 1.200 morti nell’attacco del 7 ottobre
• Sono stati gli Usa a uccidere capo Hezbollah a Baghdad
• Media Egitto: oggi al Cairo nuovi colloqui per la tregua
• A Rafah eliminato un capo della polizia di Hamas

Ore 17:03 – Ministro Difesa Israele: «Iran ha inviato denaro al capo di Hamas Sinwar»

Il ministro della Difesa di Israele, Yoav Gallant, ha affermato che l’Iran avrebbe trasferito milioni di dollari alla Striscia di Gaza, e che di questi un milione sarebbe andato al leader del movimento islamista palestinese Hamas, Yahya Sinwar. Lo ha riferito il quotidiano israeliano «Haaretz», secondo cui la dichiarazione e’ arrivata durante una visita di Gallant a un’unita’ della Direzione dell’intelligence militare delle Forze di difesa di Israele (Idf). «Dai materiali che abbiamo sequestrato a Gaza, abbiamo capito che Sinwar si occupa innanzitutto di se stesso», ha affermato il ministro. «Hamas sta combattendo, i cittadini di Gaza stanno soffrendo e Sinwar sta festeggiando con la sua famiglia grazie ai soldi iraniani», ha proseguito Gallant, aggiungendo: «Tutto questo e’ finito, Sinwar e’ diventato un terrorista latitante».

Ore 16:28 – Blinken ad Abu Mazen: «Sostegno Usa a Stato palestinese»

Gli Stati Uniti sostengono la creazione di uno Stato palestinese indipendente «come la via migliore per garantire pace e sicurezza durature sia per i palestinesi che per gli israeliani». Lo ha detto, in un incontro a Ramallah con il presidente dell’Autorità Palestinese Abu Mazen, il capo della diplomazia americana Antony Blinken.

Come si legge in una nota del Dipartimento di Stato, Blinken «ha espresso l’impegno degli Stati Uniti ad aumentare la fornitura di assistenza umanitaria salvavita ai civili a Gaza. Ha anche discusso i benefici derivanti dal rilancio dell’Autorità Palestinese». Infine, conclude la nota, il segretario di Stato «ha ribadito che gli Stati Uniti rifiutano qualsiasi spostamento forzato dei palestinesi da Gaza».

Ore 16:16 – Onu: «La creazione zona cuscinetto a Gaza è crimine guerra»

La distruzione da parte di Israele di tutti gli edifici palestinesi lungo il confine di Gaza con l’obiettivo di creare una «zona cuscinetto» è un crimine di guerra. È quanto denunciato dall’Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, Volker Turk. «La vasta distruzione di proprietà da parte di Israele, non giustificata da necessità militari e portata avanti illegalmente e sfrenatamente, costituisce una grave violazione della Quarta Convenzione di Ginevra e un crimine di guerra», ha sottolineato in una nota.

Ore 15:49 – leader Houthi: velivoli Usa e Regno Unito stanno aiutando Israele

Gli Houthi sono un gruppo armato appartenente a una variante dell’islam sciita, lo zaydismo, diffuso nello Yemen, e il loro nome deriva dal fondatore, Hussein al Houthi. Formalmente noto come Ansar Allah (I partigiani di Dio), il gruppo e’ stato formato negli anni ‘90 per combattere quella che vedevano come corruzione dell’allora presidente, Ali Abdullah Saleh. L’ex rais Saleh, sostenuto dall’esercito dell’Arabia Saudita – patria dell’islam sunnita che ospita due dei principali luoghi sacri religiosi, La Mecca e Medina – aveva cercato di eliminare nel 2003 i ribelli Houthi, che hanno ingaggiato una guerra civile a partire dal 2014 con il governo yemenita con sede ad Aden. (Res)

Ore 15:23 – H.Clinton: «Netanyahu non affidabile; dovrebbe andarsene»

