Zelensky e i negoziati: «Colloqui difficili». Mosca: «Sappiamo dove sono mercenari stranieri»

Zelensky e i negoziati: «Colloqui difficili». Mosca: «Sappiamo dove sono mercenari stranieri»

14 Marzo 2022 0 Di Luna Rossa
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Le notizie minuto per minuto sulla guerra di lunedì 14 marzo. Centinaia di italiani sono ancora in Ucraina, e 34 di loro sono «bloccati». Ucciso un giornalista americano a Kiev. La Russia ha chiesto droni e soldi alla Cina

di Lorenzo Cremonesi, Marco Imarisio, Andrea Nicastro, Marta Serafini. Claudio Del Frate

• Iniziata l’evacuazione di Mariupol, consentita solo con mezzi privati.
• È terminata anche la quarta tornata di colloqui tra Russia e Ucraina: i negoziati riprenderanno domani. Zelensky e il suo staff sostengono che la posizione di Mosca si è ammorbidita.
• A Roma si sono tenuti anche i colloqui tra il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, Jake Sullivan, e il direttore della Commissione Affari Esteri cinese, Yang Jiechi.
• Secondo il Financial Times la Russia avrebbe chiesto alla Cina assistenza militare e soldi per sostenere l’invasione. «Pechino avrebbe aperto alla possibilità di fornire armi a Mosa», riferisce ancora la testata.
• Il premier ucraino Denys Shmyhal al Consiglio d’Europa: «Espellere Russia».
• La Banca di Russia ripagherà gli acquirenti dei suoi titoli di Stato in rubli: un ulteriore segnale delle difficoltà che sta incontrando l’economia per effetto delle sanzioni. Putin ha anche autorizzato le banche a vendere le loro riserve auree.
• Il reporter Usa, Brent Renaud, è stato ucciso a Irpin, nei sobborghi di Kiev, da un colpo al collo al checkpoint.

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Ore 19.30 – Sullivan avverte la Cina: sostegno Mosca avrà conseguenze
«Lo scopo dell’incontro di oggi era esprimere in modo molto chiaro a Pechino le nostre preoccupazioni rispetto a un suo coinvolgimento» nella guerra in Ucraina e ribadire alla Cina «che qualsiasi tipo di supporto a Mosca – militare o economico – comporterà delle implicazioni». Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Usa Ned Price a proposito dell’incontro a Roma tra il responsabile per la sicurezza nazionale americana, Jake Sullivan, e un alto rappresentante cinese. «Non entrerò più nei dettagli, lo farà la Casa Bianca più tardi», ha precisato.

Ore 19.09 – Fonti Palazzo Chigi: impegno Ue per tetto prezzi import gas
Per fronteggiare le ricadute economiche della guerra in Ucraina il governo in sede europea si impegnerà per ulteriori misure sul fronte della crisi energetica, in particolare sul fronte di un tetto europeo ai prezzi delle importazioni di gas. È quanto spiegano fonti di Palazzo Chigi.

Ore 19.05 – Kiev: «120 miliardi di dollari di danni da invasione russa»
I danni per l’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa «si attestano a 120 miliardi di dollari». Lo rende noto il ministero dell’Economia ucraina secondo quanto riferisce The Kyiv Independent.

Ore 18.55 – Media: arrestato un russo con accusa di «tradimento»
Un russo è stato arrestato con l’accusa di tradimento. È quanto sostiene l’agenzia russa Tass spiegando che si tratterebbe del primo arresto di questo tipo dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Il tribunale Lefortovo di Mosca ha spiegato che l’Fsb (il servizio di sicurezza federale) ha arrestato un cittadino russo con l’accusa di tradimento. Per questo reato è previsto una pena fino a 20 anni di carcere. I materiali di questo caso, riferisce l’agenzia russa, «sono classificati e non sono soggetti a divulgazione».

Ore 18.37 – Giornalista Gb ferito da schegge: è in terapia intensiva
Un altro giornalista straniero è rimasto «gravemente ferito» mentre seguiva la guerra in Ucraina. Lo riporta l’agenzia Unian sottolineando che si tratta di un corrispondente britannico che ha riportato fratture da schegge a «entrambe le gambe». Secondo le informazioni, rese note dalla procuratrice generale Irina Venediktov su Facebook, il giornalista è attualmente in terapia intensiva sotto osservazione medica.

Ore 18.35 – Terminati a Roma i colloqui Sullivan-Yang
Si è concluso a Roma, al Cavalieri Waldorf Astoria, il colloquio iniziato n tarda mattinata tra il consigliere per la sicurezza nazionale americano Jake Sullivan ed il responsabile per la politica estera del Partito comunista cinese Yang Jiechi.

Ore 18.29 – Cremlino, nuova telefonata Putin-Bennett
È durato circa un’ora e mezzo il colloquio odierno tra il premier Naftali Bennett ed il presidente russo Vladimir Putin. Lo hanno fatto sapere fonti politiche in Israele secondo cui nella conversazione si è affrontato il tema di un possibile cessate il fuoco nonché degli aiuti umanitari inviati da Israele. Il colloquio – per il quale Bennett ha lasciato una seduta di governo che era in corso a Gerusalemme – ha fatto seguito a quello di sabato scorso tra il premier e il presidente ucraino Zelensky. Al momento, «non è in discussione un incontro tra i due».

