Via della Seta, Xi è a Roma: nella sua visione l’Italia approdo nel Mediterraneo – Rai News

21 Marzo 2019 0 Di ken sharo

Il presidente cinese è giunto nella Capitale insieme alla First Lady Peng Liyuan. Le attese sono per la firma del memorandum d’intesa tra Italia e Cina per l’adesione all’inziativa Belt and Road: oltre seimila chilometri dall’Asia centrale all’Europa percorrendo le antiche rotte

21 marzo 2019 Xi Jinping è arrivato a Roma insieme alla First Lady e a una nutrita delegazione. Inizia, così, il viaggio del presidente cinese per la Nuova via della Seta. L’Italia è la prima tappa, seguiranno Montecarlo e la Francia. A Roma, Xi incontrerà il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (che questa mattina ha auspicato che l’intensificazione dei rapporti economici Italia-Cina passi dalla creazione di un contesto quanto più aperto e trasparente possibile), e le altre cariche istituzionali: il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e i presidenti di Senato e Camera, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico. Le attese sono per la firma del memorandum d’intesa tra Italia e Cina per l’adesione all’inziativa Belt and Road, la nuova Via della Seta, di connessione infrastrutturale euro-asiatica, al centro del dibattito politico in Italia nelle ultime settimane. Il nuovo imperatore con l’immagine popolare e bonaria Xi Jinping non è soltanto uno dei leader più potenti della Cina contemporanea, ma in patria ha saputo crearsi anche un’immagine popolare e bonaria, grazie al matrimonio con la cantante Peng Liyuan. Tanto che il loro amore è stato celebrato dalla popolare canzonetta “Xi Dada ama Peng Mama”. Potente come Mao Xi è uno dei leader più potenti della Cina del dopoguerra, a livello di Mao Zedong. Non a caso i suoi i suoi ‘pensieri politici’ sono stati inseriti nella costituzione cinese come quelli del fondatore del partito comunista. A suggellare il consolidamento della sua leadership è stata l’abolizione del limite massimo di due mandati presidenziali, approvata un anno fa, che gli permetterà di rimanere alla guida della Cina per lunghi anni, forse anche a vita. Abile e pragmatico, Xi vuole fare della Cina una superpotenza globale combinando il vecchio e il nuovo. E’ deciso a mantenere lo stretto controllo del partito comunista sull’intera società cinese, come sanno bene i dissidenti messi a tacere e gli esponenti della minoranza islamica degli uiguri inviati nei campi di rieducazione. Ma, allo stesso tempo, si presenta come alfiere del libero commercio internazionale e della crescita economica, anche attraverso il suo progetto della Belt and Road Initiative che si riallaccia idealmente all’antica Via della Seta. Ha rispolverato il nazionalismo e i valori tradizionali, portando avanti il rafforzamento delle forze armate e una aggressiva politica di espansione nelle isole contese del mar meridionale della Cina. E non ha esitato a servirsi della sua popolare campagna anticorruzione per consolidare il suo potere, eliminando avversari e personaggi scomodi. Economiche e geopolitiche le motivazioni alla base del progetto Via della Seta L’idea di Xi è ripercorrere le rotte dell’antica Via della Seta, quella che sotto la dinastia Han (206 a.C.-220 d.C.), partendo dall’Asia centrale, si estese per oltre seimila chilometri fino all’Europa, per ridare alla Cina un ruolo ‘imperiale’. La sua è l’idea di una ‘cintura economica’ e di una ‘cintura marittima’ sotto la dizione ‘Una strada, una cintura’, poi comunemente ribattezzata Belt and Road initiative o nuova Via della Seta. Economiche e geopolitiche le motivazioni alla base del progetto di Xi: promuovere una visione più assertiva della Cina, mentre il rallentamento dei ritmi di crescita del Paese – per anni costantemente sopra il 7% – cominciavano a mettere sotto pressione la leadership di Pechino perché aprisse nuovi mercati ai suoi prodotti ed alla sua capacità industriale in eccesso. A oggi, oltre 60 Paesi e 29 organizzazioni internazionali hanno firmato memorandum d’intesa per aderire all’iniziativa o hanno manifestato la loro intenzione di farlo. Secondo gli esperti, l’approccio ‘aggressivo’ fin qui dimostrato dal presidente cinese è quanto di più lontano da quello dei suoi precedessori, fedeli alla massima di Deng Xiaoping: “Nascondi la tua forza, aspetta il tuo momento”. L’Italia ultimo approdo nel Mediterraneo, prima del transito delle merci verso il Nord Europa L’iniziativa di un piano organico per i collegamenti terrestri fu annunciata da Xi Jinping a settembre del 2013, e la via marittima a ottobre dello stesso anno, contestualmente alla proposta di costituire la Banca asiatica d’investimento per le infrastrutture (Aiib), dotata di un capitale di 100 miliardi di dollari, di cui la Cina sarebbe il principale socio, con un impegno pari a 29,8 miliardi e gli altri paesi asiatici (tra cui l’India e la Russia) e dell’Oceania avrebbero altri 45 miliardi (l’Italia si è impegnata a sottoscrivere una quota di 2,5 miliardi). La Via della Seta Terrestre attraverserebbe tutta l’Asia Centrale, arrivando dalla Cina fino alla Spagna: con le infrastrutture esistenti sono già stati simbolicamente inaugurati i collegamenti merci diretti fino a Berlino e Madrid, ma è allo studio anche la possibilità di una linea passeggeri ad alta velocità. La Via Marittima costeggia tutta l’Asia Orientale e Meridionale, arrivando fino al Mar Mediterraneo attraverso il canale di Suez. L’Italia diventerebbe l’ultimo approdo nel Mediterraneo, prima del transito delle merci verso il Nord Europa. Perché l’Italia è interessata a far parte del progetto Da almeno 10 anni in Europa c’è una gara aperta per attirare tantissimi soldi in arrivo dalla Cina. In questa gara l’Italia è sul podio, dietro Germania e Francia, ma gli investimenti nel nostro Paese restano sottodimensionati rispetto all’importanza della nostra economia: importiamo il doppio di quello che esportiamo. Obiettivo del governo è esportare più made in Italy. Hotel Parco dei Principi blindato Hotel Parco dei Principi blindato per accogliere Xi Jinping e la corposa delegazione al seguito di oltre 500 personalità e ospiti. Xi alloggerà nella suite Royal dell’hotel Parco dei Principi, appartamento inaccessibile già da alcuni giorni dallo stesso personale dell’hotel per motivi di sicurezza. Servizio d’ordine ai massimi livelli dunque con guardie cinesi e italiane a presidiare l’hotel, sia dalle strade adiacenti interdette al traffico, sia fin sopra al tetto dell’albergo, presidiato dai cecchini. Il presidente cinese e i suoi ospiti potranno contare su un menù dedicato alla cucina cinese con parte del personale e lo stesso chef arrivati direttamente dalla Cina con i loro prodotti. L’hotel si è dovuto dotare di alcuni frigoriferi nuovi per l’occasione per contenere esclusivamente i pasti del presidente e del suo staff.

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