«Netanyahu dovrebbe andarsene, non è un leader affidabile. È stato sotto il suo controllo che è avvenuto l’attacco del 7 ottobre. Se è un ostacolo a un cessate il fuoco, deve assolutamente andarsene». Lo ha detto l’ex segretaria di Stato Usa ed ex candidata alle presidenziali, Hillary Clinton a «Alex Wagner Tonight» di MSNBC in un’intervista rilanciata dal Times of Israel. A una domanda sui rapporti tra il presidente degli Stati Uniti Joe Biden con Netanyahu, l’ex first lady ha aggiunto che «Biden ha fatto tutto ciò che poteva fare per rispondere alle legittime preoccupazioni del popolo israeliano dopo il 7 ottobre, per allearsi con Israele di fronte a un attacco terroristico da parte di un’organizzazione terroristica. Ma penso che sia anche chiaro che Biden sta facendo tutto il possibile per influenzare Netanyahu», ha aggiunto.

Ore 15:15 – L’ Egitto potrebbe fornire sostegno logistico a missione Ue guidata da Italia

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha nuovamente contattato ieri sera il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah al Sisi, per la seconda volta in meno di due settimane. Secondo quanto appreso da «Agenzia Nova», i colloqui tra i due leader si sono focalizzati sulla delicata situazione del Medio Oriente, incluso il fascicolo relativo al Mar Rosso. L’Italia, infatti, avrà il comando tattico della missione militare aeronavale europea Aspides («scudo» in greco) volta a proteggere il traffico marittimo dalle incursioni dei ribelli yemeniti Houthi, che attaccano le navi commerciali occidentali nel tentativo di esercitare pressione su Israele per porre fine al conflitto a Gaza. Situato strategicamente sulle coste del Mar Rosso, l’Egitto ha oggettivamente un interesse nel porre fine agli attacchi alle navi che attraversano il vitale Canale di Suez, fonte di entrate valutarie annue per il Cairo stimabili intorno ai 10 miliardi di dollari.

Ore 15:09 – Egitto: «Non permetteremo esodo di palestinesi da Rafah»

Il portavoce del ministero degli Esteri egiziano, Ahmed Abu Zeid, ha riaffermato oggi che il Cairo è preoccupato per il potenziale tentativo di fuga di massa da parte degli abitanti di Gaza attraverso il confine quando le forze israeliane espanderanno le loro operazioni a Rafah. In un’intervista con il canale egiziano al Ghad, Ahmed Abu Zeid ha affermato che l’Egitto vede la situazione nella regione meridionale di Rafah, a Gaza, come “insostenibile e catastrofica”. “I continui attacchi israeliani su aree densamente popolate creeranno una realtà invivibile. Lo scenario dello spostamento di massa è una possibilità. La posizione egiziana su questo argomento è stata molto chiara e diretta: siamo contrari a questa politica e non la permetteremo”, ha dichiarato.

Ore 14:48 – Gaza: «Oltre 27.800 morti»

Sarebbero almeno 27.840 i morti e 67.317 i feriti nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre. Questo il nuovo bilancio diffuso dal ministero della Salute di Gaza, sotto il controllo di Hamas, passati quattro mesi dall’inizio delle operazioni israeliane nell’enclave palestinese dopo l’attacco del 7 ottobre in Israele. Il bollettino viene rilanciato dalla tv satellitare al-Jazeera.

Ore 14:29 – Raisi: «Il bagno di sangue a Gaza porterà alla fine di Israele»

Secondo l’Iran, «il sangue dei martiri nella Striscia di Gaza» creerà una situazione che metterà fine ad Israele e «all’attuale ingiusto ordine mondiale». Lo ha affermato il presidente iraniano Ebrahim Raisi, come riporta Irna, durante un incontro con la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, alcuni funzionari iraniani e rappresentanti di alcuni Paesi islamici. «La guerra di genocidio e di uccisione di bambini a Gaza rivela la realtà della natura vuota delle affermazioni fatte dalle potenze occidentali riguardo al rispetto per i diritti umani ed evidenzia anche l’inefficienza delle organizzazioni internazionali», ha sottolineato il presidente della Repubblica islamica.