Ore 18.25 – Media Kiev: «Colonna nemica da Bielorussia verso confine»
In Bielorussia è stato avvistato un grande convoglio di equipaggiamenti militari in transito verso il confine con l’Ucraina. Lo riporta l’agenzia ucraina Unian, citando un video di un testimone sul posto. «La colonna nemica dalla Bielorussia si sta avvicinando al confine ucraino», sottolineano i media ucraini precisando che «il filmato mostra camion militari e altri veicoli blindati. Davanti alla colonna c’è un veicolo contrassegnato dalla lettera «V», che potrebbe indicare — prosegue — una sua affiliazione con le Forze Armate» russe.

Ore 18.25 – Ue approva il quarto pacchetto di sanzioni contro la Russia

Ore 18.18 – Difesa Usa: «Gli assalti della Russia sono in stallo»
«Quasi tutti» gli assalti della Russia in Ucraina «sono in stallo», incluso l’avanzata del famigerato convoglio nel nord del Paese di cui si parla da giorni. Lo ha detto un alto funzionario della Difesa Usa in un briefing con la stampa. La fonte ha precisato che anche gli assalti di Mosca alle città di Chernihiv e Kharkiv sono al momento fermi, aggiungendo che le forze russe hanno spostato una colonna di circa 30 veicoli verso la città di Izium, presumibilmente per bloccare il flusso delle forze ucraine dalla parte occidentale del Paese.

Ore 18.10 – Media: jet legato ad Abramovich giunto ieri a Tel Aviv
Un jet privato collegato a Roman Abramovich, l’oligarca russo sanzionato dall’Ue e dalla Gran Bretagna, è arrivato ieri all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv da dove è ripartito oggi. Lo riportano i media secondo cui il velivolo decollato da Mosca è atterrato ieri alle 21 nello scalo israeliano. Oggi – secondo le stesse fonti – è partito sembra con destinazione Istanbul. Non è noto se a bordo ci sia lo stesso Abramovich – che ha passaporto anche israeliano e portoghese – o membri della sua famiglia.

Ore 17.49 – Colpita torre televisiva a Rivne: 9 morti
È di almeno 9 morti e 9 feriti il bilancio del raid russo condotto contro la torre tv a Rivne, nel nord-ovest dell’Ucraina. Lo ha comunicato il governatore dell’oblast di Rivne, Vitaliy Koval, citato dai media locali.

Ore 17.46 – Financial Times: «Gli Stati Uniti dicono agli alleati che la Cina ha aperto alla possibilità di fornire alla Russia supporto militare»
Gli Stati Uniti hanno avvertito gli alleati che la Cina ha segnalato la sua apertura alla possibilità di fornire armi alla Russia. La notizia è stata diffusa dal Financial Times, che cita fonti del Dipartimento di Stato americano. «Se la Cina dovesse scegliere di sostenere materialmente la Russia in questa guerra, probabilmente ci saranno conseguenze per la Cina», ha affermato un’alta fonte del Pentagono, interpellata dal Financial Times, che non ha però voluto dire se la Cina abbia effettivamente fornito assistenza militare a Mosca.

Ore 17.41 – Eurogruppo, pronti ad agire su economia se necessario
«Le nostre politiche fiscali devono rimanere agili e flessibili e siamo pronti ad adeguare la nostra posizione politica alle mutevoli circostanze, se necessario». Lo scrivono i ministri delle Finanze dell’area euro nella dichiarazione dell’Eurogruppo sugli orientamenti di bilancio per il 2023, sottolineando che «i fondamentali dell’economia dell’area euro sono solidi», tuttavia con la guerra in Ucraina «l’incertezza è aumentata notevolmente».

Ore 17.41 – Il ministro della Difesa si Mosca: «Sappiamo dove sono mercenari stranieri, li colpiremo»
L’esercito russo conosce la localizzazione dei mercenari stranieri in Ucraina e condurrà «raid chirurgici contro di loro», per colpirli. Così il ministero della Difesa di Mosca, citato dalla Tass, dopo il bombardamento di ieri sulla base di Yavoriv, vicino al confine polacco.

Ore 17.28 – Negoziati in videoconferenza riprendono domani alle 10.30
Le delegazioni ucraine e russe riprenderanno i negoziati in video conferenza domani alle 10.30 ora di Kiev. Lo riferisce il consigliere del ministro dell’interno, Anton Gerashchenko citando il membro della delegazione, David Arakhamia. I colloqui si terranno «ogni giorno, senza pause» ha dichiarato il consigliere presidenziale russo Vladimir Medinsky, capo della delegazione di Mosca.

Ore 17.26 – Media,russi fanno esplodere munizioni a centrale nucleare Le forze russe hanno fatto saltare in aria delle munizioni vicino all’Unità G1 della centrale nucleare di Zaporizhzhya che avevano sequestrato. Lo ha riferito il servizio stampa di Energoatom, l’azienda ucraina che si occupa della gestione delle quattro centrali nucleari attive nel Paese. L’esplosione — riferiscono i media ucraini — è avvenuta nel sito della centrale nucleare, ha precisato la società.

