UNIONE INQUILINI DENUNCIA ALL’ONU LE CONDIZIONE DEI MIGRANTI BRACCIANTI NELLE BARACCOPOLI DEL SUD

27 Aprile 2020 0 Di marco zinno

27 aprile 2020 – La questione dei braccianti sfruttati nella filiera agricola nella Piana di Gioia Tauro in Calabria arriva sul tavolo della Relatrice Speciale ONU per il Diritto ad un Alloggio Adeguato Leilani Farha, del Relatore Speciale ONU per il Diritto alla Salute e del Relatore Speciale ONU per il Diritto dei Migranti Felipe González Morales per mano di Michelangelo Di Beo e Luca Scarselli della Segreteria Nazionale Unione Inquilini e dal coordinatore globale dell’Alleanza Internazionale degli Abitanti Cesare Ottolini. “Una richiesta di intervento urgente per proteggere il Diritto alla Salute e alla Casa dei migranti nel Sud Italia in tempo Covid 19.”Si perché la situazione delle baraccopoli sta diventando sempre più drammatica e gli appelli lanciati da Unione Inquilini nel mese scorso attraverso la relazione della Segreteria Nazionale Unione Inquilini, sulla base dei dati raccolti dalle associazioni Medici per i diritti umani, Mediterranean Hope, programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), Sanità di Frontiera e Csc Nuvola Rossa, Co.S.Mi. (comitato solidarietà migranti) inviata al Presidente del consiglio, Ministro della salute, Ministro dell’interno e ai sindaci dei comuni di San Ferdinando e Rosarno, non ha avuto alcuna risposta. Ora la parola passa ai relatori Onu che, date le evidenze segnalate nel documento Unione Inquilini, siamo certi assumeranno iniziative nei confronti del Governo italiano.Nella lettera la denuncia parte dalle condizioni igienico sanitarie delle baraccopoli dove nel caso si presentasse caso di Covid-19 la diffusione sarebbe incontrollabile, la carenza di acqua potabile corrente e di fornitura di rete elettrica rende il tutto molto problematico.Per questo si richiede subito lo smantellamento delle baraccopoli e il trasferimento delle persone in strutture adeguate anche attraverso la requisizione di immobili pubblici o privati altrimenti provvedere a garantire la fornitura di acqua potabile e i dispenser per la disinfezione delle mani, aumentare il numero delle tende, erigere un presidio sanitario, uno spazio per la quarantena e maggiorate il numero dei servizi igienici.Si tratta di un grido disperato, i braccianti impiegati nel settore agricolo, sfruttati da anni e mai regolarizzati, non possono rischiare di pagare con la vita le inadempienze del nostro paese.

Unione Inquilini

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