Cosa prevede lo sconto Irpef sul tfr dei dipendenti pubblici – Lettera43

20 Gennaio 2019 0 Di ken sharo

Riduzione dall’1,5 al 7,5% per i lavoratori statali che riceveranno la liquidazione dopo essere andati in pensione con quota 100. L’ultima modifica al decreto che cambia la previdenza.

L’ultima correzione al decreto su quota 100 è uno sconto Irpef sulla liquidazione dei dipendenti pubblici che serve a compensare i maggiori costi degli statali costretti a ricorrere a un finanziamento bancario per uscire prima del raggiungimento del limite per la pensione di vecchiaia, visto che il trattamento di fine servizio (Ts9 verrà pagato solo poi. Un articolo del decreto fissa infatti una serie di alleggerimenti sul prelievo fiscale quando verrà pagato il Tfs. Lo sconto, che varia da 1,5 punti percentuali se l’indennità vera e propria arriva con
un anno di ritardo a 7,5 punti se il ritardo è superiore a 5 anni, non si applica per indennità sopra i 50mila euro.

IL COMPROMESSO TROVATO SUGLI STATALI

Quello degli statali è stato il nodo più difficile da risolvere per la maggioranza di governo. I lavorati del privato infatti potranno andare in pensione con una finestra trimestrale a partire da aprile, mentre per quelli del pubblico l’opzione si apre a partire da agosto 2019 e la finestra è semestrale. Il ministro Giulia Bongiorno, che ha dovuto affrontare e respingere le richieste di rinvio anche successivo, ha assicurato che sarà immediato per tutti i dipendenti pubblici. Dopo diversi negoziati è passata inoltre l’idea di permettere ai lavoratori pubblici di chiedere al momento dell’uscita un anticipo della liquidazione, tramite un finanziamento bancario. Infatti l’esecutivo ha studiato la possibilità assieme all’associazione bancaria italiana stilando una serie di accordi per l’anticipo del trattamento di fine servizio: a seconda del tipo di uscita il tfs potrà essere erogato entro sei, 12 o 24 mesi dal pensionamento, il pensionato potrà accedere a un prestito da resistuire entro cinque anni con interessi a carico dello Stato. «Il tfr sarà quasi interamente erogato immediatamente a chi va in pensione. Questo sarà possibile grazie a un accordo tra Stato e le banche senza alcun onere a carico del lavoratore. La parte residuale sarà’ rogata secondo le norme previste dalla legge», aveva fatto sapere Palazzo Chigi poco prima della presentazione del decreto.

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