Ore 14:06 – Media: «Israele permetterebbe a Sinwar di andare in esilio»

Israele sarebbe disposto a permettere al leader di Hamas e mente del 7 ottobre Yahya Sinwar di andare in esilio in cambio del rilascio di tutti gli ostaggi e della fine della presenza di Hamas nella Striscia di Gaza. Lo riferisce la Nbc, che, citando sei “alti funzionari e consiglieri israeliani”, sostiene che il piano sarebbe in discussione da novembre. «Non ci importerebbe se Sinwar se ne andasse, come fece Arafat quando lasciò il Libano. Permetteremo che ciò accada purché tutti gli ostaggi vengano rilasciati», ha detto alla Nbc un consigliere del primo ministro Benjamin Netanyahu, riferendosi al leader dell’Olp che ottenne il permesso di salpare lasciare Beirut per andare a Tunisi nel 1982. Secondo quanto riferito, la settimana scorsa Israele ha detto ai negoziatori americani a Parigi di avere una lista di sei leader di Hamas, tra cui Sinwar e Mohamed Deif, che vuole vedere fuori dalla Striscia di Gaza. La Nbc afferma che il piano non è mai arrivato ad Hamas, perché il gruppo terroristico ha già detto che non accetterebbe la soluzione dell’esilio.

Ore 13:56 – Libano, razzi sul nord di Israele, i caccia israeliani colpiscono postazioni Hezbollah nel sud

I caccia israeliani hanno colpito un’infrastruttura utilizzata dal movimento sciita libanese Hezbollah ad Al Khyam, nel sud del Libano, da dove in precedenza erano stati lanciati razzi verso Kyriat Shmona ed Hermon, nel nord di Israele. Lo riferiscono le Forze di difesa israeliane (Idf) su X, pubblicando materiale fotografico e video. Precedentemente, le Idf hanno colpito con l’artiglieria il sud del Libano. Durante l’operazione un militare e’ rimasto gravemente ferito e altri due in modo lieve.

Ore 13:54 – Mssione Ue nel Mar Rosso, Germania invia una fregata

La Germania invierà giovedì la sua fregata Hessen con un equipaggio di 240 soldati della Bundeswehr per la sua prevista partecipazione a una missione navale dell’Unione europea nel Mar Rosso per proteggere le navi mercantili dagli attacchi degli Houthi dello Yemen, lo ha detto il ministro della difesa tedesco Boris Pistorius. Alla fine di gennaio, il capo della politica estera dell`UE Josep Borrell ha dichiarato di aspettarsi una decisione sul lancio di una missione marittima dell`UE nel Mar Rosso in una riunione dei ministri degli Esteri del blocco il 19 febbraio. “La fregata Hessen parte oggi. Insieme a numerosi partner dell’UE vogliamo sostenere immediatamente l’operazione ASPIDES se l’UE e il Bundestag decideranno un mandato nel Mar Rosso entro questo mese”, ha citato Pistorius su X. detto. La nave trasporta anche una squadra composta da due elicotteri Sea Lynx, oltre a un’équipe medica, marines e un cappellano.

Ore 13:25 – Blinken in Israele incontra le famiglie degli ostaggi

Giunto al termine della sua missione in Israele, il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha incontrato oggi a Tel Aviv familiari di ostaggi di Hamas a Gaza che hanno anche cittadinanza americana. Secondo quanto riferito dalla radio pubblica israeliana Kan, questi gli hanno chiesto che gli Stati Uniti esercitino tutta la loro influenza sul Qatar per raggiungere un accordo con Hamas. È stata inoltre discussa, secondo l’emittente, la questione degli aiuti umanitari a Gaza, mentre in Israele si attende ancora di sapere se ostaggi che sono malati cronici abbiano mai ricevuto da Hamas le medicine inoltrate per loro su iniziativa del Qatar e della Francia. Al termine dell’incontro un portavoce delle famiglie ha detto a Kan che Blinken ha mantenuto un tono di cauto ottimismo.

