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Il prefetto lo ha sospeso ma la maggioranza gli esprime solidarietà. Indagati anche due dipendenti comunali e cinque imprenditori

di Chiara Marasca

Terremoto giudiziario a Palma Campania, in provincia di Napoli, dove il sindaco Aniello Donnarumma è finito stamane agli arresti domiciliari. Le accuse che, a vario titolo, hanno portato all’esecuzione, da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna, di  un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal Gip del Tribunale di Nola, su richiesta della locale Procura, sono quelle di corruzione, turbata libertà degli incanti, falso in atto pubblico, depistaggio e subappalto non autorizzato. Tra gli altri indagati due dipendenti comunali e cinque imprenditori. Queste le misure applicate: due arresti domiciliari, tre  divieti di dimora, tre divieti di contrattare con la Pubblica Amministrazione per la durata di un anno.

Sospensione e solidarietà

Il prefetto, Michele di Bari, a seguito dell’ordinanza, ha accertato la sussistenza a carico del primo cittadino della causa di sospensione di diritto dalla carica. Pertanto – si spiega in una nota diramata dalla Prefettura – «ai sensi della vigente normativa sugli enti locali, il sindaco viene sostituito in tutte le sue funzioni dal vice sindaco». Ma Donnarumma incassa la solidarietà dei consiglieri di maggioranza: «I consiglieri comunali di maggioranza e gli assessori, in relazione alle vicende giudiziarie odierne, esprimono solidarietà e vicinanza al sindaco. Confidando nell’operato della magistratura, auspicano una rapida definizione della vicenda giudiziaria, convinti che Nello Donnarumma chiarirà, quanto prima, la propria posizione innanzi alla autorità giudiziaria»: è quanto si legge in una nota.

Le gare «truccate»

Il provvedimento cautelare arriva al termine di un’indagine condotta tra il 2021 ed il 2022 dal Nucleo Investigativo con l’ausilio della Stazione di Carbonara di Nola: l’inchiesta avrebbe svelato la gestione irregolare dell’attività amministrativa, connotata dal sistematico asservimento dei pubblici poteri ad interessi particolaristici e di natura clientelare. Nel mirino degli investigatori svariate procedure di gara, per la manutenzione stradale, la cura delle aree verdi, i lavori di ristrutturazione presso edifici scolastici e le operazioni di carotaggio su fondi interessati dallo sversamento di rifiuti. Gli appalti sarebbero stati turbati in modo da predeterminarne l’esito in favore degli imprenditori “amici”. L’accusa punta il dito anche contro diversi episodi di corruzione: l’aggiudicazione di appalti di lavori, servizi e forniture, avrebbe avuto luogo in cambio di denaro o altre utilità.

L’affidamento di «lavori superflui»

Il sindaco, secondo l’accusa, avrebbe chiesto assunzioni presso alcune ditte e in una nota catena di discount in cambio dell’affidamento di servizi e lavori definiti superflui in quanto già espletati dal comune stesso.
In un’altra occasione si sarebbe speso per un’assunzione nelle fila della polizia municipale di un agente indicato da uno degli imprenditori indagati.
Tra i servizi affidati grazie alla sua intercessione figura anche quello relativo all’elargizione dei buoni spesa per il Covid-19 (le indagini riguardano gli anni 2021 e 2022) e il servizio per i contributi per i canoni di locazione. Poi ci sono i servizi di pulizia e igiene ambientale e di guardiania dei locali del municipio e degli immobili comunali.

La gestione dei fondi pubblici

«Da qua ai prossimi 6-7 mesi… arrivano venti milioni di finanziamento, ma chi li gestiamo, io e te?», avrebbe detto Donnarumma, intercettato, all’imprenditore Antonio Nunziata, indagato e destinatario di una misura interdittiva. La conversazione tra i due, risalente al 20 dicembre 2021, viene interpretata dagli inquirenti emblematica della volontà di voler continuare a gestire in maniera illecita i fondi pubblici con la collaborazione, spontanea o meno, dei dirigenti comunali.

Chi è il sindaco

Aniello Donnarumma, detto Nello, 38 anni, di Fratelli d’Italia, è stato riconfermato nel maggio scorso alla guida della giunta comunale. Consigliere comunale dal 2013, eletto per la prima volta sindaco nel 2018 con una lista civica, ha poi aderito al partito di Giorgia Meloni. Su X si definisce «giovane sognatore innamorato della sua terra». In passato è finita sotto i riflettori la sua politica di gestione dell’immigrazione. La precedentemente nutrita comunità di bengalesi di Palma Campania, nei primi anni della sua amministrazione era infatti sensibilmente diminuita a seguito di una serie di provvedimenti adottati: tra questi l’imposizione dell’esame di italiano per tutti gli esercenti commerciali.

Sorgente: Corruzione e appalti «truccati», agli arresti domiciliari il sindaco di Palma Campania Nello Donnarumma | Corriere.it

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