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Il verbale dell’imprenditore: lui ingestibile, da anni gli avevo detto di non dare soldi ai partiti

diGiuseppe Guastella e Andrea Pasqualetto

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GENOVA – Solo, prostrato dalla scomparsa dell’amata moglie, Aldo Spinelli è un anziano al quale non si può impedire di dare soldi a Giovanni Toti o di andare al casinò. Viene vissuta come una mancanza di rispetto a quest’uomo diventato dal nulla il protagonista della logistica portuale italiana. Per contenere il vecchio leone del porto di Genova c’è stato addirittura un momento in cui la sua famiglia ha pensato di «mettergli l’amministratore di sostegno», mentre ora i suoi legali chiedono la valutazione delle sue condizioni psicofisiche da parte di un medico. 

Tutti coloro che conoscono il signor Aldo parlano di un personaggio vulcanico, irrequieto e generoso che, a dispetto dell’età anagrafica, gode di una vitalità sorprendente. «Mi sento del 1980 e non del 1940», dice in un tambureggiante interrogatorio al gip Paola Faggioni che lo ha messo ai domiciliari nell’inchiesta che ha squassato la Liguria con l’arresto del governatore Giovanni Toti, anche lui ai domiciliari con l’accusa di essere stato corrotto dall’imprenditore in cambio di favori.

 

L’interrogatorio

Tre ore prima, il giudice aveva interrogato suo figlio, Roberto Spinelli, indagato, che si è dimesso dalle cariche nel gruppo. Roberto dà una descrizione del padre ben diversa. «Dopo la scomparsa di mia madre era impossibile gestirlo. Era una situazione in cui più volte abbiamo pensato di mettergli l’amministratore di sostegno», mette a verbale negando di aver pagato Toti per la privatizzazione, mai avvenuta, della spiaggia di Punta dell’Olmo. Però, secondo i pm del Procuratore Nicola Piacente, Toti e Aldo Spinelli continuavano a sentirsi e con insistenza. «Mio padre non riusciva a capire che non si poteva fare», e comunque era «Toti che lo chiamava» quando c’erano «situazioni elettorali o delle cene». Bussava a soldi. Che per l’accusa si sono concretizzati in 4.100 euro versati nel marzo 2023 per una cena elettorale. Toti gli aveva detto che era «tutto risolto», ma era solo «una sceneggiata». Dei soldi Roberto non ne voleva sapere perché «non volevo finire più sui giornali» e perché da anni «gli ho intimato di non far più finanziamenti». Inutilmente, a quanto sembra.

La telefonata

Per arginare la situazione, Spinelli jr contatta una manager del fondo tedesco che ha il 45 per cento della società, la quale all’anziano Aldo dice, come prova un’intercettazione, che denaro ai politici non se ne deve dare. Cosa che avrebbe reso Roberto «l’uomo più felice del mondo», salvo poi dover assistere impotente al padre che aggira il divieto ordinando il pagamento direttamente all’amministratore finanziario del gruppo: «Non ero più in grado di gestirlo». «Teatrini» che si ripetevano prima delle riunioni dell’Autorità portuale sulla travagliata proroga di 30 anni della concessione del terminal Rinfuse che Spinelli avrebbe pagato assieme ad altri favori con 40 mila euro versati ai Comitati del governatore. «Toti ci faceva le sceneggiate per chiedere i finanziamenti», racconta Roberto. Era a conoscenza anche della passione per il gioco del padre, il casinò, supportata dal presidente dell’Autorità portuale Paolo Signorini. Risultato: 22 soggiorni pagati interamente a Signorini, che gli costano un’altra accusa di corruzione: «Era impossibile non farlo andare a Montecarlo», ammette Roberto. Come impedirgli di prestare a Signorini 13.500 euro per il catering della figlia. «Non sono tanti a livello economico» per un uomo ricco e generoso che, ricorda il figlio, spesso saldava i debiti dei dipendenti. Ma ormai era una situazione da «Far West». Roberto si meraviglia poi del fatto che una persona del livello culturale di Signorini abbia «supportato» suo padre nelle sortite al casinò. «Mio padre crede che gli vogliano bene ma non è così». Roberto sembra volerglielo dire: «Hai tenuto delle persone con te solo grazie al denaro».

Sorgente: Il figlio di Aldo Spinelli: «Dopo la scomparsa di mia madre era impossibile gestirlo. Volevamo dargli un amministratore di sostegno» | Corriere.it


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