Ore 12:15 – Media: «Israele apre all’esilio per Sinwar in cambio di ostaggi»

Israele sarebbe disposto a lasciare che il leader militare di Hamas, Yahya Sinwar, vada in esilio in cambio del rilascio di tutti gli ostaggi e della fine del governo di Hamas a Gaza. Lo riporta SkyNews citando quanto riferito da sei funzionari e consiglieri senior israeliani a Nbc News. L’idea dell’esilio per aprire la strada a un nuovo organo di governo di Gaza deradicalizzato è «sul tavolo» da novembre, secondo un altro consigliere senior del governo israeliano.

Il governo israeliano ha promesso di uccidere Sinwar e Mohammed Deif, i leader che hanno diretto l’attacco terroristico del 7 ottobre. L’ipotesi di mandare in esilio Sinwar con altri quattro leader sarebbe emersa come possibile mezzo alternativo per rimuovere la leadership di Hamas da Gaza. Netanyahu – ricorda Sky News – ha già respinto un’idea del genere in passato sostenendo che la guerra finirà solo quando figure come Sinwar non saranno eliminate.

Ore 11:45 – Mssili anti-carro lanciati da Hezbollah: feriti 3 soldati dell’Idf

È di 3 soldati israeliani feriti il bilancio di un attacco con missili anti-carro lanciato dal gruppo libanese Hezbollah nella zona di Kiryat Shmona, in Israele. Lo ha annunciato l’esercito israeliano (Idf), come riporta il Times of Israel, precisando che dei tre, un sottufficiale è rimasto gravemente ferito mentre altri 2 soldati sono lievemente feriti.

Ore 11:25 – Sale il numero di palestinesi uccisi a Gaza, sono oltre 27.800

Sale il numero delle vittime palestinesi a Gaza: sono 27.840 secondo l’ultimo dato comunicato dalle autorità sanitarie della Striscia, gestite da Hamas. I feriti sono 67.317. Nelle ultime 24 ore sono morte 130 persone e 170 sono state ferite.

Ore 11:06 – Israele libera 71 palestinesi arrestati a Gaza

Israele ha rilasciato 71 palestinesi arrestati durante le operazioni militari nella Striscia di Gaza, tra cui 19 donne: lo ha reso noto la polizia di frontiera dello Stato ebraico. I detenuti, arrestati in diverse zone del Territorio costiero, sono stati liberati attraverso il valico di Kerem Shalom.

Ore 10:18 – Hamas: «Una nostra delegazione al Cairo per i colloqui»

Una delegazione di Hamas è arrivata questa mattina al Cairo per «completare i colloqui relativi al cessate il fuoco». Lo ha fatto su Telegram la fazione islamica spiegando che la delegazione «è guidata dal leader Halil al-Khaya».

Ore 10:01 – Giornalista palestinese ucciso insieme al figlio in un raid

Un giornalista palestinese è stato ucciso assieme al figlio in un raid dell’Idf a Gaza. Nafez Abdel Jawad, che lavorava per la televisione palestinese, è morto ieri sera quando l’esercito israeliano ha colpito un edificio residenziale nel quartiere di al-Salam a Deir el-Balah, nel centro della Striscia di Gaza. Anche il suo unico figlio è morto nell’attacco aereo e sono stati segnalati altri feriti. Più di 122 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi a Gaza dallo scoppio della guerra in ottobre.

Ore 09:00 – Idf: «Catturati a Khan Younis due assalitori del 7 ottobre»

L’esercito israeliano ha affermato che le truppe della Brigata Commando hanno catturato decine di «sospetti agenti terroristici» nella parte occidentale di Khan Younis tra cui «due terroristi che hanno partecipato all’assalto del 7 ottobre» e un «altro membro della forza d’élite Nukhba di Hamas». Ne dà notizia il Times of Israel. Sempre durante le operazioni a Khan Younis, l’Idf ha affermato che il commando Maglan ha «ucciso due uomini armati da distanza ravvicinata e poi ha individuato e ucciso un terzo agente sul tetto di una scuola». I paracadutisti e le brigate Givati hanno poi ucciso «più di 20 agenti di Hamas durante un’offensiva contro le sedi del gruppo», ha riferito l’esercito israeliano.