Ore 17.24 – Comandante Mosca: «Non tutto va veloce come previsto»
«Voglio dire che, si, non tutto sta andando alla velocità che vorremmo. Ma stiamo procedendo verso l’obiettivo passo dopo passo e vinceremo». Lo ha ammesso Viktor Zolotov, comandante della Guardia Nazionale russa e uno degli uomini più vicini al presidente Putin per le operazioni militari sul terreno in Ucraina. Lo si legge in commenti pubblicati sul sito web della stessa Guardia Nazionale, citati dalla Reuters sul suo sito, ed è ad oggi l’indicazione più chiara proveniente da Mosca che le operazioni militari non procedono del tutto secondo i piani del Cremlino.

Ore 17.23 – La Slovacchia espelle tre diplomatici russi
La Slovacchia ha deciso di espellere tre diplomatici dell’ambasciata russa nel Paese. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri slovacco Juraj Tomaga. «La ragione è che le loro attività sono incompatibili con la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche», ha precisato, secondo quanto riporta la Tass. Mosca ha replicato che risponderà all’espulsione.

Ore 17.20 – Allarme aereo a Nikolaev e Cherniv
Nelle città di Nikolaev e di Cherniv è appena scattato l’allarme aereo, con l’esortazione ai cittadini a recarsi immediatamente nei rifugi. Lo comunica il sito informativo ucraino Ucraine Now.

Ore 17.14 – Onu, almeno 636 civili uccisi da inizio invasione
Sono almeno 636 i civili ucraini uccisi dall’inizio dell’invasione russa, secondo un bilancio fornito dall’Ufficio per gli affari umanitari dell’Onu (Ohchr) alla Cnn. Tra le vittime figurano 46 minorenni, bambini o adolescenti. Altri 1.125 risultano feriti. Il bilancio, aggiornato alla mezzanotte scorsa, riguarda solo le vittime accertate, ma è probabile che il bilancio reale sia notevolmente più pesante.

Ore 17.08 – Scholz in Turchia: «Putin fermi immediatamente la guerra». Erdogan: «Continuano sforzi per un cessate il fuoco permanente»
La Turchia continua a portare avanti in modo risoluto i suoi sforzi per un cessate il fuoco permanente tra Russia e Ucraina». Lo afferma il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, in conferenza stampa con il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, che da parte sua è tornato a chiedere che Putin fermi «immediatamente la guerra». Scholz ha annunciato che la Germania ridurrà la dipendenza dal gas russo.

Ore 17.03 – Guterres: «Sulla no-fly zone bisogna essere prudenti»
La no-fly zone è una questione che è stata «analizzata da diversi «Paesi, che sostengono comporti il rischio di escalation che potrebbe creare un conflitto globale». Così il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres rispondendo ad una domanda dei giornalisti, precisando che «bisogna essere prudenti», anche se capisce l’appello delle autorità ucraine.

Ore 16.50 – La denuncia di Kiev: le forze russe distruggono le macchine agricole per minare la sicurezza alimentare
Le forze russe hanno preso di mira le macchine agricole per minare la sicurezza alimentare in Ucraina e nel mondo. Lo ha riferito la direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino, secondo quanto riporta l’agenzia ucraina Unian. «Gli occupanti stanno deliberatamente distruggendo le macchine agricole», si legge nella nota in cui si citano episodi nelle regioni di Kiev, Zaporizhia e Chernihiv, oltre che in alcuni distretti di Kherson e Kharkiv.

Ore 16.48 – Jill Biden: «Ho il cuore spezzato per bambini e madri»
«I video dall’Ucraina mi hanno spezzato il cuore. Bambini malati in fuga su convogli sanitari improvvisati, l’impensabile bombardamento su un ospedale pediatrico, genitori che piangono sui cadaveri dei loro figli in strada. Un’insensatezza assurda». Con queste parole la first lady Usa Jill Biden è intervenuta agli International Women of Courage Awards 2022. Nei prossimi giorni è in programma un colloquio con la first lady polacca Agata Kornhauser-Duda.

Ore 16.33 – Di Maio, in Ucraina è una catastrofe umanitaria
In Ucraina «stiamo assistendo a una catastrofe umanitaria con migliaia di morti e 2,8 milioni di rifugiati». Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio da Bucarest. «Stiamo lavorando senza sosta per costringere la Russia a fermare la guerra attraverso sanzioni che saranno sempre più insostenibili per Mosca».

Ore 16.33 – L’allarme del Fondo monetario internazionale: «Profonda recessione Ucraina, massiccio choc economico»
L’invasione della Russia ha alterato «in modo significativo l’outlook dell’Ucraina. Una profonda recessione e ampi costi di ricostruzione sono attesi». Lo afferma il Fmi, sottolineando che Kiev si trova davanti a un «massiccio choc umanitario ed economico» con un pil atteso in calo quest’anno del 10% quest’anno. «I rischi al ribasso sono molti alti», aggiunge il Fondo.

