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Il prossimo 27 luglio la Banca centrale europea, salvo impronosticabili ripensamenti, dovrebbe portare il costo del denaro al 4,25%. Si tratterebbe del nono rialzo dei tassi nell’arco di appena 12 mesi. A luglio 2022 eravamo ancora a livello zero: una accelerazione più unica che rara e (forse) controproducente, certamente poco efficace. Tant’è che le decisioni della Bce vengono ormai prese di mira costantemente. Sono gli stessi governatori delle banche centrali dell’area euro a criticare pubblicamente l’Eurotower, non da ultimo Ignazio Visco che a novembre passerà il testimone in Banca d’Italia a Fabio Panetta.

LA BCE STA STROZZANDO FAMIGLIE E IMPRESE?

La lotta intestina alla Banca centrale europea è plasticamente rappresentata dagli stessi protagonisti. Gli effetti della politica monetaria, di là dalle divisioni interne tra i decisori della zona euro, sono sotto gli occhi di tutti: se l’aumento del costo del denaro trae fondamento dalla necessità di contenere l’inflazione, con l’obiettivo di portarla al 2%, la realtà con cui si fanno i conti oggi racconta effetti collaterali non imprevedibili e decisamente pericolosi. L’aumento dei tassi d’interesse non solo comporta, sia per le imprese sia per le famiglie, un maggior costo per i “vecchi” debiti, ma riduce sensibilmente le prospettive per l’accesso al credito futuro.

La Bce, dunque, sta letteralmente togliendo il fiato alle imprese e alle famiglie: l’andamento degli impieghi nell’ultimo periodo rivela una situazione di credit crunch in atto. Lo ha certificato, del resto, la Banca d’Italia nel bollettino economico diffuso pochi giorni fa:

«La diminuzione del credito al settore privato non finanziario, in atto dallo scorso dicembre, è proseguita in maggio (-2,6%, sui tre mesi e in ragione d’anno). Si è accentuata la riduzione dei prestiti alle famiglie (-2,1%, da -0,2% in febbraio) ed è proseguito il calo del credito alle società non finanziarie (-4,2%, da -8,1% in febbraio). La flessione continua a riflettere il rialzo dei tassi di interesse e le minori necessità di finanziamento per investimenti; vi hanno contribuito anche i criteri di offerta divenuti più stringenti»

Sorgente: Perché la Bce sta togliendo il fiato a imprese e famiglie? – Startmag