Ore 08:49 – Palestinese armato ucciso dai militari Israele in Cisgiordania

Un uomo armato palestinese che avrebbe aperto il fuoco contro le truppe israeliane vicino alla città di Dayr Sharaf, in Cisgiordania, è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dai militari dello Stato ebraico, secondo quanto riferito da fonti sanitarie locali citate dal Times of Israel. Alcuni media locali in lingua ebraica hanno aggiunto che altri due palestinesi sono rimasti feriti nello stesso incidente, dagli spari dell’aggressore o dei soldati verso l`uomo armato. Nessun militare è rimasto ferito.

Ore 08:39 – Media egiziani: «Oggi al Cairo nuovi colloqui per la tregua»

Oggi al Cairo si terranno nuovi negoziati per raggiungere una tregua nella Striscia di Gaza e liberare i prigionieri palestinesi e gli ostaggi israeliani, rapiti il 7 ottobre scorso. Lo riferisce l’emittente egiziana «Al Qahera News», senza pero’ indicare i nomi dei partecipanti. L’incontro avviene mentre Israele ha rigettato la proposta del movimento islamista palestinese Hamas per il rilascio degli ostaggi e per la cessazione delle ostilita’. In precedenza, il capo del Servizio d’informazione statale dell’Egitto, Dia Rashwan, ha detto che Hamas ha formulato una proposta «complessa», nel quadro dei negoziati per una tregua con Israele. La controproposta del gruppo palestinese consisterebbe in «tre fasi che terminano con il cessate il fuoco completo e lo scambio di ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi». Rashwan ha inoltre affermato che «l’Egitto sta comunicando con tutte le parti coinvolte, in particolare Israele e Hamas, per risolvere eventuali ostacoli». «Siamo molto vicini a un accordo», ha affermato Rashwan.

Ore 08:07 – Onu: «Attacchi a Rafah peggiorerebbero quello che è già un incubo umanitario»

Attacchi a Rafah peggiorerebbero quello che è già un incubo umanitario nella zona dove più della metà della popolazione di Gaza ha cercato rifugio dalle bombe israeliane. Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, esprimendo estrema preoccupazione per il potenziale attacco militare di Israele nella città nel sud di Gaza.

Ore 07:51 – Drone Usa uccide tre dirigenti di Hezbollah

(Guido Olimpio) Il raid di un drone Usa a Bagdad ha ucciso tre dirigenti del movimento filoiraniano Kataeb Hezbollah.

1. La conferma di una rappresaglia prolungata da parte di Washington: il gruppo è accusato di aver condotto l’incursione contro una base americana in Giordania, tre i soldati morti.
2. I target sono stati raggiunti, hanno precisato le fonti, dopo un lavoro di intelligence condotto da tempo.
3. Washington, se da un lato manda un messaggio alle milizie e al tutore iraniano, dall’altro deve mettere in conto le contromosse degli avversari. Un ciclo senza fine. Negli ultimi mesi sono stati oltre 160 gli attacchi delle fazioni.
4. Un dettaglio operativo. Alcuni esperti non hanno escluso che nello strike sia stato usato una versione speciale dell’Hellfire, l’R9X: è un missile privo di testata bellica ma ha delle «lame» che si aprono prima dell’impatto. Questo per ridurre i rischi di effetti collaterali. Tuttavia, non c’è certezza, anche perché il veicolo è esploso e questo farebbe pensare ad un’arma «tradizionale».

Ore 06:19 – Putin rassicura ebrei russi: «Lavoro per liberare ostaggi a Gaza»

Il presidente russo Vladimir Putin ha detto mercoledì ai leader della comunità ebraica russa che Mosca ha ottenuto «risultati concreti» negli sforzi diplomatici per liberare gli ostaggi coinvolti nel conflitto tra Israele e Hamas. Lo hanno riferito le agenzie di stampa russe. Le agenzie hanno riferito che Putin ha fatto questi commenti in un incontro con il rabbino capo della Russia, Berl Lazar, e il capo della Federazione delle comunità ebraiche, Alexander Boroda. Putin ha detto che la Russia ha sfruttato i suoi contatti con l’ala politica di Hamas.

