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Nell’era degli smartphone il ruolo della Sim è ampiamente sopravvalutato. Ecco perché

Pier Luigi Pisa

Cosa è possibile scoprire in un telefono se manca la Sim? È quello che tutti si domandando dopo il sequestro – da parte della procura di Milano – del cellulare di Leonardo La Russa.

Nell’era degli smartphone, il ruolo delle Sim è ampiamente sopravvalutato. Quella piccola scheda a cui è associato il nostro numero di telefono, che negli anni si è fatta sempre più piccola, fino a diventare “Nano”, e che presto scomparirà in favore delle eSim, le schede virtuali, consente a un telefono di usare la rete cellulare per effettuare chiamate e inviare Sms. E dispone di una piccola memoria su cui salvare altri numeri di telefono.

In passato, quando i cellulari non erano ancora “smart”, e soprattutto non avevano una memoria in grado di accogliere decine di Gigabyte, si usava in effetti memorizzare i propri contatti sulla Sim, che faceva anche da “rubrica”. Quando cambiavamo telefono, bastava semplicemente passare la Sim dal vecchio al nuovo. I numeri, in fondo, erano tutto ciò di cui avevamo bisogno.

 

Oggi, invece, è più facile che la nostra rubrica telefonica si trovi sul dispositivo che usiamo. Perché è qui che i nuovi numeri vengono memorizzati di default, a meno che non si scelga di cambiare questa impostazione per privilegiare la Sim. Col passare degli anni, infatti, le persone hanno iniziato a trasferire da un telefono all’altro non solo i loro numeri, ma anche fotografie, video, indirizzi e-mail e cronologia delle chat di app di messaggistica istantanea come WhatsApp. La rubrica telefonica, insomma, è diventata semplicemente una parte dell’archivio digitale che ci accompagna da un dispositivo all’altro. Lo smartphone, insomma, sa tutto di noi, Sim o non Sim.

La Sim, inoltre, non è più così fondamentale per effettuare chiamate. Oggi è sufficiente il wi-fi. Ci si connette a una rete qualsiasi e si può telefonare anche attraverso WhatsApp. Oppure con Telegram, app di messaggistica sempre più diffusa.

Sia WhatsApp sia Telegram continuano a funzionare, sul proprio smartphone, anche quando la Sim non è presente nel telefono. Proprio in virtù della connessione wi-fi che garantisce la ricezione e l’invio di dati attraverso Internet. La Sim, nel caso di queste app di messaggistica istantanea, è cruciale infatti solo in fase di registrazione al servizio. In seguito non è più richiesta. Se venisse a mancare, sarebbe comunque possibile accedere alle proprie conversazioni, comprese quelle passate. E si potrebbe effettuare qualsiasi operazione: dalla ricerca di messaggi – usando una parola chiave – a quella di contenuti multimediali come foto e video.

 

 

Anche le app più popolari, come Instagram, Facebook, TikTok e Twitter resterebbero accessibili nel caso in cui una Sim venisse estratta dal telefono. In questo caso sarebbe sufficiente connettersi a una rete wi-fi. Proprio come si fa con un tablet sprovvisto di slot per la scheda telefonica.

Senza Sim inoltre, se si usa un telefono Android, si potrebbe comunque utilizzare Google Maps per rivedere tutti gli spostamenti che abbiamo fatto in passato. Questa particolare funzione, attiva quando si abilita la cronologia delle posizioni nelle impostazioni, permette di fare un salto indietro nel tempo e di ricordare quali luoghi abbiamo visitato in un determinato giorno. Ne abbiamo parlato ampiamente qui.

 

 

Sorgente: La Russa, Sim e cellulare: cosa è possibile scoprire in un telefono se manca la scheda? – la Repubblica


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