Ore 16.31 – La Casa Bianca valuta un viaggio di Biden in Europa
La Casa Bianca sta valutando la possibilità di un viaggio in Europa del presidente Joe Biden, nelle prossime settimane. Lo riporta Nbc. Stando a quanto riferito, il viaggio — che deve ancora essere finalizzato — avrebbe come focus la guerra in Ucraina e sarebbe volto a rassicurare gli alleati americani nella regione.

Ore 16.27 – Mosca: «Kiev arruola mercenari tra jihadisti dell’Isis»
La Russia accusa l’Ucraina di reclutare jihadisti dell’Isis e di altre organizzazioni estremiste islamiche in Medio Oriente per farli combattere contro le truppe di Mosca. A parlare il vice ministro degli Esteri Oleg Syromolotov, rispondendo alle stesse accuse lanciate nei giorni scorsi da Kiev secondo le quali sarebbe stata Mosca a reclutare 16mila membri dell’Isis. «Il regime di Kiev, appoggiato dai suoi sponsor occidentali, sta reclutando mercenari tra i terroristi che hanno combattuto in Medio Oriente, prima di tutto in Siria», afferma Syromolotov. A essi sarebbero promesse paghe «dieci volte più alte di quelle medie di un miliziano in Siria o in Libia».

Ore 16.22 – Kiev: «Fermare la guerra prima che l’Europa sia in fiamme»
«È arrivato il momento di fermare questa invasione, prima che l’Europa sia in fiamme». Così il premier ucraino, Denys Smihal, in un breve intervento in video al Consiglio d’Europa. «In 18 giorni — ha aggiunto — sono già migliaia i morti, tra i quali quasi 90 bambini», sottolineando come la Russia obblighi le persone in Crimea ad arruolarsi nelle forze armate di Mosca. «I russi — ha evidenziato — si comportano come terroristi, bombardano le scuole, gli asili, gli ospedali. Uccidono i bambini, prendono in ostaggio». Nell’intervento è stata anche ribadita la richiesta di una no-fly zone sull’Ucraina, «per difendere tutta l’Europa» e quella di «espellere la Russia dal Consiglio d’Europa». Inizialmente era previsto l’intervento del presidente Zelensky.

Ore 16.14 – Onu, non in discussione integrità territoriale Ucraina
«Non dobbiamo permettere che si metta in discussione la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina all’interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti». Così il capo degli affari politici dell’Onu, Rosemary DiCarlo, durante la riunione del Consiglio di Sicurezza Onu sull’Osce, sottolineando che questo sarebbe incoerente con la Carta delle Nazioni Unite e le risoluzioni di Consiglio di Sicurezza e Assemblea Generale.

Ore 16.12 – Lindner, aperti a sanzioni più dure contro Mosca
«La posizione della Germania» sulle sanzioni contro Mosca «è chiara: vogliamo la massima pressione su Putin. Vogliamo isolare la Russia politicamente, finanziariamente ed economicamente. Siamo aperti a un ulteriore inasprimento delle sanzioni». Così il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindnder, arrivando all’Eurogruppo. «Dobbiamo discutere insieme come possiamo ridurre l’impatto economico negativo sulla nostra popolazione ed economia».

Ore 16.11 – Kiev nega responsabilità a Donetsk: è missile russo
L’Ucraina ha negato di essere responsabile del missile che oggi ha ucciso 20 civili e ferito altri 28 a Donetsk, nella zona dell’Ucraina orientale controllata dai separatisti filo-russi. «È chiaramente un missile russo o un’altra munizione, non ha neanche senso parlarne», ha affermato il portavoce militare di Kiev, Leonid Matyukhin, citato da SkyNews.

Ore 16.08 – Biden: «Lavoriamo con alleati per aiutare Kiev a difendersi» «Stiamo continuando la stretta collaborazione con alleati e partner per assicurarci che il popolo ucraino possa difendere la propria nazione». Così su Twitter il presidente Joe Biden sottolineando che «gli Stati Uniti hanno stanziato nell’ultimo anno oltre 1,2 miliardi di dollari in assistenza alla sicurezza all’Ucraina».

Ore 15.45 – Mosca pronta a bloccare l’export di cereali
Dal 15 marzo al 30 giugno, la Russia potrebbe vietare l’esportazione di grano, segale, orzo e mais. Lo riporta l’agenzia Interfax. Il ministero dell’Agricoltura, il dipartimento, insieme al ministero dell’Industria e del commercio, hanno preparato una bozza del corrispondente decreto governativo sul divieto temporaneo di esportazione di colture di cereali di base dalla Federazione Russa.

Ore 15.40 – Ancora 34 italiani bloccati in Ucraina
Sono 34 gli italiani che si trovano ancora in Ucraina, per scelta o perché non sono ancora riusciti a scappare. Tra loro Giovanni Bruno, originario di Pozzallo (Ragusa) che si trova a Cherson assieme alla compagna ucraina. «Qui sparano a vista, supermercati e farmacie sono vuoti», racconta Bruno che è in contatto costante con la Farnesina.

Ore 15.25 – I primi 400 mercenari dalla Siria arrivati al confine
I primi 400 mercenari che Mosca ha reclutato in Siria sarebbero arrivati al confine tra Russia e Ucraina. Lo ha annunciato l’agenzia di Kiev, Unian. I campi sarebbero sati allestiti nei dintorni di Rostov. Il Cremlino aveva annunciato di aver assoldato 16.000 ex combattenti della guerra in Medio Oriente.

