«Ci sentiamo davvero sicuri sapendo che questa è l’apparente normalità?». Si chiude così un articolo di The Vision che analizza i post e i commenti pubblicati nel gruppo Facebook Il Finanziere. Come si può intuire dal nome, questo è un gruppo chiuso dedicato alla Guardia di Finanza a cui possono accedere tutti gli appartenenti alle Fiamme Gialle, i loro familiari e i simpatizzanti. Il nome del gruppo invece si riferisce, ma non sembra collegato, all’omonima rivista della Guardia di Finanza.

Da quando ha aperto nel 2010 sono stati oltre 16mila gli utenti che si sono iscritti. La redazione di The Vision è riuscita ad entrarci e a recuperare qualche screenshot. Frammenti di conversazione da cui emergono toni cupi, minacce verso Carola Rackete, verso il Pd, verso i migranti.

Certo, non è un mistero che dietro a uno schermo anche il più moderato dei commentatori si trasformi in un leone da tastiera. E non è nemmeno un mistero che sul web esistano gruppi o pagine di politici in cui certi toni vengono tollerati. Quello che però non torna è che molti degli autori di questi post appartengono alle forze dell’ordine.

Gli insulti a Carola Rackete: «Impiccagione x lei»

Uno degli argomenti tattati più di recente su questo gruppo è lo sbarco dei migranti a bordo della Sea Watch 3. Gli attacchi qui sono rivolti soprattutto a Carola Rackete, la capitana della nave. Parole che riflettono una razzismo e un sessimo quasi primitivi: «Sta troia di merda! Spero che quelli del mare gli abbiano dato molti consigli per gli acquisti!».

Fonte: Facebook | La copertina del gruppo “Il Finanziere”

E ancora: «Questa grande puttanazza ci à voluto sfidare perchè a capito che siamo un popolo». Sì, le frasi sono piene di errori grammaticali. Le abbiamo lasciate così, ma non è questo il punto più importante.

I parlamentari a bordo della Sea Watch 3

Le minacce e gli insulti sono rivolti anche ai parlamentari Pd, + Europa e Sinistra Italiana che erano a bordo della Sea Watch negli ultimi passaggi della rotta che l’ha portata al porto di Lampedusa. Secondo gli utenti del gruppo Facebook Il Finanziere gli uomini della Guardia di Finanza presenti sul luogo avrebbero dovuto seguire procedure diverse con loro.

«I Finanzieri dovevano mettere una bomba e farla saltare per aria assieme ai pidioti». Ma non solo: «LI DOVEVA BUTTARE IN MARE …..CON UN BLOCCHETTO AL COLLO..». Anche il caps lock è originale.

I due carabinieri accusati di stupro a Firenze

Non mancano anche i commenti per altri casi di cronaca che vedono coinvolti uomini delle Forze dell’Ordine. Uno di questi è quello dei due carabinieri di Firenze che erano stati accusati di stupro da due ragazze statunitensi. Uno dei due, Marco Camuffo, a gennaio è stato condannato a 4 anni e 8 mesi dal giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Firenze.

C’è chi non chiede all’impianto delle accuse: «Ma ancora credete alla favola dello stupro….. Sapeste quando sono ubriache queste ke combinano». Altri invece considerano il fascino della divisa ancora irresistibile: «Sono giovani in divisa a Firenze, chissà quanta fica possono avere».

Il gruppo è ancora aperto e vieta le barzellette

Al momento il gruppo fb Il Finanziere risulta ancora aperto. Per iscriversi bisogna rispondere a qualche domanda come: «Sei stato o sei un appartenente al corpo? O sei un familiare di un appartenente al corpo?».

Fonte: Facebook | Il regolamento del gruppo Facebook “Il Finanziere”

A fondarlo, come riporta la copertina, sarebbe stato tale Alessandro Capace, secondo LinkedIn sottoufficiale della Guardia di Finanza. Il regolamento ufficiale è contenuto in un file interno al gruppo, all’esterno si può solo leggere: «Non sono ammessi commenti o post fuori tema o inerenti a ogni forma politica. E altresì barzellette o post di battute di spirito di ogni tipo. Tali post verrano eliminati».

La replica della Guardia di finanza

«Il gruppo Facebook denominato “Il finanziere” non è assolutamente riconducibile alla Guardia di finanza», scrivono in una nota le fiamme gialle. «Si tratta evidentemente di un’iniziativa di singoli non necessariamente appartenenti al corpo. In merito, sono già stati avviati rigorosi accertamenti con l’interessamento dell’Autorità Giudiziaria competente».