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Pedofilia e fascismo, il colonialismo italiano le viscere della follia

Si scrive “madamato“, ma si legge “schiavitù sessuale” o matrimonio comprato. Un termine usato nelle ex-colonie italiane, prima in Eritrea e successivamente anche nelle altre colonie, Libia e Somalia. Un termine che era un vero e proprio contratto, una pratica molto in voga negli anni ’30. Tutti i fascisti nelle ex-colonie italiane avevano la propria “madama minorenne” di colore dentro il letto. Non solo i militari, ma anche i civili.

Una piccola schiava sessuale di colore, nativa delle terre colonizzate, che veniva acquistata con poche lire. Una relazione temporanea “more uxorio” (come tra marito e moglie) tra un cittadino italiano e una “nativa“. Sin dai primi anni di presenza italiana in Africa Orientale il fenomeno venne giustificato come rispondente alla tradizione locale del “damazio” (nozze per mercede, matrimonio combinato).

Gli italiani però intendevano il madamato come libero accesso a prestazioni domestiche e sessuali. Fu un’abitudine che si diffuse enormemente sia per la lontananza delle mogli italiane e delle famiglie, sia per le preferenze accordate dai Comandi Militari rispetto alle occasionali frequentazioni di prostitute locali. In pratica i comandi militari italiani preferivano relazioni stabili a quelle occasionali, veicoli di malattie sessualmente trasmissibili.

Ecco ciò che scriveva in Italia la propaganda fascista nelle sue riviste e nei suoi quotidiani: “Non si sarà mai dominatori, se non avremo la coscienza esatta di una nostra fatale superiorità. Con i negri non si fraternizza, non si può e non si deve. Almeno finché non sia data loro una civiltà”.

Il madamato, oltre alla schiavitù sessuale produsse un’altra atrocità, non secondaria, i bambini nati da questi “matrimoni comprati“. Il fenomeno portò alla nascita e al lor contestuale abbandono di migliaia di figli “meticci” non riconosciuti dal padre la cui unica sorte era quella di essere abbandonati oppure di venire accuditi presso orfanotrofi religiosi.

Solo con l’introduzioni delle leggi razziali (1937) il madamato venne formalmente proibito e penalmente perseguito, anche se i risultati furono scarsi. Le leggi razziali infatti introdussero il principio della non mescolanza delle razze. Il regime fascista giudicava rovinosa la mescolanza per l’integrità della razza e per il prestigio dell’Italia imperiale. Quindi tutti gli italiani che avessero avuto rapporti sessuali con donne di un’altra razza, ebrei o neri, sarebbero stati condannati con una pena detentiva da uno a cinque anni. Questa “norma” nelle ex-colonie veniva scarsamente applicata anche perché i comandi militari nel frattempo avevano ben altro a cui pensare, la guerra.

Un personaggio italiano famosissimo, Indro Montanelli, “confessò” in un’intervista del 1982 di aver “comprato” una ragazzina eritrea di 12 anni. Nel 1936 fu inviato in Eritrea come giornalista e questa “bambina” lo seguì in tutti i suoi spostamenti nei territori colonizzati.

Si chiamava Fatima e aveva solo 12 anni

Si chiamava Fatima e aveva solo 12 anni“Aveva 12 anni e si chiamava Fatima, era un animalino docile. L’avevo comprata a Saganeiti assieme ad un cavallo e un fucile, tutto a 500 lire. Gli misi su un tucul (una piccola costruzione a pianta circolare e a tetto conico fatta con paglia e argilla), poco più di un pollaio. Ogni 15 giorni mi raggiungeva dovunque fossi insieme alle altre mogli degli ascari”.

La moglie “bambina” di Montanelli fu abbandonata al suo tucul e al suo destino non appena il giornalista rientrò in Italia. Le leggi razziali, ormai pienamente in vigore, proibivano di elevare al rango di moglie donne di altre “razze“.

Il madamato era una vera e propria forma di “contratto sociale“, segnava il dominio autoritario e assoluto del colonizzatore sull’indigeno, dell’uomo sulla donna, dell’adulto sul bambino, del libero sul prigioniero, del ricco sul povero, del forte sul debole. E alla fine avevi qualcosa che era meno di una moglie e poco più che una schiava.

OGGI

  • Oggi ci scandalizziamo per le donne schiave nello Stato Islamico o per le bambine spose forzate dei miliziani islamici di Boko Haram in Nigeria, ma gli italiani fecero praticamente le stesse identiche cose nelle loro ex-colonie, soprattutto in Eritrea.
  • Oggi l’Italia continua ancora ad avere legami economici fortissimi con la sua ex-colonia Eritrea, un paese da tutti considerato una prigione a cielo aperto, dalle stesse Nazioni Unite definito la “Corea del Nord africana“.
  • Oggi migliaia di profughi fuggono dall’Eritrea e da un regime oppressivo che costringe gli uomini ad entrare nelle “forze armate di regime” già a 17 anni e a restarci praticamente a vita.
  • Oggi l’Italia vorrebbe respingere quegli eritrei che arrivano numerosi (dopo i siriani sono i più numerosi) sulle coste italiane, e magari usare contro di loro le ruspe. Eritrei, oggi come allora, considerate persone non ancora del tutto civilizzate.

È proprio vero, ci sono ancora troppe persone che dal loro passato NON hanno imparato NIENTE.

Sorgente: Pedofilia e fascismo, il colonialismo italiano le viscere della follia

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