Ore 15.15 – Le posizioni dopo il quarto round di negoziati
Benché nulla sia trapelato sull’esito del nuovo round di colloqui, le dichiarazioni filtrate in giornate lasciano spazio a caute e ponderate speranza. Fonti ucraine affermano che le posizioni della controparte si sono ammorbidite e che la condizione di Kiev è che Mosca firmi delle garanzie sul mantenimento della pace in Ucraina. Il ministro degli esteri russo Lavrov sostiene invece che il Paese confinante non debba più essere una minaccia per Mosca.

Ore 15.05 – I colloqui Russia-Ucraina riprendono domani
Le delegazioni di Russia e Ucraina che oggi hanno partecipato al quarto round di negoziati, si sono prese una pausa . Il colloqui riprenderanno domani. Lo hanno riferito fonti di Kiev. «Una pausa tecnica è stata presa nei negoziati fino a domani. Per lavoro aggiuntivo nei sottogruppi di lavoro e chiarimento di alcune definizioni. Le trattative proseguono».

Ore 14.45 – Zelensky interverrà al Congresso Usa
Il presidente ucraino Zelensky parlerà domani in videoconferenza al congresso Usa ; l’intervento è previsto alle 9 del mattino (ora di Washington, le 14 in Italia). Zelensky ha oggi affermato che i negoziati con la Russia «sono difficili ma stanno andando avanti» ha detto il capo delegazione Polyak.

Ore 14.30 – A Londra occupata villa dell’oligarca Deripaska
Un gruppo di squatters ha occupato a Londra una residenza appartenuta all’oligarca russo Oleg Deripaska. Lo riferisce il Guardian. La villa si trova nel lussuoso quartiere di Belgravia. «Voi occupate l’Ucraina, noi vi occupiamo» è lo slogan degli occupanti. Deripaska, magnate colpito dalle sanzioni, ha assunto in realtà posizioni critiche verso la guerra voluta da Putin, al pari di altri oligarchi.

Ore 14.20 – Convoglio di aiuti per la Russia bloccato in Polonia
Gli attivisti in Polonia hanno bloccato camion russi e bielorussi, nel tentativo di impedire loro di attraversare il confine bielorusso con medicinali, cibo e pezzi di ricambio per l’esercito di Mosca. Gli attivisti temono che le merci contribuiranno a rafforzare l’esercito russo, mentre intensifica l’attacco contro l’Ucraina. Tomasz Grodzki, il presidente del Senato controllato dall’opposizione, ha criticato il governo di destra polacco per aver consentito ai camion di continuare ad attraversare la Polonia fino alla Bielorussia.

Ore 14 – Cominciata evacuazione da Mariupol
È stato sbloccato il corridoio umanitario per l’evacuazione dei civili da Mariupol, città nel sud dell’Ucraina assediata dai russi, e circa 160 automobili con a bordo residenti hanno già potuto lasciare il centro abitato. Lo riferisce il consigliere del sindaco di Mariupol Petro Andryushchenko, citato dall’agenzia ucraina Unian. È almeno il terzo tentativo di portare in salvo i civili dalla città sul mar d’Azov; gli altri erano falliti perché i russi bombardavano le colonne in fuga.

Ore 13.55 – Zelensky: «Fissare garanzie di pace sulla carta»
«Noi dobbiamo resistere e combattere per vincere. E dobbiamo arrivare alla pace, alla pace meritata dagli ucraini, con le garanzie di sicurezza per il nostro Paese e per i nostri cittadini, e fissare tutto questo sulla carta». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nell’ultimo video pubblicato sul suo canale Telegram.

Ore 13.45 – Occupata villa del genero di Putin a Biarritz
Dopo Londra, anche a Biarritz è andato in scena un blitz anti-Putin: due attivisti hanno fatto irruzione nella villa nel sud della Francia che si ritiene appartenga a Kirill Shamalov, ex genero del presidente russo Vladimir Putin, per protestare contro l’invasione dell’Ucraina. I due, Pierre Haffner e Sergey Saveliev, hanno raccontato online di aver cambiato le serrature e di voler mettere il complesso, ribattezzato «Villa Ucraina», a disposizione dei civili in fuga dalla guerra.

Ore 13.40 – Nuovo video di Zelensky: «Ricostruiremo tutto»
La strategia comunicativa di Volodymyr Zelensky resta quella di apparire tutte le volte che è possibile sul «teatro» delle operazioni militari. Poco fa il presidente ucraino ha pubblicato un altro video sul suo canale Telegram nel quale invita i concittadini a resistere: «La Russia continua a distruggere le nostre infrastrutture, continua a colpire le nostre città. Ma ricostruiremo ogni strada in ogni città. Ora che l’occupante è ancora sulla nostra terra, dobbiamo colpirlo meglio che possiamo per proteggere le città, per proteggere i villaggi, per proteggere ogni metro della nostra terra» dice parlando dalle strade di Kiev.

