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Le notizie sul conflitto Israele-Hamas di sabato 6 aprile, in diretta.

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• È il 177° giorno di guerra: «Oltre 33.091 persone uccise» a Gaza e 75.668 ferite dal 7 ottobre.
• In Israele è massima allerta per la possibile risposta militare di Teheran all’attacco condotto contro la sede diplomatica iraniana a Damasco.
• Per la paura di attentati, chiuse le ambasciate israeliane in diverse capitali in Europa e nel mondo, compresa quella di Roma

Ore 10:52 – Forze Israele: «Rinvenuti oltre 40 ordigni esplosivi in un deposito armi nel sud»

Oltre 40 ordigni esplosivi sono stati rinvenuti dalla Brigata Givati delle Forze di difesa di Israele (Idf) in un deposito di armi a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. A renderlo noto sono state le stesse Idf su X, spiegando che il deposito, localizzato nel quartiere Al Amal, e’ stato distrutto. Come sottolineato dalle forze israeliane, negli ultimi giorni la Brigata Givati ha ucciso nello stesso quartiere di Khan Yunis numerosi membri del movimento islamista palestinese Hamas.

Ore 09:02 – Attacco al convoglio umanitario di World Central Kitchen: sette vittime per tre «tragici» errori. Il rapporto dei militari sul raid

(Marta Serafini) Due ufficiali israeliani licenziati e altri due formalmente rimproverati per l’attacco al convoglio umanitario di World Central Kitchen in cui sono morti 7 operatori. La decisione è stata comunicata dal capo di stato maggiore dell’Idf, il generale Herzi Halevi, dopo un briefing alla stampa in cui è stata fornita una ricostruzione dell’accaduto.

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Ore 03:45 – L’Iran tra conflitto strisciante con Israele e minaccia dei gruppi armati

(di Guido Olimpio) Due fronti per l’Iran: il conflitto strisciante con Israele e la minaccia interna dei gruppi armati. Linee parallele che, in una fase di grande tensione, possono incrociarsi o sovrapporsi.

Il 4 aprile i separatisti baluchi di Jaysh al Adl hanno lanciato una serie di attacchi coordinati nel sud est del Paese. Prese di mira caserme, check point, installazioni in punti diversi, con colpi profondi a Rask e Chahabar. Nell’assalto – secondo la fazione – sono stati coinvolti quasi 190 combattenti, alcuni raggruppati in una speciale unità. Segnalate perdite pesanti tra le forze di sicurezza iraniane mentre Teheran ha diffuso ricostruzioni dove ha affermato di aver sconfitto gli avversari.

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Ore 03:42 – Walzer: «La guerra giusta? Israele si è difeso ma ha fatto troppi errori…»

(di Viviana Mazza, nostra corrispondente da New York) A 89 anni, il tempo del filosofo politico Michael Walzer è assorbito dalla guerra di Israele. Circa un anno fa il professore emerito di Princeton si è trasferito con la moglie a Manhattan, vicino ai figli e ai nipoti. Dal 7 ottobre ha scritto e ha tenuto lezioni, in sinagoga come a West Point, e comunica regolarmente con gli amici israeliani favorevoli al cessate il fuoco , al rilascio prigionieri e a negoziati per uno Stato palestinese. «E ci preoccupiamo. Israele sta combattendo una guerra esistenziale con il peggior governo nella sua storia», ci racconta mentre ripone coppola e giaccone e si siede sotto casa, chino su un caffè macchiato davanti alla vetrata su cui batte la pioggia. «Finché questo governo non cade, tutto dipende dal governo americano».

Che cosa non ha ancora scritto e vorrebbe scrivere?
«Che non c’è mai stata una guerra come questa, combattuta contro una città sotterranea. I vietcong avevano tunnel, ma senza rinforzi, corrente o ventilazione meccanica, i soldati americani che ci si infilavano dovevano essere magri e piccoli, “topi dei tunnel”. Niente a che fare coi tunnel di Hamas, a tre livelli, per 450 miglia. La guerra ha avuto terribili conseguenze sulla città sopra, in parte perché è stata sperimentale: hanno provato grosse bombe, ora stanno iniziando ad andare sotto, con equipaggiamenti sofisticati, ma non sembra ci sia modo per arrivare alla fine. Nel frattempo, ci chiediamo come nella prima settimana abbiano bombardato senza sufficienti informazioni sul posto. Tutti i miei amici in Israele dicono che Biden deve essere molto più duro».

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Ore 00:36 – Cnn: massima allerta, imminente «significativo» attacco dell’Iran a Israele

Gli Stati Uniti sono in massima allerta e si stanno preparando attivamente per un attacco «significativo» che potrebbe giungere entro la prossima settimana da parte dell’Iran contro asset israeliani o americani nella regione come risposta all’attacco israeliano di lunedì a Damasco, che ha ucciso diversi alti comandanti iraniani. Lo rivela un alto funzionario dell’amministrazione alla Cnn. Gli alti funzionari statunitensi ritengono che un attacco da parte dell’Iran sia «inevitabile», opinione peraltro condivisa dalle loro controparti israeliane, ha detto il funzionario dell’amministrazione Usa.L’argomento è stato uno dei principali punti al centro della telefonata del presidente Usa Joe Biden con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu giovedì. Un attacco diretto contro Israele da parte dell’Iran è uno degli scenari peggiori a cui l’amministrazione Biden si sta preparando – scrive la Cnn -, poiché innescherebbe una rapida escalation. Un attacco del genere potrebbe portare la guerra tra Israele e Hamas a trasformarsi in un conflitto regionale più ampio, che il presidente Biden ha cercato a lungo di evitare.

 

Sorgente: Cnn: massima allerta in Israele, imminente un attacco «significativo» dell’Iran