Ore 04:05 – Blinken: «Israele non ha licenza disumanizzare gli altri»

Gli attacchi di Hamas del 7 ottobre scorso non danno a Israele «la licenza per disumanizzare gli altri», ha affermato il segretario di Stato americano Antony Blinken.

«Gli israeliani sono stati disumanizzati nel modo più orribile il 7 ottobre – ha detto Blinken ieri in una conferenza stampa a Tel Aviv, citata dai media internazionali -. Da allora gli ostaggi sono stati disumanizzati ogni giorno, ma questa non può essere una licenza per disumanizzare gli altri», ha sottolineato il segretario di stato Usa.

Ore 03:57 – Media Gaza: raid di Israele su Rafah e Deir Balah, 14 morti

L’agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno 14 persone sono morte e altre decine sono rimaste ferite ieri sera in bombardamenti effettuati da aerei israeliani su Rafah e su Deir al-Balah, nel sud e nel centro della Striscia di Gaza.

Ore 03:35 – Usa: «Nostro l’attacco in cui è morto il capo Hezbollah a Baghdad»

È stato un attacco militare statunitense a uccidere ieri sera a Baghdad un comandante Kataib Hezbollah, «responsabile degli attacchi contro le forze americane nella regione». Lo afferma il Comando Centrale degli Stati Uniti. L’attacco è stato effettuato da un drone contro un veicolo a Baghdad, confermano funzionari statunitensi e iracheni. Non ci sono indicazioni di danni collaterali o vittime civili, ha affermato il Comando Centrale nella sua dichiarazione.

La polizia irachena ha detto che all’interno del veicolo c’era almeno un’altra persona che non è stata identificata. L’identità del comandante Kataib Hezbollah non è stata ancora resa nota. Funzionari della polizia locale di Baghdad hanno detto che l’attacco ha colpito un suv ad Al-Mashtal, un quartiere a maggioranza sciita nella parte orientale di Baghdad. L’attacco è avvenuto mentre gli Stati Uniti stavano pianificando attacchi di ritorsione contro i miliziani sostenuti dall’Iran che il mese scorso avevano lanciato un drone contro un avamposto americano in Giordania uccidendo 3 soldati americani. Gli Stati Uniti avevano attribuito l’attacco a un gruppo di milizie appoggiate dall’Iran chiamato Resistenza Islamica in Iraq. Le due persone che si trovavano all’interno del veicolo non sono state identificate perché i corpi sono completamente carbonizzati dall’incendio scoppiato in seguito all’attacco, ha detto la polizia.

Ore 03:14 – Blinken, la missione: il nervosismo, l’incontro fallito con i generali e i (soliti) proclami di Netanyahu

(di Davide Frattini, corrispondente da Gerusalemme) Il Mossad ha ricevuto il documento. Il Mossad sta valutando. Per rendere ancora più impersonali i comunicati i portavoce di Benjamin Netanyahu avrebbero potuto usare il termine l’Istituto, come la maggior parte degli israeliani chiama i servizi segreti. Eppure la scelta finale sulla possibile intesa con Hamas non spetterà mai a David Barnea, il capo delle spie. Come scrive Anshel Pfeffer: «La decisione su uno scambio di prigionieri, siano pochi o tanti, alla fine ricade solo sul primo ministro», quello che da queste parti considerano «il lavoro più difficile del mondo». L’editorialista del quotidiano Haaretz ripercorre le posizioni espresse in passato da Bibi, com’è soprannominato, quand’era a capo del governo e quando stava all’opposizione. Non riesce a ricostruire una strategia coerente.

Leggi qui l’articolo completo.

Ore 02:56 – Blinken mette in guardia Netanyahu: «Non infiammare tensioni»

Il segretario di Stato Usa Antony Blinken afferma di aver messo in guardia il premier israeliano Benyamin Netanyahu da azioni che «infiammano le tensioni». Blinken invita Israele a considerare i civili «prima di tutto» in qualsiasi operazione a Rafah, l’area a sud della Striscia dove stasera Netanyahu ha annunciato che andrà l’esercito israeliano.

