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di Marco Pondrelli

Su ‘il sole 24 ore’ del 27 aprile Rita Fatiguso a proposito della telefonata fra Xi Jinping e Zelensky ha scritto: ‘la diplomazia cinese avanza, inesorabile’. È la constatazione di un dato di fatto, fino a pochi anni fa le maggiori crisi internazionali potevano essere risolte o meno sono con l’intervento degli Stati Uniti, oggi in molti guardano alla Cina come una speranza per la pace.

Per proporre una via diplomatica non bastano delle buone idee, occorre poter mettere sul tavolo delle trattative qualcosa di più. La Cina ha dalla sua non solo la forza militare ma anche, e sopratutto, quella economica. La via della seta è un messaggio mandato a Kiev, come sembra che Xi Jinping abbia detto al Presidente ucraino non ci sono solo Nato e Ue si può guardare anche ad est. La Cina rappresenta non solo una via d’uscita al conflitto ma anche una speranza di progresso e sviluppo. Quella ucraina è prima di tutto una guerra civile che gli Stati Uniti hanno voluto accendere per colpire l’Europa e la Russia, questa conflitto è cresciuto su di un Paese che già prima del 2014 era in crisi, un Paese che perdeva popolazione e in cui alle grandi ricchezze degli oligarchi corrispondeva una povertà diffusa. Inoltre il conflitto sta colpendo pesantemente anche l’Europa, per questo molti paesi iniziano a guardare con simpatia al piano cinese, il cui prestigio a livello internazionale sta crescendo. Sempre su ‘il sole 24 ore’ Ugo Tramballi sosteneva che il tentativo cinese ‘è parte di quell’educazione di una superpotenza in fieri, alla quale la Cina si sta sottoponendo da qualche tempo’.

Più in generale questo dimostra come il mondo sia sempre più multipolare. La riapertura del dialogo fra Iran e Arabia Saudita ne è la dimostrazione. In medioriente la contrapposizione fra queste due nazioni rappresentava un grosso elemento di instabilità e conflitto, l’apertura del dialogo sta portando ad una soluzione della guerra in Yemen, ad un raffreddamento del fronte siriano, potrebbe anche rappresentare una risposta a molti dei problemi del Libano e anche una soluzione al conflitto in Palestina. Storicamente il medioriente ha spesso e volentieri preceduto le dinamiche mondiale e questo fa ben pensare.

È pensabile che anche in Ucraina possano esserci risultati positivi? Ad oggi è difficile dirlo. L’amicizia senza limiti fra Cina e Russia porta a ipotizzare che le mosse della diplomazia cinese siano state se non concordate almeno oggetto di confronto con Mosca, non casualmente l’inviato speciale cinese dovrebbe essere Li Hui ex ambasciatore in Russia. Nonostante questi legami con la Russia la Cina ha argomenti per convincere anche la contro parte, pensiamo a quello che è successo fra Iran e Arabia Saudita, il rapporto con Teheran è molto forte, ma i sauditi sanno che se vogliono sviluppare un’industria nazionale devono guardare verso Pechino. Allo stesso modo la Cina potrà aiutare la ricostruzione dell’Ucraina e lo sviluppo del Paese.

Così come è difficile capire se questo processo partirà e ancora più difficile capire come e dove si potrà concludere, ci sono dichiarazione di principio, come quelle dell’integrità territoriale, a cui la Cina non può rinunciare ma che andranno tradotte nelle condizioni date. Se l’obiettivo è bloccare la guerra e garantire la sicurezza russa, anche una soluzione coreana oggi potrebbe essere accettabile. Quello che la Cina riconosce sono le linee rosse di Mosca e i suoi interessi strategici, è il punto da cui partire per costruire la pace. Comunque finisca il tentativo cinese è il primo mattone (o meglio il secondo dopo quello mediorientale) che segna la nascita di un nuovo mondo, sarebbe importante che questo venisse capito anche dalla politica italiana ma forse questo è, al momento, chiedere troppo.

Sorgente: La goccia cinese continua a scavare. Editoriale – Marx21