Ore 13.15 – Le imprese straniere in Russia verranno fatte fallire
Le imprese di società straniere che si sono ritirate dalla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina potranno essere dichiarate fallite entro 3-6 mesi, con una procedura accelerata. Lo ha annunciato il ministro delle finanze russo, Anton Siluanov, parlando alla tv Rossiya-24.

Ore 13 – Per Kiev la posizione russa è ora più costruttiva
Il vice capo dell’ufficio del presidente Zelensky, Ihor Zhovkva, ha detto di ritenere che la posizione di Mosca sia più costruttiva di quanto non fosse in precedenza. «Invece di darci un ultimatum o linee rosse o chiedere all’Ucraina di capitolare, ora sembrano avviare negoziati costruttivi», ha detto a Radio 4’s Today, secondo quanto riporta la Bbc.

Ore 12.45 – Putin autorizza le banche a vendere lingotti d’oro
Vladimir Putin ha firmato una legge che autorizza le banche russe a vendere le loro riserve auree a privati in cambio di valuta pregiata (dollari ed euro). È un sistema attraverso il quale Mosca punta ad aggirare almeno in parte le sanzioni, visto che dispone di lingotti per una valore di 123 miliardi di dollari. Nei giorni scorsi al Congresso usa era approdato un progetto di legge che punta a tappare questa falla, sanzionando chi acquisterà oro dalla Russia.

Ore 12.35 – Mosca: «Prenderemo controllo totale delle città»
L’esercito russo non esclude di prendere il «controllo totale» delle grandi città ucraine. Lo afferma il Cremlino attraverso il portavoce Dimitri Peskov. Nelle ultime ore l’offensiva di Mosca si è concentrata su Kiev.

Ore 12.30 – Mosca nega di aver chiesto aiuto alla Cina
Il Cremlino ha smentito di aver chiesto assistenza militare ed economica alla Cina. La notizia era stata diffusa ieri dal Financial Times. «La Russia ha un potenziale indipendente per continuare l’operazione e, come abbiamo detto, si sta sviluppando secondo i piani e sarà completata in tempo e per intero», ha affermato il portavoce Dimitri Peskov . Poche ore fa anche Pechino aveva etichettato la notizia come disinformazione.

Ore 12.10 – A Roma aperta inchiesta su rincaro dei carburanti
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo sull’aumento dei carburanti seguito allo scoppio della guerra. Al momento non ci sono indagati. Due giorni fa il ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani aveva definito «una truffa» il rincaro di benzina e gasolio. «L’indagine è volta a verificare le ragioni di tale aumento ed individuare eventuali responsabili», spiega la Procura.

Ore 12.05 – Nuovo black out alla centrale di Chernobyl
«La linea che alimenta la centrale nucleare di Chernobyl e la città di Slavutych è stata nuovamente danneggiata dagli occupanti dopo che l’equipaggio di riparazione di Ukrenergo l’aveva riparata». Lo si legge in una nota della società che gestisce la rete di trasmissione nazionale ucraina dell’energia elettrica. Ukrenergo sottolinea che la centrale nucleare di Chernobyl è una struttura importante che non può essere lasciata senza un approvvigionamento energetico affidabile. Nei giorni scorsi un black out aveva fatto temere una fuoriuscita di radiazioni.

Ore 12 – Via a colloqui di Roma Usa-Cina
Sono iniziati anche a Roma i colloquio tra il segretario alla sicurezza di Stato Usa Jack Sullivan e i presidente della commissione esteri di Pechino Yang Jiechi. Ne ha dato notizia la tv di stato cinese senza specificare dove i due si siano incontrati nè se il faccia a faccia è terminato.

Ore 11.55 – Titoli di stato russi saranno ripagati in rubli
Il ministero delle finanze russo ha detto di aver approvato una procedura temporanea per il rimborso del debito in valuta estera, ma ha avvertito che i pagamenti saranno effettuati in rubli se le sanzioni impediranno alle banche di onorare i debiti nella valuta di emissione. Proprio in queste giorni va in scadenza una rata per la restituzione del debito di titoli di stato russi. L’impossibilità di onorare il debito in dollari o euro rende più concreto il rischio default.

Ore 11.50 – Israele non farà da by-pass alle sanzioni
«Israele non sarà una strada per bypassare le sanzioni imposte alla Russia e dagli Usa e da altre potenze occidentali». Lo ha detto il ministro degli Esteri Yair Lapid in Slovacchia. «Il ministero degli Esteri — ha aggiunto — sta coordinando il dossier insieme ai partner, inclusi la Banca di Israele, il ministero delle finanze, quello dell’Economia».

Ore 11.45 – «Il leader ceceno Kadyrov è a Kiev»
Il sanguinario leader ceceno Ramzan Kadyrov, giunto al fronte ucraino si troverebbe «in un seminterrato vicino a Kiev». È quanto riporta il ministero degli interni ucraino.

Ore 11.35 . Lavrov: «Ucraina non sia minaccia per noi»
A colloqui in corso parla il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov «L’Ucraina non dovrà più rappresentare una minaccia per la Russia. Da noi attenzione ai corridoi umanitari».

