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Affondo di Salvini sulla Tav. “Perché dei numeri che riguardano il futuro degli Italiani sono conosciuti prima a Parigi che a Roma?” si interroga il vicepremier e ministro dell’Interno. “Io non cambio idea, l’Italia sulle grandi opere pubbliche deve andare avanti, non bloccare e tornare indietro”. “Oggi il Mit ha condiviso con la Commissione Ue, attraverso la Rappresentanza in Italia”, scrive il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, “l’analisi costi-benefici sul progetto Tav Torino-Lione, prima della sua validazione e pubblicazione da parte del Governo italiano”. “In ordine all’esigenza di lasciare i giusti margini di approfondimento dello studio agli interlocutori internazionali, la diffusione integrale dei risultati avverrà entro la prossima settimana”, sottolinea.

Alle parole piccate del ministro, ecco arrivare le repliche dei colleghi di governo pentastellati. “Stia tranquillo il collega vicepremier” replica Luigi Si Maio, “neanche io ho letto ancora” l’analisi costi-benefici sulla Tav. “Quando mi sveglio io penso che ci vogliono 6 ore per andare da Roma a Pescara, non mi sveglio pensando a un buco che collega Torino e Lione”, penso “a collegare gli italiani con gli italiani”. “In questo Paese – insiste il capo politico M5S – ci sono ben altri problemi che dovrebbero condizionare il dibattito pubblico. Dopo un po’ gli italiani si stancano di sentire parlare della stessa cosa. Perché alimentare sempre lo stesso dibattito ogni giorno?”. “Spero che un giorno il Lione e il Torino possano giocare nello stadio della Roma… ma è l’unica cosa che vedo in comune tra la Tav Torino-Lione e lo stadio della Roma”. “Questo è un Movimento che vuole investire nelle grandi opere. Non ci sto più a questo gioco al massacro per cui, siccome diciamo che 20 miliardi di euro dei cittadini europei si possono spendere in altri investimenti, noi siamo contro le infrastrutture”, insiste il ministro dello Sviluppo economico.

”Abbiamo dato la relazione prima alla Francia, perché si tratta di un trattato internazionale”, replica il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli, che ha spiegato come oggi sarà consegnata l’analisi costi benefici sulla Tav ”alla commissione Ue, poi, la darò a Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Matteo deve avere ancora un po’ di pazienza, quando sarà il momento gliela porterò io personalmente in busta chiusa”. Dello stesso avviso il ministro e vicepremier Di Maio, che rincara la dose: “Stia tranquillo il collega vicepremier, neanche io ho letto ancora” l’analisi. “Quando mi sveglio io penso che ci vogliono 6 ore per andare da Roma a Pescara, non mi sveglio pensando a un buco che collega Torino e Lione”, penso “a collegare gli italiani con gli italiani”. “In questo Paese – insiste il capo politico M5S – ci sono ben altri problemi che dovrebbero condizionare il dibattito pubblico. Dopo un po’ gli italiani si stancano di sentire parlare della stessa cosa. Perché alimentare sempre lo stesso dibattito ogni giorno?“.
Poi la battuta: “Spero che un giorno il Lione e il Torino possano giocare nello stadio della Roma… ma è l’unica cosa che vedo in comune tra la Tav Torino-Lione e lo stadio della Roma. Questo è un Movimento che vuole investire nelle grandi opere. Non ci sto più – ha poi tuonato Di Maio – a questo gioco al massacro per cui, siccome diciamo che 20 miliardi di euro dei cittadini europei si possono spendere in altri investimenti, noi siamo contro le infrastrutture”.

Sulla Tav Matteo Salvini vuole tirare dritto e il M5s, come già su Tap e Ilva, alla prova dei fatti tornerà indietro. Lo dicono all’Adnkronos autorevoli fonti parlamentari della Lega, secondo cui il vicepremier e ministro degli Interni starebbe preparando “una mossa mediatica” a effetto per “stanare” i grillini. “Una delle ipotesi – dicono – è quella di mostrare plasticamente, magari con un video, che sono già stati costruiti sette chilometri di galleria e non neanche uno come dice il M5S”. Salvini “vuole andare fino in fondo e subito, non vuole trascinare le cose fino alle europee”, insistono le fonti, convinte che alla fine “i grillini torneranno indietro, anche perché non possono permettersi di portare la questione in aula, dove una mozione sulla Tav potrebbe ricevere 400 voti a favore”. “Come già sulla Tap e sull’Ilva – chiosano – alla fine il M5S uscirà dalla narrazione ed entrerà nella realtà”. In serata l’ufficio stampa del Carroccio fa però sapere che, rispetto alle indiscrezioni parlamentari, al momento non risultano “azioni eclatanti” o altro da parte di Salvini.

Sorgente: Tav, gelo Salvini-Di Maio

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