Ore 02:31 – Arabia: rapporti con Israele solo se riconosce Palestina

L’Arabia Saudita ha comunicato agli Stati Uniti che non avrà relazioni diplomatiche con Israele finché non terminerà «l’aggressione» nella Striscia di Gaza e venga riconosciuto uno Stato palestinese indipendente con i confini del 1967 e Gerusalemme Est come capitale. Lo ha detto ieri il Ministero degli Esteri di Riad, citato dai media internazionali. In una dichiarazione separata l’ambasciatore saudita nel Regno Unito, Khalid bin Bandar, ha dichiarato alla Bbc che Riad è interessata a normalizzare le relazioni con Israele dopo la guerra, ma che qualsiasi accordo deve portare alla creazione di uno Stato palestinese.

Ore 02:06 – Israele, il «no» di Netanyahu alla tregua: «Le condizioni di Hamas? Deliranti»

(di Davide Frattini, corrispondente da Gerusalemme) La leva obbligatoria più lunga perché la guerra durerà a lungo. Lo Stato Maggiore israeliano vuole aggiungere almeno quattro mesi alla ferma delle reclute (fino a un totale di 36 anche per le donne che servono nelle unità combattenti) e ampliare i periodi in divisa dei riservisti. Più soldati per un conflitto che va avanti, come ribadisce il premier Benjamin Netanyahu: «Siamo vicini alla vittoria totale, non è questione di anni». Dice di avere «il cuore in frantumi per gli ostaggi», ma respinge gli appelli delle famiglie per una tregua immediata e uno scambio di prigionieri a qualunque prezzo. Il prezzo definito dai capi di Hamas è secondo il primo ministro «delirante»: «Un accordo porterebbe solo a un altro massacro, i terroristi non sopravviveranno a Gaza». Così ha ordinato all’esercito «di avanzare verso Rafah», la città al confine con l’Egitto dov’è ormai ammassato l’85 per cento della popolazione nella Striscia.

Leggi qui l’articolo completo.

Ore 01:51 – Hamas conferma: «Una nostra delegazione diretta al Cairo»

Una delegazione di Hamas, guidata dall’esponente dell’ufficio politico del gruppo Khalil al-Hayya, andrà al Cairo per colloqui con i mediatori di Egitto e Qatar. E’ quanto ha confermato Osama Hamadan, esponente di Hamas in Libano, in una conferenza stampa a Beirut di cui dà notizia la tv satellitare al-Jazeera dopo le parole arrivate dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo il quale «Hamas non sopravviverà a Gaza». Da ore si rincorrono notizie sulla presenza domani o nei prossimi giorni al Cairo di esponenti di Hamas. Nelle scorse ore il sito di notizie israeliano Ynet, citando il giornale Al Araby Al Jadeed, riferiva che nella capitale egiziana ci sarebbe stato domani il leader politico di Hamas, Ismail Haniyeh.

Ore 01:31 – Hamas: «Netanyahu spaccone, vuole proseguire il conflitto, siamo pronti a tutto»

Le parole di Benjamin Netanyahu sono «una forma di spavalderia politica» e mostrano la sua «intenzione di portare avanti il conflitto nella regione». Lo ha detto Sami Abu Zuhri, alto funzionario di Hamas, dopo la conferenza stampa del primo ministro israeliano. Lo riporta Sky News. «Siamo pronti ad affrontare tutte le opzioni», ha aggiunto.