Ore 11.30 – Missile ucraino su Donetsk: «Ci sono 20 morti»
Le forze ucraine hanno contrattaccato questa mattina nella regione del Donbass. L’agenzia russa Tass parla di un missile che ha provocato la morte di almeno 20 persone e il ferimento di altre 9 a Donetsk.

Ore 11.20 – Esplosioni a Kiev, colpito lo stabilimento Antonov
Proprio in coincidenza con il nuovo round di colloqui, Mosca ha ripreso a colpire Kiev. Missili sono stati indirizzati verso la capitale dove sono state udite numerose esplosioni. Preso di mira lo stabilimento aeronautico Antonov dove secondo fonti ucraine sono morte almeno due persone.

Ore 11.15 – Via ai negoziati. Kiev: «Nostre richieste invariate»
Dovrebbero riprendere alle 11.30 (ora italiana) i negoziati tra Russia e Ucraina, questa volta in videoconferenza. A pochi minuti dall’inizio della sessione il capo della delegazione di Kiev, Mikhaylo Podolyak ha affermato che la posizione del suo Paese resta invariata: «Pace, cessate il fuoco immediato, ritiro di tutte le truppe russe. Solo dopo potremo parlare di eventuali relazioni di vicinato e accordi politici» ha detto Podolyak in un videomessaggio. Il quale aha aggiunto che la difficoltà del dialogo è data anche da «sistemi politici troppo diversi».

Ore 11.05 – Ue vuole bloccare export di auto sopra i 50.000 euro
Tra le nuove sanzioni che la Ue potrebbe applicare nei confronti della Russia c’è il divieto di esportare automobili del valore superiore ai 50.000 euro. «Il divieto proposto… si applicherà ai modelli di diversi marchi automobilistici europei, tra cui Audi, BMW, Mercedes, Ferrari e Porsche”, ha affermato l’agenzia Bloomberg. La ferrari ha già previsto autonomamente lo stop di tutte le relazioni commerciali con Mosca.

Ore 11 – La Russia oscura anche Instagram
Mosca ha aggiunto anche Instagram alla lista dei siti vietati. Ne da notizia l’agenzia Interfax citando fonti di Roskomnadzor. Il blocco del servizio – riferisce l’agenzia – è cominciato domenica nelle regioni orientali della Federazione per concludersi nella giornata di lunedì a Mosca. In Russia sonogià stati oscurati sia Facebook che Twitter.

Ore 10.45 – Trattativa per nuovi corridoi umanitari
Nuovo tentativo in corso per riaprire corridoi umanitari su Kiev e Mariupol. Ne da notizie sul suo canale Telegram la vicepremier ucraina Irina Vereshchuk. Una decina sarebbero i possibili percorsi grazie ai quali mettere al sicuro i civili e rifornire di cibo e genere di prima necessità i centro abitati.

Ore 10.30 – A Mariupol 2500 morti
E’ salito a 2.500 il numero delle persone che hanno perso la vita a Mariupol, città portuale nel sud dell’Ucraina assediata e bombardata dalle truppe russe, dall’inizio della guerra. Lo ha detto Oleksiy Arestovych, consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, spiegando che i dati sono stati forniti dall’amministrazione comunale di Mariupol. Arestovych ha poi accusato la Russia di impedire l’arrivo degli aiuti umanitari in città.

Ore 10.10 – L’appello di Kuleba
Il ministro degli Esteri ucraino si rivolge in un tweet mattutino «a coloro che all’estero hanno paura di essere “trascinati nella terza guerra mondiale”»: «L’Ucraina resiste con successo. Abbiamo bisogno che ci aiutiate a combattere. Forniteci tutte le armi necessarie. Adottate più sanzioni contro la Russia e isolatela completamente. Aiutate l’Ucraina a costringere Putin al fallimento e scongiurerete una guerra più vasta».

Ore 9. 30 – Negoziati Usa-Cina a Roma: i protagonisti
Mentre è in corso il quarto round di colloqui tra Kiev e Mosca in videoconferenza, si guarda a Roma per il vertice di alto profilo tra Usa e Cina. L’amministrazione Biden vuole scongiurare che Pechino si schieri dalla parte di Mosca e Jake Sullivan sembra l’uomo giusto per dirlo, faccia a faccia, all’alto diplomatico cinese. Da una parte il consigliere per la sicurezza statunitense considerato l’alter ego di Biden; dall’altra Yang Jiechi, responsabile esteri del Politburo.
Sullivan, ad appena 45 anni, ha un curriculum folgorante: è stato consigliere presidenziale di Biden, Clinton e Obama, ed è diventato il «braccio destro» dell’ex senatrice quando lei divenne segretario di Stato nel 2009 dopo aver perso la sua battaglia interna contro Obama; nel 2013, è salito ancora di più nei vertici dell’establishment democratico divenendo consigliere per la sicurezza nazionale dell’allora vicepresidente Joe Biden e uno degli uomini di maggiore fiducia nel suo entourage. Oggi è il suo «alter ego», con la missione quotidiana di gestire un tentacolare apparato di sicurezza. Una figura che è stata appena un po’ offuscata dalla caotica uscita dall’Afghanistan. Sullivan è stato uno dei capisaldi nei negoziati che portarono, nel 2015, all’accordo sul nucleare iraniano. Sullivan ha già incontrato Yang: l’ultima volta faccia a faccia, a ottobre, in un incontro di sei ore in Svizzera che ha aperto la strada all’incontro virtuale Biden-Xi a novembre. Quell’incontro fu importante per ripristinare la relazione e migliorare la comunicazione tra le due superpotenze, dopo il teso vertice in Alaska del marzo 2021. Adesso le due potenze devono fare i conti con la crisi ucraina nonostante la crescente rivalità strategica e l’aumento delle tensioni.

