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Tav, corteo arriva nella zona rossa del cantiere di Chiomonte: tentativi di forzare i cancelli. Perino: “I sassi? Un regalo a Salvini” – Diretta – Il Fatto Quotidiano

Il corteo – che arriva a pochi giorni dall’annuncio del via libera di Giuseppe Conte e poche ore dopo la lettera di conferma inviata dal Mit alla Commissione europea – si è diviso in due tronconi subito dopo l’abitato di Giaglione: una parte ha imboccato i sentieri che si inerpicano sul fianco di una montagna, il resto intende restare sullo stradone principale. I manifestanti sono alcune migliaia, 15mila secondo gli organizzatori

È in corso la manifestazione contro il Tav che dal campeggio allestito vicino a Venaus sta tentando di raggiungere il cantiere di Chiomonte, protetto da una zona rossa presidiata da giorni da circa 500 poliziotti, passando per i sentieri della Val Clarea. Il corteo – tra 10 e 15mila persone – dopo l’arrivo nell’abitato di Giaglione si è diviso in due tronconi: una parte ha imboccato i sentieri che si inerpicano sul fianco di una montagna, il resto intende restare sullo stradone principale. Chi ha proseguito è arrivato fino ai cancelli della zona rossa, dove – incappucciati e vestiti di nero – alcuni attivisti tentano di distruggere i cancelli installati per proteggere il cantiere armati di motoseghe e flessibili. La polizia ha risposto con l’uso di idranti e lacrimogeni per disperdere la folla.

Temendo disordini, la questura di Torino ha schierato 500 agenti e mirato le sue analisi a comprendere i movimenti dei militanti dei centri sociali torinesi e bolognesi, oltre a possibili infiltrati, anche dei gilet gialli francesi. Prima della partenza il leader del Movimento No Tav, Alberto Perino, si è augurato che la manifestazione sia “bella” ma “partecipata” e “fatta con la testa, non con la pancia”. Chiaro il suo messaggio: “Chi oggi tira una pietra, una castagna o qualunque cazzata sappia che lo fa solo per fare un regalo a Salvini, non certo per i No Tav”. “Siamo qui – aggiunge – per ricordare che ci siamo, c’eravamo e ci saremo sempre”.

A metà mattinata, un fuggi fuggi generale si è generato quando un’acquazzone ha colpito il campeggio del Festival Alta felicità e ha convinto tanti campeggiatori a far ritorno a casa e rinunciare alla partecipazione al corteo. Prese d’assalto le navette che vanno e vengono dal campeggio alla stazione ferroviaria Susa. Ma in migliaia si sono comunque messi in marcia verso Chiomonte: bandiere, slogan e striscioni lungo i sentieri.

“Non ci siamo mai fatti prendere in giro, non ci sono governi amici anche se questo non significa che non avessimo sperato che le cose potessero cambiare dopo le parole di chi in campagna elettorale aveva promesso che il Tav non si sarebbe fatto”, dicono dal microfono. “E invece – aggiungono – ci ritroviamo a dover sentire stupidaggini a mezzo stampa su costi e opportunità. Non ci facciamo prendere in giro e a tutti i partiti, M5S in primis, diciamo che i giochi di potere e di poltrone non ci interessano.  Non accettiamo intimidazioni. Fermare il Tav tocca a noi”.

Proprio Perino, a proposito di Cinque Stelle, ha spiegato a chi gli chiedeva se avesse avuto contatti con il fondatore del Movimento: “Non mi interessa sentire Beppe Grillo, mi è bastata la sua dichiarazione – ha detto – Sono deluso perché lo stimavo e ora non lo stimo più. Non ho capito la sua presa di posizione”. La manifestazione arriva a pochi giorni dall’annuncio del via libera di Giuseppe Conte e poche ore dopo la lettera di conferma inviata dal Mit alla Commissione europea.

ORA PER ORA

16.58 Lancio di lacrimogeni per disperdere gli attivisti
La polizia ha iniziato un fitto lancio di lacrimogeni per disperdere i manifestanti che si erano assiepati davanti ai cancelli e stavano tentando di rompere le porte d’ingresso con flessibili e motoseghe

16.51 La polizia attiva gli idranti
Mentre il gruppo di attivisti arrivato fino ai cancelli prosegue nel tentativo di scardinare i cancelli con l’uso dei flessibili, un reparto di poliziotti – dall’altro lato dei cancelli – di tanto in tanto usa gli idranti per provare a far desistere i manifestanti dal loro intento di violare la zona rossa.

16.34 Primo tentativo di superare i cancelli
Armati di motoseghe, flessibili e martelli, alcuni No Tav stanno provando a smantellare uno dei cancelli installati dalle forte dell’ordine lungo i sentieri. Incappucciati e vestiti di nero, gli attivisti fino a questo momento stanno agendo indisturbati. Le forze di polizia seguono a distanza dall’altro lato della cancellata.

16.33 Manifestanti ai cancelli della zona rossa
I primi manifestanti No Tav che partecipano alla marcia partita da Venaus e diretti al cantiere Tav di Chiomonte sono arrivati al cancello di Giaglione mentre il grosso del corteo si trova ancora lungo il percorso.

16.10 Il corteo si divide in due
Si è diviso in due tronconi il corteo dei No Tav diretto al cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa. Subito dopo l’abitato di Giaglione una parte ha imboccato i sentieri che si inerpicano sul fianco di una montagna. Il resto intende restare sullo stradone principale. I manifestanti sono alcune migliaia. Uno speaker ha detto ‘Siamo 15000’.

Sorgente: Tav, corteo arriva nella zona rossa del cantiere di Chiomonte: tentativi di forzare i cancelli. Perino: “I sassi? Un regalo a Salvini” – Diretta – Il Fatto Quotidiano

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