Ore 01:10 – Netanyahu: «Siamo vicini alla vittoria totale, è questione di mesi e non di anni»

Netanyahu ha promesso una «vittoria schiacciante» su Hamas. «Siamo sulla strada di una vittoria completa. La vittoria è a portata di mano», ha affermato in conferenza stampa, prevedendo che la vittoria sarà «questione di mesi» non di anni. Gli obiettivi della guerra, ha ribadito, sono «distruggere Hamas, riportare a casa gli ostaggi e assicurare che Hamas non sia più una minaccia per Israele». Netanyahu ha lodato i risultati «senza precedenti» ottenuti dall’esercito a Gaza, annunciando che, dopo Khan Yunis, le Idf sono pronte a combattere anche a Rafah. «Continueremo fino alla fine, non c’è altra soluzione diversa da una vittoria completa» e sarà «una vittoria per tutto il mondo libero». Gli ostaggi sono una priorità, ha detto Netanyahu e la maggiore pressione militare aumenterà la possibilità della loro liberazione. Quando al futuro di Gaza, «il giorno dopo è il giorno senza Hamas», ha dichiarato Netanyahu, sottolineando di volere che la Striscia sia demilitarizzata.

Ore 00:59 – Netanyahu: «Ho ordinato all’esercito di avanzare verso Rafah»

«Ho detto a Blinken che Israele è ad un passo dalla vittoria totale». Lo ha detto il premier Benyamin Netayahu ribadendo che l’obiettivo è la «vittoria totale di Israele». Il premier ha poi annunciato di aver dato ordine all’esercito di avanzare verso Rafah, nel sud della Striscia, ad un passo dall’Egitto, ed ha confermato che «solo la pressione militare agisce per la liberazione degli ostaggi. I nostri soldati non sono caduti invano».

«Molti della Comunità internazionale ci hanno detto che non riusciremo, che è è stato un errore entrare nella Striscia, che non elimineremo Hamas senza uccidere migliaia di persone. Tutto quello che ci hanno detto che era impossibile – ha aggiunto Netanyahu – abbiamo invece mostrato che è possibile». «Solo la vittoria totale – ha aggiunto garantirà la sicurezza di Israele. Nel dopo Hamas ci sarà la smilitarizzazione della Striscia e il controllo civile non sarà affidato a chi istiga. Israele si riserva il diritto di entrare quando le necessità lo richiedono». «Ho detto a Blinken – ha proseguito – che l’Unrwa va sostituita».

Ore 00:27 – A Rafah eliminato un capo della polizia di Hamas

Un razzo israeliano ha centrato ieri nel rione Shabura di Rafah (nel sud della striscia di Gaza) l’automobile di un capo della polizia di Hamas, Majdi Abdel-Al, provocandone la morte. Lo hanno riferito fonti locali secondo cui l’ufficiale comandava la stazione di polizia di Shabura nonché le unità speciali attive nella città. La sua uccisione segue quella di sei agenti della polizia di Hamas colpiti due giorni fa, con un attacco identico, mentre viaggiavano su una jeep in un altro rione di Rafah. Con questi attacchi, sostengono fonti locali, Israele mira ad ostacolare tentativi di Hamas di mantenere il controllo sulla città.

Ore 00:06 – Media Egitto: domani al Cairo nuovi colloqui per la tregua

Oggi al Cairo si terranno nuovi negoziati per raggiungere una tregua nella Striscia di Gaza e liberare i prigionieri palestinesi e gli ostaggi israeliani, rapiti il 7 ottobre scorso. Lo riferisce l’emittente egiziana «Al Qahera News», senza pero’ indicare i nomi dei partecipanti. La notizia giunge mentre sembrerebbe vicino un nuovo accordo tra il movimento islamista palestinese Hamas e Israele per il rilascio degli ostaggi e per la cessazione delle ostilità. In precedenza, il capo del Servizio d’informazione statale dell’Egitto, Dia Rashwan, ha detto che Hamas ha formulato una proposta «complessa», nel quadro dei negoziati per una tregua con Israele. La controproposta del gruppo palestinese consisterebbe in «tre fasi che terminano con il cessate il fuoco completo e lo scambio di ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi». Rashwan ha inoltre affermato che «l’Egitto sta comunicando con tutte le parti coinvolte, in particolare Israele e Hamas, per risolvere eventuali ostacoli». «Siamo molto vicini a un accordo», ha affermato Rashwan.

Sorgente: Israele – Hamas in guerra, le notizie di oggi | Media Gaza: raid di Israele su Rafah e Deir Balah, 14 morti- Corriere.it

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