Ore 8.38 – Cina: «Disinformazione dagli Usa»
Il ministero degli Esteri cinese ha definito «disinformazione» la notizia che la Russia avrebbe chiesto sostegno militare alla Cina. Secondo Pechino, riporta il Global Times, la «parte americana ha diffuso disinformazione contro la Cina sulla questione ucraina con intenzioni sinistre». La diplomazia cinese ribadisce la sua posizione sul «ruolo costruttivo» per «promuovere colloqui di pace».

Ore 8.30 – Dieci corridoi umanitari concordati
Il vice primo ministro dell’Ucraina Iryna Vereschuk ha detto che sono stati concordati 10 corridoi umanitari per la giornata di oggi, anche dalle città vicino alla capitale Kiev e nel regione orientale di Luhansk. «Cercheremo, ancora una volta, di sbloccare il movimento del convoglio umanitario che trasporta cibo e medicine a Mariupol da Berdiansk», ha aggiunto. Nella città portuale sarebbero state uccise già 2.500 civili, dicono fonti governative.

Ore 8.20 – La Russia continua ad attaccare la periferia di Kiev
Le forze russe hanno colpito la periferia nord-ovest di Kiev durante la notte e preso di mira alcuni siti a est della capitale: lo ha riferito stamattina il capo della regione. Attacchi russi nella notte anche nelle città nord-occidentali di Irpin, Bucha e Hostomel. Ciononostante, «le truppe di Mosca non hanno fatto grandi progressi nelle ultime 24 ore», ha detto lo stato maggiore delle forze armate ucraine. Stamattina alcuni colpi di artiglieria hanno colpito un condominio di nove piani nel distretto di Obolonsky. Almeno due i morti. I bombardamenti russi hanno colpito l’impianto aeronautico di Antonov (e non l’aeroporto, come inizialmente riferito).

Ore 8.00 – Gazprom continua a inviare gas all’Europa
L’azienda energetica russa Gazprom ha annunciato che continuerà a mandare gas, a volume sostanzialmente invariato (109,5 milioni di metri cubi al giorno), in Europa attraverso l’Ucraina.

Ore 7.30 – Morta la donna incinta di Mariupol e il suo bambino
Una donna incinta e il suo bambino sono morti dopo che l’esercito russo mercoledì aveva bombardato l’ospedale di maternità di Mariupol dove avrebbe dovuto partorire: lo riporta l’Associated Press. Le immagini della donna portata d’urgenza su una barella tra le macerie avevano fatto il giro del mondo. La donna è stata portata d’urgenza in un altro ospedale, dove il chirurgo Timur Marin le ha trovato il bacino schiacciato e l’anca staccata. Dopo il taglio cesareo, il bambino non ha mostrato alcun segno di vita e dopo 30 minuti di rianimazione è morta anche la madre.

Ore 7.15 – L’avvertimento degli Usa alla Cina
Nella giornata in cui ripartiranno i colloqui tra la delegazione ucraina e quella russa (in videoconferenza a partire dalle 9,30 ora italiana), si terranno a Roma colloqui di altissimo livello tra Stati Uniti e Cina. Jake Sullivan, consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti, incontrerà in Italia il diplomatico cinese Yang Jiechi. Sullivan — commentando le notizie sulla richiesta a Pechino, da parte di Mosca, di assistenza militare e finanziaria — ha detto che la Cina si troverebbe ad affrontare le «conseguenze» delle sue azioni se aiutasse la Russia ad aggirare le sanzioni.

«Stiamo comunicando direttamente e privatamente a Pechino», ha detto Sullivan alla Cnn che «ci saranno assolutamente delle conseguenze» di fronte a tentativi di aggirare le sanzioni. «Non permetteremo a nessun Paese di diventare un salvagente» per la Russia.

Liu Pengyu, portavoce dell’ambasciata cinese negli Stati Uniti, ha detto di non aver «mai sentito» della richiesta di Mosca, e ha definito «sconcertante» quanto sta avvenendo in Ucraina: «La Cina incoraggia e supporta tutti gli sforzi che possano condurre a una soluzione pacifica della crisi».

Ore 7 – Tutti gli uomini di Putin
Chi sono gli uomini di Vladimir Putin, i fedelissimi con cui si consulta e che eseguono i suoi ordini? Milena Gabanelli, Domenico Affinito e Francesco Tortora raccontano — in questa inchiesta — nomi, volti e beni della decina di ex agenti del Kgb, giornalisti, politici e imprenditori che cementano il potere del presidente russo (sulla salute del quale si rincorrono molteplici voci).

Sorgente: Zelensky e i negoziati: «Colloqui difficili». Mosca: «Sappiamo dove sono mercenari stranieri»

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